QualBuonTempo

13 Mag 2020


È TEMPO DI GIOCO... ESPRIMERSI

Liberi di esprimerci… accanto a loro

Nei mesi trascorsi allo sconvolgimento del quotidiano della nostra vita, personale e familiare, si è aggiunto quello sociale che vede andare in frantumi certe realtà e strutture, e altre vacillare sotto un peso di cui non avevamo coscienza.

E si evidenzia, innanzitutto, una crisi della persona, che una cultura dell’apparire, dell’emergere, del prevaricare, ha disconnesso da sé e dall’altro!

C’è bisogno di una “riconnessione ed è in questa direzione che da anni Arno Stern propone il Gioco del Dipingere.

Egli è però consapevole che gli adulti, spesso, danno valore solo a ciò che è “mostrabile”, quasi vivendo in “una perenne mostra”, e c’è, quindi, “ bisogno di fare chiarezza”, come in un suo recente messaggio dichiara: 

 

“Mi accorgo che non basta incoraggiare a far bene, quando non si conosce ciò che è dannoso. 

Dire: «Date un foglio, date una penna biro e lasciate giocare!» presuppone che l’interlocutore sappia cosa sia un gioco libero, liberato da ogni condizionamento paralizzante. 

Chi conosce questo? 

Chi ha sperimentato un gioco veramente libero?”.

 

Riconosciamo che molti sono gli adulti-genitori (e pure insegnanti e educatori) che s’interrogano su come custodire la spontaneità del proprio figlio e figlia, domande che desideriamo porre ad Arno in un’immaginaria intervista.

 

D.: “Sign. Arno, che cosa intende per gioco libero?”                                                             

 

“Ciò che contraddistingue il gioco creativo è che non produce niente. Al contrario, un’opera tende a suscitare un’accoglienza e, in chi la produce, un’attesa. 

Questo succede all’artista che crea un’opera destinata a un ricevente e che esulta se la sua opera raggiunge un pubblico.

La persona che gioca a tracciare trae piacere da quest’atto. È l’atto in sé che ha importanza e chi lo compie, se è libero da qualsiasi speculazione[1], potrà giocare ancor più serenamente. 

 

D.: “Che differenza c’è tra Arte del Dipingere e Gioco del Dipingere?”

 

“Ho appena descritto la differenza essenziale tra l’Arte del dipingere e il Gioco del Dipingere (…) 

La traccia è stata sempre considerata solo mezzo di comunicazione e non le è mai stato riconosciuto altro ruolo. E così l’arte, in ogni epoca, ha sempre collegato chi la produce a chi la riceve…”

E sottolinea che “l’Arte appartiene agli Artisti… il Gioco del Dipingere è di tutti e di ogni età!”

 

D.: “Esiste un modo corretto per insegnare l’arte ai bambini?”. 

 

“Non abbiamo bisogno di insegnare ai nostri figli la strada per la creatività, essa si trova dentro di loro. 

Compito e dovere di ogni genitore consapevole è semplicemente quello di non sprecarla, e di dare ai nostri piccoli l’incoraggiamento prima di tutto, ma anche lo spazio (e il tempo) e gli strumenti per permettere loro di far fluire la propria fantasia…

Per molti anni si è creduto che il disegno infantile fosse unicamente il risultato di uno slancio dell'immaginazione. Nel Closlieu, ho intuito che l'atto del dipingere, per il bambino, deriva da una necessità organica e si compie secondo delle leggi specifiche”.

 

L'Espressione, per Arno, è intesa nella sua accezione originaria di “pressione – verso – l’esterno”. Dalle profondità dell’essere[2] fluisce un’energia che si manifesta come traccia nello spazio del foglio[3]

È un fenomeno reale senza rapporti con la cultura e indipendente dalle etnie, dal clima, dalle civiltà. 

 

D.: “Con quale atteggiamento dobbiamo stare accanto a bambini e bambine che giocano a dipingere?”

Arno ricorda che nel Closlieu “è di regola l'assenza assoluta di giudizio”, è un patto che si stabilisce tra “servente” e partecipante fin dall’inizio.

 

“Lo stare accanto non deve influenzare mai il contenuto del quadro, non è insegnare, non è compiere richieste, non è impartire ordini, non è interpretare e non è giudicare il lavoro effettuato. L’adulto-genitore “serve” bimbo/a che dipinge, fornendo ciò di cui ha bisogno nel momento in cui ne ha bisogno

L'assenza di giudizio porta, infatti, al rispetto, alla fiducia, all'ascolto e all'accettazione dell'Altro nella sua diversità e complessità, permette una profonda e libera espressione non verbale, la gestione e il superamento dello stato di conflitto”. 

 

D.: “Quali effetti produce questo Gioco creativo?

 

 “L’essere creativo è positivo, è capace di superare le difficoltà che l’essere passivo teme e davanti alle quali si dispera. Il creativo non conosce la noia”.

 

D.: “E’ possibile l’esperienza del Closlieu a casa?"

 

”Poiché permette l’espressione, il Closlieu è avvincente, ma chi partecipa trova insieme alla libertà anche l’ordine, l’organizzazione, la regolarità, una disciplina, e, in riferimento ai soggetti in evoluzione e in ricerca, questo luogo con la sua organizzazione, con le sue regole stabili, si offre come spazio sicuro e rassicurante. A casa mancano le condizioni che caratterizzano questa esperienza: il gruppo e il servente formato. 

 

D.: “Che si può fare a casa?"

In più occasioni Arno ha sottolineato che “nessuna educazione è possibile senza regolarità” e suggerisce ai genitori di assumere il pensiero che sottende il Gioco del dipingere. 

 

Dipingere è un bellissimo gioco, il gioco più serio, il più attraente, il più duraturo di tutti i giochi. Però i giochi sono effimeri, lo è pure la pittura spontanea. L’obiettivo di questo laboratorio è di trasformare delle manifestazioni accidentali, quali la pittura spontanea, che potrebbero rimanere effimere, in un’attività regolare. L’atelier è il luogo dove il gioco diventa serio. È un paese di cui l’attività è gioco e la lingua è immagini”. 

 

Credo intenda che, a casa, sia possibile proporre il dipingere, non in modo occasionale, ma come esperienza cui si riconosce un valore per il piacere che genera. 

Possiamo metterci a dipingere accanto ai figli e figlie, senza occhi che scrutano e giudicano, arrestando le domande che indagano ancora prima che sorgano nella nostra mente, convinti che…“con un pennello in mano un bambino impara a essere!” e pure noi con lui/lei! 

L’esperienza potrà arricchirsi nei gruppi di pittura che si ritrovano nel Closlieu “L’Isola dei Colori” presso l’Ass. “Il Mandorlo.  Varietà in gioco”, a Conegliano, TV.

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[1] Attività d'indagine e di approfondimento

[2] Egli parla di Memoria Organica, la memoria più antica.

[3] Arno S. – La traccia naturale – Luni Ed., MI, 1997

 










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