AZIONI IN TEMPO DI SOSTA... COGLIERE

Fermarsi… per cogliere

“Olga è uscita per l’annunciazione:
- È Primaveraaaaa!" (tranquilli, ora torna in casa)”,
scriveva agli amici Francesca Pachetti, la Raccontadina il 21 marzo.

E, su una primavera che incontrava intoppi nell’uscire allo scoperto per un “sotto lo zero (disastro per orto e alberi da frutto) ”, continuava: “Il clima lo abbiamo cambiato noi e ok, e va bene che tanta frutta non ci sarà, ma qualcosa resta sempre.
Nessuno ci ha mai lasciato senza di tutto, quello che viene tolto, viene dato in altra forma e misura.
Quindi: lascia perdere il voler controllare quello che sta succedendo, lascialo essere... con i suoi complotti o meno, non è questo il momento della rabbia e rivolta... questo (forse) è il momento di restare con tutto e solo quello che siamo e non siamo. Non andrà tutto bene, perché se fosse andata bene non ci ritroveremo in questo periodo storico, ma se vuoi e se vogliamo, poi , andrà meravigliosamente”.

È la Raccontadina che ci fa da raccordo tra la prima e questa seconda serie di riflessioni che gli adolescenti ci offrono. Ascoltiamoli.

“Buonasera prof, questa è la mia opinione sul testo di C.G. Jung”.

Monica ci richiama alla responsabilità in ogni tempo.

“Un po’ misterioso all’inizio pensavo che era un libro che raccontava dei pirati sentendo quel Capitano. Ma con quel “quarantena” credevo che è un libro scritto di recente, in questo periodo di coronavirus, e mi immaginavo che fosse la nave da crociera Diamond Princess e l’autore ne fosse il Capitano, raccontando i suoi giorni di quarantena sulla nave.

Ha anche vissuto la quarantena di sette anni fa, e allora ho chiesto a mia sorella che epidemia ci fu sette anni fa. Lei disse che non c’è stato niente, poi ha aggiunto che forse parlava della SARS del 2002, e intuii che l’autore è del 2009 e in quel periodo c’era una pandemia influenzale. Pensavo che dopo la SARS è arrivato il Coronavirus di quest’oggi, ma adesso ho scoperto che prima ce n’è stato un altro.

Mi pare che il ragazzo è molto egoista perché vuole scendere e abbracciare i cari, ma il capitano lo fa riflettere, e anche a me.

Pensiamo che ci hanno privato di qualcosa (la libertà), ma affatto, secondo me solo quelle persone stupide pensano così. Essere in quarantena è una responsabilità, per essere sani noi e gli altri, o vuoi la libertà o la vita, se non puoi avere tutti e due ne scegli solo uno.

Non è una scelta difficile! Stare in quarantena è solo per un periodo, ma di vita ne abbiamo solo una, non c’è una di riserva. Passato il periodo di quarantena, se non hai la vita, perderai uno stupendo paesaggio, non sentirai il calore che dà il raggio del sole, non potrai assaggiare il gelato o il ghiacciolo, non potrai più stare con la tua famiglia.

Nell’ultima parte, dove il capitano spiega come ha passato la quarantena sette anni fa, mi ha convinto che potrei anch’io iniziare a mangiare di meno e sano, potrei iniziare a mangiare qualche verdura. Non mi piacciono e quindi non le mangio, ma posso iniziare ad assaggiare. Inizio a pensare a qualcos’altro di più importante e interessante. Per mantenermi sana, alla mattina dopo colazione, faccio degli esercizi per mantenere il corpo in perfetta forma.

Piano, piano, mi sono abituata, è solo problema di tempo e di accettare la realtà!”.

Lucia ci propone di scoprire ogni tempo come opportunità.

“Questo mi sembra un racconto semplice, per ragazzini potrei dire, ma il messaggio che trasmette è molto forte. Nella sua semplicità risulta chiaro il testo e mi lascia stupito.

È un concetto che in un certo senso, forse, sapevo di avere, e scritto così è descritto in maniera molto comprensibile.

È strano da capire, alla fine significa che quando non hai quasi niente devi togliere anche quel poco che ti rimane, però man mano che leggi capisci che ha un senso tutto questo.

Mi è piaciuto leggerlo soprattutto per questo senso di vittoria che scovi verso la metà lettura. Inoltre il personaggio riesce a capire che la quarantena non è solo una soluzione estrema ad un problema estremo, ma è anche un’opportunità di riscoprirsi, di adattarsi alla nuova vita e vedere il mondo con altri occhi, in un mondo dove fantasia e consapevolezza devono per forza convivere, se si vuole vivere per bene, posso quasi azzardare a dire”.

È Vanessa che ci consegna alcune perle da portare con noi all’uscita da questo tempo, perché la sofferenza e fatica vissuta non siano state vane.

 “Sono pienamente d’accordo con il capitano, perché, come ha detto lui, anche se non possiamo fare la maggior parte delle cose, una volta finita la quarantena sarà importante fare tesoro di ciò che abbiamo imparato, del valore che abbiamo dato alle piccole cose e dell’importanza di alcune ricchezze che in questo periodo si sono rivelate fondamentali per andare avanti, come i rapporti umani, la solidarietà e il senso civico e comune, per capire che forse questo cambiamento, in fondo, non è poi del tutto negativo.

Continuiamo a dare spazio ai loro pensieri anche nei giorni che verranno!

Ascoltare gli adolescenti sarà un guadagno per l'intera società, e si rinnoverà davvero la scuola che si offrirà loro quale spazio per parlare e domandare, per scoprire e creare!






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