QualBuonTempo

08 Mag 2020


AZIONI IN TEMPO DI SOSTA… VIVERE

Fermarsi... per vivere

Tempo fermo, sospeso, perso, si diceva nei giorni passati, e ancora avvertiamo quel clima.

Fermo perché tutto si è arrestato: gli incontri tra persone, le attività di grandi e piccoli, le feste, le celebrazioni, il poter girare liberamente, e solo per limitare la diffusione di un invisibile “personaggio” che ha fatto, e pensiamolo al passato, tanti, troppi danni!

Sospeso perché tempo diverso, fatto di giorni di timore di osare e d’incredulità, di fiato corto, con tutta l'incertezza che crea ciò che non conosciamo, che ci è sconosciuto. Questo tempo, che ci ancora alla speranza che “quell’essere” non ci tocchi, non si faccia troppo “prossimo”, non ci segni con gli “abbandoni”, è appeso all’attesa che tutto passi presto, che si ritorni alla normalità, tanto è il disagio di questa diversità, che se da un lato ci mette tanto tempo a disposizione, dall'altra ci delimita, ci riduce lo spazio per agirlo!

Tempo perso per le occasioni mancate d’incontro, di lavoro, di apprendimento, si va ripetendo; per la realizzazione di progetti pensati a lungo e già programmati (di lavoro, di svago, con gli amici, con la famiglia...); perso per le opportunità che non possiamo cogliere per andare e per fare.

Tempo diverso, certo, perché si è arrestato il correre frenetico, il ritmo che portava a dire “non ho mai tempo per fare, per andare, per chiamare, per fermarmi… per godermi”.

Beh, direi anche tempo abbondante. A sorpresa mi trovo ad avere tanto tempo, molto di più di quello che desideravo da sempre, ma questa sovrabbondanza mi crea una difficoltà, e mi prende la frenesia di riempirlo, quasi come voler tappare una falla con gli stracci per bloccare l'acqua che esce a fiume da un tubo rotto.

È, forse, necessario solo che sosti, che mi metta in ascolto dei miei desideri più profondi, delle mie attese. Posso forse scoprire, allora, che questo è tempo donato, è occasione per riprendermelo, ma con calma, reinventando un’organizzazione quotidiana dove il tempo speso per me, per stare con il mio partner, con i figli, con i miei genitori e i fratelli, e pure con gli amici e i colleghi (perché no?), ha diritto di esistenza, perché è lì, in quelle relazioni, che trovo il senso della mia vita.

Ed è pure tempo sconosciuto, da rivisitare, poiché ci siamo dimenticati di averlo abitato da bambini, quando le giornate lunghe e distese ci offrivano mille possibilità per viverle. Per questa dimenticanza ci si premurava di riempirlo… anche a bambini e bambine.

Sì, oggi c’è data la possibilità di vivere la nostra vita da protagonisti, non da gente stanca che si avventura nella vita trascinando i piedi; da adulti, capaci di assumere il ruolo che la Vita ci affida accanto alle nuove generazioni, non da adulti-bambini (genitori e insegnanti) smarriti di fronte alle responsabilità educative.

Non è però sufficiente ricordare il tempo della nostra infanzia, dobbiamo anche recuperare lo sguardo di attesa tipica di bambini e bambine, che vivono ogni momento con l'apertura al tutto possibile, non già al tutto scontato.

È un cambiamento che tocca le nostre radici più profonde, e per questo esistenziale, che ci ricollega a ciò che eravamo. C’è offerta l’occasione per ritornare a sognare, non le fantasie di opere giganti, che non dipendono da noi, ma sogni fatti su misura dei nostri piccoli passi, che possiamo realizzare magari con chi ci sta accanto!

Non è tempo vuoto di possibilità ma ricco di opportunità, di germogli, come lo è la Primavera! Come ogni germoglio ha, però, bisogno di sole, di acqua e di terra, per diventare la pianta che in potenza è, e poi dare frutto al tempo opportuno, anche i nostri sogni hanno bisogno di essere custoditi. La mia persona, la persona dell’altro, hanno bisogno di attenzione per generare quella pianta che come frutto dona la pace, l'armonia, lo stare bene di tutti.

No, non è tempo fermo, né sospeso, né tantomeno perso, a meno ché non lo sia il tempo della Vita. È sempre, e comunque, tempo da vivere, perché Essa, nella sua normale quotidianità, ci fa sperimentare nei frammenti di tempo tra un’ora e ancora un’ora… briciole di eternità!






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