QualBuonTempo

02 Dic 2020


DOMANI È UN ALTRO GIORNO

“Del doman non v'è certezza[1], è un po' l'aria che circola nell’esperienza di questi giorni.

Un’incertezza che da anni ci accompagna sembra essersi tolta il velo per l'occasione. Noi adulti la avvertiamo, ora, come “gabbia” della nostra vita, e, poiché ci inquieta, reagiamo in tanti modi, come c'era già consueto fare prima.

Ci spaventa? E allora ci buttiamo in qualcosa che ci “stravia”, ci stordisca; così la fuga ci tiene lontani.

Non sappiamo che fare? Torniamo su modalità già note, anche se sappiamo che non funzionano.

Osiamo guardarci dentro? La cogliamo come possibilità di saper-stare accanto a noi… all’altro… agli altri?

È vero, il domani sarà una novità, qualcosa che nel bene o nel male ci sorprenderà, ma ha le radici già qui, oggi, e non sarà del tutto nuovo, perché sarà lo sviluppo del ieri.

Certamente avrà una nota di diversità, ma che si aggiunge; non parte da zero, ma sviluppa, svela, completa, chiarisce, dà senso al già vissuto, al già accaduto. È un fluire, piuttosto che uno tsunami, eccetto in alcuni casi.

La nota iniziale può essere intesa come “il domani non sappiamo se ci sarà” oppure “non sappiamo come sarà”, per questo non andiamo a sottolineare “a ogni giorno basti la sua pena[2], ma recuperiamo dalla saggezza antica il “carpe diem[3]”.

Nell’uso comune il detto è spesso usato in modo scherzoso: un’indagine mostra che “i giovani appaiono polarizzati fra un orientamento ispirato al carpe diem, al vivere esclusivamente il presente (80,1%), e un clima d’incertezza che rende loro impossibile fare scelte definitive (81,6)[4]”.

Nel suo intento, però, “carpe diem” non è esortazione a un vivere godereccio e spensierato, quanto, piuttosto ad apprezzare di più ciò che si ha. È l’invito a godere delle gioie e dei beni che la vita ci offre giorno per giorno, senza dilazionare al domani ciò che è di oggi, si tratti di scelte o di momenti da vivere. L’oggi è certezza, e la pienezza con cui lo viviamo ci può dare la forza di vivere il domani, qualunque cosa ci aspetti.

Non è il domani che dobbiamo temere, ma l’oggi, da cui prendiamo le distanze; non è il primo che risolverà i problemi e toglierà le insicurezze, ma sono le scelte che compiamo oggi che renderanno il domani diverso.

Su di esso possiamo “agire”, non sul passato, che in quanto tale non è mutabile, perché appunto “è passato”, non esiste più, è sedimentazione di eventi, emozioni, scelte fatte o meno, sbagli o riuscite. Vi possono essere ferite che ci siamo procurati o inferte da altri, ci può pesare come un macigno sulle spalle, ma non possiamo cambiarlo: possiamo solo, se ci riusciamo, riconciliarci con lui.

Per tutti avviene il tempo di so-stare per guardare nel “bauletto” dove si sono depositati questi tesori, a volte opacizzati dal dolore, dalla dimenticanza e dal tempo. Portarli alla luce uno alla volta può essere occasione di dare “dignità" a ciascuno, e ci permette di intravedere dettagli non colti nel tempo in cui li abbiamo riposti, per trarre energia per l’oggi.

In fondo è la scuola della Vita a cui ciascuno è iscritto fin dalla nascita, ed ogni lezione, anche la più incomprensibile, reca un perla-messaggio. Talvolta non lo cogliamo perché i nostri canali di apprendimento sono occlusi dalle emozioni e per questo, come una saggia maestra, la Vita ci propone un ripasso, a volte rivivendo gli eventi, altre volte rileggendoli nei segni e nei documenti che ci lascia. Se la lezione non è appresa, Ella è capace di trovare altre forme per aiutarci, non si scoraggia facilmente, non viene meno al suo compito.

Nel pandemonio che ci coinvolge - nessuno ne è escluso a meno che non scelga di esserlo - vi è nascosto un messaggio per tutti, qui, oggi, non ieri: quale sarà?

Oso pensare che dica:

  • prenditi tempo con te, per ritrovarti, per capire chi vuoi essere, che cosa è bene per te. È tempo che non hai comprato, ti è donato: che ne vuoi fare? Oggi, non domani, che potresti non averlo più…
  • prendi tempo con gli altri, familiari, amici: sono i compagni di viaggio, i complici nelle avventure. Con loro cresci e ti fai persona, non aspettare a conoscerli, le vostre strade potrebbero dividervi quando meno te lo aspetti…
  • prendi tempo per la madre terra. Siamo stati posti nel Giardino dell'Eden per coltivarlo e custodirlo. È l’aula predisposta dalla vita: qui tutto ci parla di lei, e da tutti i suoi abitanti, animali, alberi e fiori, monti e colline, pianure erbosi e lande deserte, possiamo imparare come prenderci cura di noi e tra di noi.

Non lasciamo passare l’occasione che è l’oggi, domani potremmo aver perso la “lezione” che porta con sé. Domani apprenderemo altro, ma sarà qualcosa che illuminerà l’oggi.

E ogni tanto, sostiamo accanto al nostro bauletto, ritroveremo i compagni da cui il tempo ci ha separati: forse è possibile scambiare con loro ancora “virgole di discorsi” già fatti, ma non raccolte a suo tempo.

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[1] Trionfo di Bacco e Arianna, di Lorenzo de’ Medici, detto il Magnifico
[2] Matteo 6,25-34
[3] Odi (I, 11) di Orazio 
[4] La Stampa, 31 marzo 2014





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