ESCUELA… O DELLA NUOVA VITA

A marzo il convegno “Che idea la scuola. Una scuola della ricerca, della discussione, dell’avventura”...

Tanto tempo fa, in una povera famiglia, nasce una bambina accolta come un dono, e tutti guardano a lei per la sua vivacità.

Passata l’infanzia dove tutto è meraviglia, Escuela, così si chiama, si apre all’adolescenza e partecipa con entusiasmo ai cambiamenti attorno a lei. Entrata nella giovinezza si accorge che le urge un rinnovamento per accordare i significati di un tempo ai nuovi che il vento le porta, per integrarli ed esprimerli con altri linguaggi.

Incontra persone che la sostengono, altre che la giudicano, altre ancora che la condannano. Vive grandi entusiasmi e grandi delusioni, ed entra in crisi, tesa tra tensioni opposte.

Sappiamo che la crisi non è di per sé negativa, se apre ad un rinnovamento, ma la crisi di Escuela si è troppo prolungata. Al suo giaciglio malconcio si alternano illustri medici ligi alle regole della tradizione, e altri che si rifanno alla medicina naturale, ciascuno pronto alla diagnosi e alla cura.

Come per il famoso Pinocchio si pronunciano Corvi: «A mio credere il burattino è bell’e morto: ma se per disgrazia non fosse morto, allora sarebbe indizio sicuro che è sempre vivo!» contraddetti dalle Civette: «Per me, invece, il burattino è sempre vivo; ma se per disgrazia non fosse vivo, allora sarebbe segno che è morto davvero!». E si accosta pure il Grillo: «Io dico che il medico prudente, quando non sa quello che dice, la miglior cosa che possa fare, è quella di stare zitto. Del resto quel burattino lì, non m’è fisonomia nuova: io lo conosco da un pezzo!».

Il Grillo conosce bene Escuela, egli è la doula presente alla sua nascita, e sa che la “donna” che è diventata deve ora aprirsi ad una nuova vita.

È un travaglio quello che Escuela = la Scuola sta vivendo, che necessita di avere accanto doule che assecondano i ritmi per dare sollievo alla partoriente, per accoglierne le necessità, per sostenerla. Come ben conosce la cultura femminile di un tempo, la donna, in ascolto di sé, sa che fare, ha in sé l’energia per vivere l’intensità dell’evento.

Così anche la Scuola, ha in sé le “energie” per dialogare con i ragazzi e le ragazze di oggi e con una società in continuo cambiamento! Si tratta di capire quale senso e ruolo possa avere oggi!

Se, come dice Maria Montessori, l’educazione è un processo naturale che ha come ambiente primario la famiglia, questa ha necessità che la società l’accompagni nel compito, e la scuola può essere la mano tesa, ma una scuola non “blindata” e “selettiva” come è stata ridotta oggi.

La scuola ha in sé i semi per una nuova primavera pedagogica e pure i seminatori che di buon mattino e con ogni tempo escono a seminare. Educatori capaci di tirar fuori, da quella che è la ricerca e la sperimentazione del ‘900, anche in Italia, quei semi di rinnovamento ancora vitali, malgrado tutto.

Semi sparsi da grandi uomini e donne che “credono” nella persona, convinti di un’educazione rispettosa: Montessori, Freinet, Malaguzzi, Freire, d. Milani, Rodari, Lodi, Gianfranco Zavalloni della Pedagogia della Lumaca e Manzi, per citarne alcuni! Di quest’ultimo ecco la dichiarazione dell'attore Claudio Santamaria che lo ha impersonato per la TV: «Ho capito l’importanza dell’educazione in quel tempo e in generale. I bambini di oggi sono quelli che saranno al mondo nel futuro, bisogna dare loro gli strumenti per capire il mondo che li circonda[4]». L’insegnamento più grande del Maestro Manzi.

Quella della Scuola è una “nascita” che non si può arrestare e nemmeno procrastinare, pena la “morte per asfissia” della creatura. Una nascita sta in mano a chi nella scuola vive ogni giorno. Gli insegnanti, con le bambine e i bambini, con i ragazzi e le ragazze, e i loro famigliari, sono i protagonisti di una “scuola buona”, esperienza vitale per chi in essa passa ore e ore della sua vita, e non coloro che periodicamente transitano sulla poltrona dei vari ministeri con le loro decisioni che ne svuotano il senso e tentano di esaurire le energie positive.

Allo stesso modo la scuola deve avere coscienza che oggi le è chiesto non di essere distributrice di sapere precostituito, ma facilitatrice di una ricerca che va oltre quanto propongono le discipline, perché risponde ad interrogativi che transitano significati per la VITA.

Chi opera nella scuola deve porsi le domande fondamentali e orientative del suo esserci e del suo fare: «Chi voglio essere con “questi” ragazzi e con queste ragazze? Un Istruttore che passa regole, procedure e ruoli prestabiliti? Un valutatore secondo parametri standard e risultati scontati? O l’animatore di un fare che promuove conoscenza, che suscita nuovi interrogativi, che sollecita e sostiene soluzioni alternative, che si lascia sorprendere? Un allenatore che aiuta a mettersi in gioco per conoscersi e sperimentarsi, per offrire le proprie potenzialità alla costruzione di una società più equa e più giusta, di quella giustizia che è dare a ciascuno secondo la sua necessità

Poiché da soli è faticoso e difficile sostenere l’impegno della nuova nascita, è bene farsi compagni di chi già cammina e assaporare quanto oasi rigeneranti offrono. Dei compagni di viaggio parlerò successivamente, suggerisco qui alcune Oasi.

Il Movimento di Cooperazione Educativa (MCE) che mette insieme insegnanti che operano per realizzare una scuola in cui sia promossa la libertà espressiva, sia dato spazio alla creatività.

La Rete di Cooperazione Educativa (RCE) “C’è speranza se accade @” che esprime nel nome una conferma e mette insieme genitori e insegnanti. [1]

L’Associazione Montessori, di Treviso, che si propone di creare un confronto costruttivo tra diversi metodi educativi”, poiché lo riconosce quale “bisogno sempre più frequente nelle famiglie del territorio”.

L’Associazione Maestro Dino Zanella (AMDZ), di Conegliano, che ogni anno organizza Laboratori, Convegni e Seminari di formazione a chi opera dall’infanzia alle superiori.

Il prossimo appuntamento è per il 10 marzo 2018, a Mareno di Piave, presso il Centro Sociale. AMDZ propone il Convegno su “Che idea la scuola. Una scuola della ricerca, della discussione, dell’avventura”. Le iscrizioni sono aperte.

---

[1] Vedi http://www.qualbuonvento.com/it/articoli/micromondi/qualbuontempo/una-tante-reti-ii/2148

 






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok