LEGGERE PER ESSERE LEGGERI

Analizzando il primo e l'ultimo termine si potrebbe pensare che si voglia parlare di una persona di pensiero superficiale, non consistente, sfarfallante, incapace di profondità, ma non è in questo senso che parlo di leggerezza.

Viviamo un tempo che ci porta a caricare di emotività, di attese, tutto quello che facciamo, anche le relazioni con gli altri. Ci attendiamo spesso da essi quello che o non sono in grado o minimamente hanno idea di darci, e per questo rimaniamo male, perdiamo occasioni e relazioni, e soffriamo noi e facciamo soffrire loro.

 “Si deve essere leggeri come l'uccello che vola, e non come la piuma [1], ricorda Calvino, citando Paul Valéry, e come un uccello volare alti e vedere tutto.

Credo ci sia urgenza di ritrovare il senso dell'essere leggeri, di quella leggerezza del vivere che chiede un uso diverso del tempo, attenzione, cura, coscienza che il tempo perso ci fa incontrare con noi stessi e ci ridà la giusta misura delle nostre potenzialità, ci riconcilia con i nostri punti forti e pure con quelli deboli, e tutto ciò è fondamentale.

Essere di continuo proiettata all'esterno mi porta a non conoscermi. È solo nell’incontro con me che trovo ciò che sono, al di là di tutte le idealizzazioni e le svalorizzazioni.

Prendete la vita con leggerezza - suggerisce Italo Calvino - Che […] è planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore” [2].

Delle pause, delle soste, che ci prendiamo d’estate o durante l'anno, ma anche di quelle ore che rubiamo per stare con noi stessi, le nostre relazioni ci guadagnano.

Quando abbiamo la misura di noi stessi, sia della nostra grandezza, sia della nostra piccolezza, siamo anche meno pretenziosi nei confronti degli altri, riconosciamo il giusto valore anche alla loro persona, non pretendiamo troppo, oppure niente perché tanto non ne vale la pena.

Compagni di viaggi in queste soste, in uno stare con noi stessi, senza per questo isolarsi dal mondo, ma per ritornarvi trasformati, anche rigenerati, possono essere i libri, di qualsiasi genere: impegnati o leggeri, di avventure o d’informazione, di storia o di attualità, d’amore.

I libri ci donano un pensiero di qualcun altro, ma tramite lui ci portano anche il pensiero di tanti altri, perché un libro non nasce semplicemente da un'idea, ma da un incontro d’idee, di persone: un libro è narrazione di vite.

“Chi è ciascuno di noi se non una combinatoria di esperienze, di informazioni, di letture, di immaginazioni?” Interroga Calvino offrendo già la risposta, e precisa: “Ogni vita è un’enciclopedia, una biblioteca, un inventario di oggetti, un campionario di stili, dove tutto può essere continuamente rimescolato e riordinato in tutti i modi possibili[3].

E mentre ci narra il pensiero, la persona che scrive, scrittore o scrittrice, ci porta dettagli della sua vita, ma anche della vita delle persone “incontrate” o che incontrano ogni giorno, con i desideri e le fatiche, le delusioni e le speranze, le sofferenze e le gioie, le perdite e le conquiste.

“Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere” [4].

Che siano di fantasia o che riportino la realtà, i libri hanno sempre un messaggio. Può essere un messaggio di leggerezza o di profondità, ma comunque è qualcosa che ci parla, che si prende cura del bisogno del nostro cuore di ritornare a essere leggero. Ci possono aiutare a vivere la vita con leggerezza, che, per Calvino, si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l'abbandono al caso, né la superficialità[5], e, aggiungerei, nemmeno con il disimpegno. Avvertiremo così che non saremo noi a risolvere tutti i problemi, che il mondo esisteva prima di noi e continuerà anche dopo che ce ne saremo andati, che ci è chiesto solo di fare la nostra parte: mettere il nostro piccolo tassello nel grande puzzle che è la vita dell'umanità.

Cogliamo quindi l'occasione per leggere libri.

Il tempo per leggere è sempre tempo rubato, come il tempo per scrivere, d'altronde, o il tempo per amare. Rubato a cosa? Diciamo, al dovere di vivere” [6] per donarci il piacere di vivere.

Nel sceglierli ascoltiamo il nostro bisogno anche di leggerezza, di letture non troppo impegnate, da passatempo, anche di quelle che pare non ci facciano pensare, ma che qualcosa ugualmente ci lasceranno.

“La lettura non ha niente a che fare con l'organizzazione del tempo sociale. La lettura è, come l'amore, un modo di essere. La questione non è di sapere se ho o non ho tempo per leggere (tempo che nessuno, d'altronde, mi darà), ma se mi concedo o no la gioia di essere lettore! [7]

Che lo facciamo sotto l'ombrellone o sotto l'albero di casa nostra, su un prato in montagna o in riva al mare, nella quiete della nostra terrazza o in riva al lago, in queste soste facciamoci accompagnare da un libro che ci cerca e ci attira a sé. È un amico che conserva in sé parole per noi, tanti pensieri, e che tanti altri ne suscita, liberando leggerezza.

Lascio qualche titolo per cominciare, che spero possa far piacere a piccoli e grandi. Buona lettura!

  • Bussolati, Tararì tararera, Storie in lingua Piripù per il piacere di raccontare storie ai Piripù Bibi
  • Garillied E. Bussolati, Tino Tino Tino Tina Tino tin tin tin tin 
  • Michael Ende, La storia infinita
  • Mazzariol, Mio fratello rincorre i dinosauri
  • VV, Caro Evan Hansen
  • Marco Baliani, Ho cavalcato in groppa ad una sedia
  • Fruttero-Lucentini, L’amante senza fissa dimora
  • Chadwick, La regina ribelle
  • Woolf, Flush. Biografia di un cane
  • West, La famiglia Aubrey
  • Gramellini, Fai bei sogni
  • Fallaci, Un uomo

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[1] “Lezioni Americane” di Italo Calvino
[2] Calvino, idem  
[3] Calvino, idem
[4] “Come un romanzo “di Daniel Pennac.
[5] Calvino, idem
[6] Pennac, idem
[7] Pennac, idem





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