Liberi... di andare

Ospite del ramo inglese della mia famiglia sono stata portata al mare sulla Manica. Mi ha colpito piacevolmente come è gestito lo spazio di fronte al mare. Sulla spiaggia non sono presenti costruzioni, postazioni ombrello-sdraia, si può giocare liberamente e per lunghi tratti camminare senza dover chiedere scusa perché si inciampa sui corpi stesi. Lunghi marciapiedi rialzati permettono di passeggiare anche vestiti e sul lato fronte mare sono collocate cabine a noleggio in legno colorato, dove trovano posto sdraio e tavolini, e dove la famiglia conserva pure il pranzo al sacco che condividerà.

Oltre il marciapiede si allargano ampi spazi verdi, prati rasati e decorati di aiuole dai colori intensi garantiti della pioggia che spesso cade all'improvviso. Molte persone li scelgono per distendersi nella pausa pranzo, per assumere un veloce sandwich, leggere un giornale o un libro, per una chiacchierata con gli amici o per una pennichella!

Tutto questo è impensabile sulle nostre spiagge, lottizzate sia nell'uso degli spazi, sia nell'organizzazione dei tempi.

Lasciato l'impegno del lavoro e della scuola, desideriamo solo un tempo di relax, disteso, lento, vuoto, ne abbiamo assoluto bisogno dopo le corse, gli impegni, i ritmi, le risposte da dare e tante altre necessità. Finalmente possiamo rispondere al nostro desiderio! Lo pensiamo, lo progettiamo per tempo, arriviamo come naufraghi affamati e assetati.

Eppure… che cosa succede?! Trasportiamo lo stile di vita dell'anno anche nei giorni di vacanza, manteniamo abitudini e ritmi.

Ma perché ci è così difficile deprogrammarci, svestire un abito che ci va decisamente stretto? Perché continuiamo a stare nella confusione pure nei luoghi di villeggiatura, fotocopia dei centri commerciali che spesso abitiamo la domenica, incapaci di staccare la spina del consumo, delle occasioni da cogliere, dell’aria abitata da suoni innaturali che riempiono il nostro orecchio togliendoci le parole per comunicare? Perché ci tuffiamo dentro le code che attendono di ripartirsi un tratto di prato o di spiaggia o nelle file di ombrelloni che invadono pure la battigia provocando le invettive di chi vorrebbe semplicemente camminarci sopra?

Perché ricadiamo nella tentazione di programmare il tempo di bimbi e bimbe con attività di animazione ad ore, come facciamo tutto l'anno, delegando qualcuno mentre noi siamo impegnati altrove, privandoci della reciproca compagnia, rendendoci quasi sconosciuti gli uni e gli altri?

La vacanza è possibilità di recupero, è tempo in cui possiamo godere gli uni degli altri.

Ma è tempo che va gestito, organizzato con scelte fatte insieme, che ascoltino gusti e desideri di ciascuno in famiglia, dei piccoli e dei grandi. Ascolto dei desideri veri e non di quelli fittizi che pubblicità varie inducono, desiderio di stare insieme ad oziare sdraiati guardando il cielo, di percorrere strade nelle città o nella natura alla scoperta di luoghi che non abbiamo mai veramente esplorato, leggere, costruire, giocare, ascoltandoci e guardandoci mentre operiamo per scoprire qualcosa dell'altro che non conosciamo.

È chiaro che essere single, o avere i bimbi piccoli o ragazzi è ben differente… C’è poi il desiderio di condividere questo tempo con le proprie famiglie di origine, con gli amici o con famiglie amiche.

Anche la scelta dei compagni di vacanza è importante, come lo è il luogo dove riposarsi! Ci sono scelte che rispondono al bisogno della famiglia di ritrovarsi, altre che sono occasioni per la famiglia di arricchirsi nella relazione con altre persone o famiglie, altre che coniugano il bisogno di distensione con la necessità di autonomia i ragazzi e ragazze mediante il contatto con la natura ed uno stile di vita naturale.

Rimandiamo a esperienze in cui possono essere coinvolte le famiglie oppure ragazzi e ragazze:

  • Quel posto che cerchi c’è a Ramera (TV) con “un’estate insieme alle farfalle”, un progetto educativo-esperienziale a contatto con la natura, i suoni, e i colori (video: lo stupore e la meraviglia negli occhi dei bambini);
  • Spazio Verdeblù di Conegliano (TV) con la proposta di trascorrere il proprio tempo libero estivo in maniera divertente ma, al tempo stesso, ricca di contenuti su ecologia e difesa dell'ambiente;
  • Cortivo Pancotto (Fattoria Didattica Malga Fossa) a Sarone (PN) con l’esperienza a contatto con gli animali e la natura per un approccio esperienziale, interattivo e piacevole sulle tematiche dell’alimentazione di qualità, del consumo consapevole, dello sviluppo sostenibile e dell’ambiente;
  • Masetto di Rovereto (TN) dove bambini e bambine vivono la montagna insieme a disegnatori, guide alpine, fotografe, scienziati, musicisti [immagine di copertina].
Se ci diamo tempo potremmo avere l’occasione pure noi di assistere ad un “Concerto per soli becchi” (La Raccontadina):
 
Ci sono momenti di pura comprensione nel giorno.
Uno di questi, sul finire di Aprile e fino alla metà di Maggio
accade ogni giorno alle 5.20 del mattino.
È il momento in cui gli opposti si manifestano sullo stesso piano,
nella stessa faccia della medaglia.
Luna e Sole si incontrano.
Allocco e passeri pure.
Rana e ranocchio, finalmente fanno l'amore.
È il momento preciso in cui niente resta nascosto,
Tutto si manifesta, il segreto si svela.
Dieci minuti di… insieme…
Poi ognuno torna nella sua parte.
Il buio al buio.
La luce alla luce.
L'allocco all'albero.
I topi alle tane.
Le volpi al Monte.
Bastano dieci minuti, per capire che tutti insieme è possibile.
Bastano dieci minuti per capire che tutta insieme sono “possibile”. Buio e luce.
I dieci minuti che bastano per un giorno intero.
 
E perché no per un anno intero?! Buon ascolto!





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