QualBuonTempo

20 Dic 2017


L’OASI… È TEMPO DI SOSTA!

Fin dai primi giorni di dicembre in molte case sono in allestimento i presepi, sia come desiderio di condividere con i bimbi e le bimbe una tradizione che ci riporta ai tempi della nostra infanzia, sia per rivivere con loro un evento che tanto ha orientato la nostra storia.

Semplici o elaborati riportano ai nostri giorni una cultura, quella agricola ed artigianale, che in gran parte è scomparsa, ma che nel “gioco” della costruzione del presepe possiamo ritrovare. Anche gli “spazi” che lo compongono sono caratteristici: il fiume di carta stagnola, la montagna di sassi o tronchi, il prato di muschio, la stradina di ghiaino, la grotta di carta sagomata, e sopra, sparsa, “la neve” di farina bianca finissima. In alcuni, forse quelli che hanno origini più lontane, c’è uno spazio che rimanda ad altra cultura, quella dei nostri “nuovi vicini di casa” provenienti dall’Africa: l’oasi.

E sì, perché con i tre re non possono mancare uno o più cammelli, e come è possibile sostare se manca un’oasi con una piccola pozza d’acqua circondata da palme?! In qualche presepe si vedono anche piccole tende, tipiche della vita nomade.

Dopo tanto vagare di duna in duna, la tribù dei beduini sosta scegliendo uno spazio dove disporre le tende, che sono le loro case, e opportuno per i loro compagni, i cammelli, e in tal modo il sostare diventa esperienza familiare allargata, esperienza socializzante.

Sostare è un diritto che rimanda alla necessità di fermarci per riposare, per conversare, per condividere il cibo, per recuperare il giusto rapporto con il tempo.

E lo è pure per noi, nomadi di oggi sulle strade, nei posti di lavoro e nelle scuole…

Nella frenesia dei nostri giorni perdiamo completamente il senso del tempo: sembra contrarsi, ci pare di non averne mai abbastanza. Arriviamo affannati alla fine di ogni giorno e di ogni settimana, e con noi bimbi e bimbe, con il bisogno di recuperare tempo per sé, per la relazione con l’altro, sia esso famiglia, amici o ambiente.

Ragazzi e ragazze poi esprimono l’esigenza di recuperare il tempo perduto, a fare altro, negli assembramenti delle sere del sabato e della domenica.

Un maestro di 2000 anni fa prendeva i suoi discepoli e li portava in disparte, e che faceva con loro? Riposavano e condividevano il cibo e il pensiero, si comunicavano i desideri e le preoccupazioni del cuore, le gioie e le speranze.

E in fondo che cosa sono i giorni di Natale?

Se per alcuni sono tempo di memoriale di un Avvento, per tutti possono essere una sosta. Agli studenti la scuola “offre” una pausa dallo studio per recuperare la misura di un tempo per la cura di sé mediante il riposo; per godere con distensione delle relazioni con i familiari e con gli amici; per lo stare a contatto con la natura che, anche nella sua veste invernale, ha molto da offrire.

Ed è questo il dono che dovremmo scambiarci a Natale… un dono da vivere ognuno dei 365 giorni dell’anno: donarci tempo, tempo desiderato, tempo disteso, tempo di incontro, tempo di scoperta, tempo di sorpresa, tempo di “solitarietà” e di compagnia… tempo vuoto e tempo pieno. Ma che sia TEMPO per sé… per noi, per noi bambini e bambine da poco e da tanto tempo, oso dire parafrasando un’espressione cara a d. Giancarlo Vendrame, un prete dei nostri luoghi.             

Non tempo riempito di “corse ai regali”, ma un tempo pieno di relazioni che ci fanno star bene, che rendono la nostra vita “Vita”, che ci sostengono perché nel fluire del tempo noi si possa essere sempre più persone che vivono e non che consumano, non cloni di un volere che ci sovrasta, ma attori consapevoli di un ruolo che ci è assegnato, protagonisti con altri protagonisti sulla scena della storia oggi.

Rosetta Cavallo, un’amica, mi ha donato la poesia di Elli Michler che esprime bene questo pensiero.

Ti auguro tempo

Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
Se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa. 
 
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
Non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
Ma tempo per essere contento. 
 
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
Ti auguro tempo perché te ne resti:
Tempo per stupirti e tempo per fidarti
E non soltanto per guardarlo sull'orologio.
 
Ti auguro tempo per toccare le stelle
E tempo per crescere, per maturare. 
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare. 
 
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
Per vivere ogni tuo giorno,
Ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
 
Ti auguro di avere tempo,
Tempo per la vita.
 

E che sosta sia allora!

... in qualsiasi oasi ci restituisca la speranza e l’entusiasmo per ogni giorno che verrà!






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