SIAMO SOLISTI O UN'ORCHESTRA?

Estate 2017: sono le 8:00 di un giorno di agosto che già si annuncia caldo. Accendo il cellulare e arriva un messaggio dell’amico maestro Giampiero Monaca di Bimbisvegli.

“Ieri il consiglio di circolo ha approvato i lavori collettivi di abbellimento e allestimento per la scuola di Serravalle d'Asti. Alcuni membri hanno portato motivazioni a sostegno degli obiettivi del progetto valorizzando le utilità collettive dell'intervento”.

Perché ne parlo, visto che è una storia lontana da noi?

Per aggiornare sull’avventura già narrata, e perché è storia di responsabilità, di condivisione, d’integrazione, di possibilità.

Di responsabilità, che è la funzione dell'adulto nello stare accanto a bambini e bambine per aiutarli nel cammino di crescita, un camino che non può mai essere tracciato a priori perché determinerebbe il loro essere, annullando ogni originalità, e porrebbe confini troppo ristretti alla relazione educativa.

C’è qualcosa che ci accomuna, ma c'è anche molto che ci differenzia... e non può essere che così.

C’è, però, anche una condivisione di responsabilità che chiama in causa, o, come preferisco, invita sulla scena della vita attori diversi: gli altri e l'ambiente! Non sono figure di secondo piano i primi, come l'ambiente non è solo lo sfondo coreografico, gli uni e gli altri sono fondamentali.

Il nostro atteggiamento rispetto alla vita è determinante per il pensiero comune e per l’armonia, e lo influenza pure in negativo.

Potremmo dire che c’è una reciprocità: il tipo di relazioni e di ambiente m’influenzano, ne sono figlio, e pure io li caratterizzo con la mia presenza, con il mio essere, sono loro “genitore”.

L’ambiente fisico non è differente: il freddo polare o il caldo africano che qualificano il mio carattere e l'organizzazione del mio tempo; il deserto o la foresta che determinano il mio spazio abitativo e pure il mezzo per spostarmi; l’abitare nel centro di una grande città o nella sua periferia che provoca l'isolamento o la vicinanza o la promiscuità.

Ogni ambiente genera tipi diversi di relazione con gli altri, con quanti sono interessati a far sì che esse siano luogo di assunzione dell'altro, sia nel dare, sia nell’avere, in una reciprocità che diventa riconoscimento di una diversità.

È qui che ha origine la comunità educante, dove a ciascuno è riconosciuta la possibilità di dare e di avere: dare secondo la propria misura, avere secondo la propria necessità.

Avere che è prendere e ricevere nel contempo, che non è questione di età, né di competenza, né di cultura. Allora avviene quello scambio che non è motivato dalla risposta a un’urgenza, ma dalla scelta, dalla condivisione di un pensiero forte di un bene comune in cui tutti ci ritroviamo e ci mettiamo in gioco.

E in questo si gioca l'integrazione perché a ciascuno è riconosciuto l'essere che è.

Possiamo metterci insieme per risolvere un problema tuo, o mio, ma vi è una parità solo quando insieme rispondiamo a qualcosa che riguarda il noi.

Ed è qui che avviene l'esercizio di responsabilità dell'umanità.

Dopo l'estate 2017 passata a rinnovare gli spazi che avrebbero accolto la prima classe del Progetto Bimbisvegli, e la collaborazione durante l'anno per le attività del laboratorio espressivo - linguistico (teatro, inglese, scrittura creativa e canto), i giovani migranti dell'Associazione Agathon di Serravalle d’Asti, negli anni successivi, hanno portato a compimento il rinnovamento dei locali che hanno accolto le nuove classi prime, con la completa adesione della scuola al Progetto.

Assieme a loro si sono coinvolti genitori, ragazzi e bambini del luogo, come anche amici venuti da altre parti d’Italia. Hanno sostenuto l'iniziativa pure la Pro Loco e l'associazione ex Alpini di Serravalle.

Sulle note della canzone "Chiedilo alle nuvole" di P. Enrico Archetti Maestri, musicista poeta e cantante del gruppo musicale YoYo Mundi, grande e generoso amico dei Bimbisvegli, è nata l'idea di liberare i libri rendendoli disponibili e sempre esposti all'uso dei bimbi.

Prezioso il contributo di Mago Povero, l’attore Antonio Catalano, che ha ispirato la parte di allestimento e scenica della “Biblioteca dell'immaginario fra le nuvole”, che ben volentieri accetta libri da chiunque li potrà donare.

Storia di possibilità, accennavo all'inizio, sì perché storia di desideri assunti (quelli di bambini e famiglie), di voglia di esserci (di adulti e bambini del luogo, ma anche di giovani migranti); di sogni in cui credere (di una comunità per una scuola diversa); di modi nuovi di vivere le relazioni (per il piacere di giocare-costruire insieme adulti e bambini).  

Estate 2020: la piccola scuola di Serravalle di Asti è nuovamente protagonista nel restituire spazi e tempi di relazione a bambini/e e ragazzi/e che, aiutati da giovani e adulti, desiderano riconquistare una normalità dopo un periodo che ci ha messi tutti alla prova.

Ancora una volta il maestro Giampietro ci informa con un messaggio che “il 6 luglio si è avviato il progetto Green Campus nato dall'idea di mettere a disposizione la didattica del progetto Bimbisvegli…”.

Una proposta educativa che, dopo mesi di limitazione dei contatti sociali e d’inaridimento delle relazioni tra pari, pone argine al trasferimento in virtuale di contatti e interazioni; che mentre accoglie il grande bisogno di contenimento emotivo, dà spazio all'interazione, al gioco libero, all'apprendimento cooperativo, all'associazione d’idee, alla tattilità, al confronto, alla concertazione.

Il setting outdoor metterà bambini/e in una condizione esperienziale di educazione naturale volta a creare strette connessioni tra loro e ambiente, poiché la natura produce grandi sensazioni di benessere in chiunque la abiti.

Si tratta di un’educazione diffusa, che considera ogni luogo potenziale spazio educante a disposizione della comunità discente, permettendo al contempo una grande valorizzazione sociale delle professionalità e delle realtà culturali, artigiane e produttive del territorio.

Non sarà un semplice centro estivo, ma un’esperienza “in vista della ripresa delle attività didattiche in presenza”.

Può essere interessante seguire il racconto dello sviluppo del Progetto alla pagina Facebook della scuola… senz’altro uno spunto per maestri e maestre che desiderano una scuola diversa!

Nell’avventura di questa piccola scuola ci vedo il mondo, una grande orchestra che accorda i suoi strumenti per realizzare la sua sinfonia!

 






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