QualBuonTempo

19 Ago 2020


UNA SOLUZIONE ORIGINALE

Che vogliamo fare della scuola?

Mentre scrivo, è una tipica giornata di luglio, tempo di sosta per recuperare le energie impegnate nel lavoro, per ritrovare familiari e amici, per dedicarsi a ciò che ci dà piacere.

È un diritto la sosta, i nostri nonni ben lo sapevano. Il suono della campana segnava la pausa del Mezzogiorno, per quel pranzo che riuniva la famiglia cui noi siamo disabituati. La sosta poteva avvenire anche sotto l'ombra di un albero, dove, al pranzo che rigenerava le forze impegnate nel lavoro fisico, faceva seguito un pisolo o pennichella o riposino. Un silenzio intorno lo custodiva, solo le cicale avevano il diritto di frinire a sottolineare la calura dell'ora.

Noi, figli e nipoti, abbiamo perso questo rituale, ma, avendo necessità di sostare, lo concentriamo nelle 2-3 settimane d'estate, mettendo insieme il desiderio di visitare luoghi. 

E la Scuola? Beh, anch’essa ha bisogno di sosta e quest'anno ancor più.

Dopo i giorni d’isolamento dalle relazioni e di una didattica distanziata, bambini e bambine, ragazzi e ragazze, e così pure genitori e insegnanti avvertiamo il bisogno di staccare per riprendere un vivere più normale, meno pressante. Abbiamo necessità di allontanarci da un fare scuola che ha separato, ha fatto emergere differenze e disagi, approcci didattici non adeguati; da una tecnologia dell'emergenza che ha dettato uno stile relazionale in contrasto con l'approccio educativo e formativo proprio della scuola; dal tempo risucchiato dagli strumenti di una comunicazione multimediale, ignoti ai più e che hanno generato fatica nell'uso e pure stress.

Certo, non tutto è da buttare, qualche bella scoperta si è fatta, ma non è questa la scuola dove si cresce insieme, e c’è bisogno di lasciar decantare le emozioni di tutti per ripartire con serenità e motivazione a settembre.

La Scuola non si può concedere giorni di sosta, perché una scadenza la attende. Il tempo ritma il suo procedere lasciando scivolare dietro di sé i giorni, settembre è alle porte, ed Essa si chiede:

"Come potrò accogliere bambini e bambine, ragazzi e ragazze, nel nuovo anno scolastico?

Come saranno “i piccoli” che accedono alle prime classi e sezioni? Quali sono le loro attese?”.

Sì, la Scuola s’interroga, e con preoccupazione guarda a chi affidare la ricerca di risposte!

Ai tecnici che propongono gli schermi separatori?

Ai misuratori di spazio che con il metro in mano girano per le scuole recuperando stanzini e scantinati, per vedere quanti alunni possono essere accolti?  

Ai cronometristi che frammentano ancor più il tempo scuola per far rientrare i doppi turni?

Agli improvvisati pedagoghi? Essi suggeriscono che se cade una matita a destra, bambini e bambine dei banchi di destra si piegheranno in modo da garantire il distanziamento! Una barzelletta?! No, qualcuno l’ha proposta come soluzione.

È del settembre del 1982 l’incarico in una scuola che ancora non aveva le fondamenta, vi saremmo entrati il 2 febbraio dell’83. Il direttore suggeriva a noi maestre di andare a “vedere” come procedevano i lavori! E per fortuna! Avevano affidato la scelta dei colori delle stanze a un pittore per cui “tutto doveva fare pendant[1]. Niente da eccepire, se non che le pareti sarebbero state ricoperte di carta da parati.

V’immaginate il divertimento di bimbi e bimbe dai 3 ai 6 anni?

“Io gratto col mio ditino… tu continui… poi lei… poi lui… e alla fine dell’anno il muro avrà tante piste di auto che ci piacciono tanto”… di carta stappata. Beh, hanno messo le perline fino a un metro e mezzo di altezza. Pendant salvo!

Un giorno passiamo e vediamo l’idraulico che, fissati i rubinetti al metro di altezza, sta ora ponendo i lavandini a 60 cm: della serie che bimbe e bimbi si potevano lavare i piedi e pure fare il bidet… solo aprendo l’acqua!

Naturalmente li abbiamo fatti alzare e il falegname ci ha costruito una predella!

Lo spazio della scuola non è indifferente, non è asettico, ma, come lo considerava Loris Malaguzzi, è il «terzo educatore», che collabora insieme con gli altri agenti dell’educazione.

“Chi posso coinvolgere?si chiede pensosa la Scuola Chi conosce i desideri… le attese… le necessità… dei miei ragazzi e ragazze?.

Trovato!

Coinvolgerò insegnanti e ragazzi e ragazze, sono loro gli esperti di vita scolastica! E chiamerò in auto pure i genitori che hanno a cuore lo stare bene dei loro figli!

Senza il loro aiuto tutte le soluzioni creeranno solo scontento e disagio.

M’immagino la maestra… il maestro… arrivare a settembre e trovarsi in una scuola trasformata: dove non si può muovere niente! Ci mettono una gran passione ogni settembre a predisporre l’ambiente perché sia accogliente e interessante, sia per le relazioni, sia per gli apprendimenti”.

L’emergenza che ci ha coinvolto ha reso evidente l’urgenza di una Scuola diversa, dove si giocano le relazioni in un co-apprendimento che permetta la messa in gioco delle abilità e delle conoscenze di ciascuno.

A sostegno di una Scuola nuova è inderogabile la riorganizzazione degli spazi scolastici che già erano un problema, poiché “progettare una scuola significa dotarsi di un pensiero spaziale e di un'argomentazione pedagogica che se insieme dialogano e producono eccellenze straordinarie”, afferma la prof. Beate C. Weyland, coordinatrice del PAD-LAB, gruppo interdisciplinare di ricerca che studia come ridimensionare gli spazi nelle aule già dal 2015.

PAD-LAB propone in Trentino una soluzione "green" per la ripresa delle lezioni prevista per settembre, che vede già interessate la primaria Pestalozzi di Bolzano e la Veronesi di Rovereto, e la disponibilità di molte altre scuole.

Si tratta di utilizzare le piante per garantire le relazioni tra bambini/e o ragazzi/e, e mantenere la giusta distanza per evitare i contagi.

Le piante ornamentali, preferibili ai freddi blocchi di plexiglass, oltre ad essere utili per il distanziamento, renderebbero l'ambiente scolastico più accogliente e sano, capace di dare loro nuova fiducia per affrontare un anno che ancora conserva delle incertezze.

Che dite… può essere un’idea per le nostre scuole…?!?

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[1] Cose che, a coppia, si corrispondono simmetricamente.






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