Alla scoperta dei mulini (IV)

Quarta tappa sul fiume Meschio

La ricerca dei mulini lungo il fiume Meschio ci porta alla scoperta di scorci naturalistici ed architettonici unici. Ma come noteremo più avanti, non solo la natura o le opere dell’uomo potremo incontrare in questo itinerario!

È possibile iniziare il percorso partendo da Via Aldo Moro nel comune di Cappella Maggiore e più precisamente all’incrocio tra le vie Mattarella, Mescolino, Aldo Moro e Cesare Battisti, appena oltrepassato il ponte sul Meschio che si trova sulla strada che da San Martino di Colle Umberto porta a Cappella Maggiore.

Il punto di partenza offre anche un parcheggio. Da qui si prende verso est, seguendo sostanzialmente il senso della corrente delle acque del Meschio. Via Aldo Moro ci porta direttamente in campagna a fianco di un vigneto. Appena questo finisce, sulla destra si apre una stradina interpoderale che ci permette di proseguire la passeggiata senza perdere contatto con il fiume.

La stradina è affiancata da un piccolo corso d’acqua e, proseguendo, si potranno notare tutta una serie di piccole opere idrauliche che meraviglieranno sicuramente grandi e piccini. L’itinerario affianca un fabbricato dall’aspetto imponente, che mostra lungo il suo muro perimetrale ben tre macine da grano dismesse, che venivano utilizzate per ridurre in farina i grani dei cereali. Una targa metallica “le tre minelle” ricorda a chi passa il legame della costruzione con il mondo dei mulini.

La stradina interpoderale continua fino ad incontrare l’asfalto in prossimità di Via delle Marine. Sulla destra si trova un borgo di case con un cortile comune e proprio il fabbricato più interno è un vecchio mulino che macinava grano. Al suo interno sono ancora presenti alcune condutture che servivano per separare i diversi tipi di farine.

Basterà salire sul ponte della roggia derivata dal fiume per rendersi conto di dove era alloggiata l’antica ruota del mulino che è stata spodestata da una turbina per la produzione di energia elettrica.

A pochi metri di distanza, il Meschio reclama attenzione e, una volta sul ponte, si potranno notare le chiuse, poste a monte, che servivano per regolare l’afflusso delle acque al vecchio mulino. Guardando verso valle, altre opere di regolazione delle acque ci fanno capire che il luogo forniva energia anche ad altri opifici. Basterà proseguire lungo Via delle Marine per scoprire queste opere di regimentazione.

Non passerà inosservato che in questo territorio le ruote dei mulini, invece di ricevere l’acqua dall’alto, vi erano immerse direttamente. L’acqua che veniva derivata dal corso principale del Meschio attraverso dei canali, denominati rogge, scavati dall’uomo, era regolata da chiuse. Queste soluzioni ingegneristiche creavano di fatto un isolotto che poteva accogliere o meno degli edifici. Ne è un esempio l’isolotto che si vede da Via delle Marine e che accoglie anche una scultura conosciuta come Cristo del Meschio realizzata dagli Alpini di Cordignano.

L’itinerario che stiamo scoprendo ha, tra l’altro, la caratteristica di dipanarsi tra i confini di tre comuni: Cappella Maggiore, Cordignano e Colle Umberto. Riprendendo i nostri passi e superando il ponte sul fiume Meschio ci troveremo proprio in quest’ultimo comune.

Il borgo che gravita intorno al Meschio in questo punto è conosciuto come Borgo Minelle, termine che ci riporta al mondo dei mulini. Minella o “minelle” erano sostanzialmente dei piccoli contenitori che servivano come sistema di misura per vendere la farina in piccole quantità.

Lasciato il ponte alle spalle, imboccando Via Mazzini verso destra, s’incontrano, dopo poche decine di metri, i resti della casa natale di Ottavio Bottecchia, grande ciclista del passato e non solo. “Tavio” nacque nel 1894 e fu l’ottavo figlio di Francesco ed Elena. Di quell’epoca le cronache ricordano che Ottavio abitava in un borgo punteggiato da mulini che sfruttavano le acque del Meschio.

Ottavio Bottecchia e la sua storia meritano altre attenzioni per cui lasciamo Borgo Minelle per rientrare al punto di partenza. Due sono le possibilità: uscire da Via Mazzini e proseguire sui marciapiedi del Viale Ottavio Bottecchia e poi di Via Mazzini, oppure ripercorrere a ritroso l’itinerario.










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