Alla scoperta dei mulini (V)

Quinta tappa sul fiume Meschio

Risalendo il corso del fiume Meschio partendo da Cordignano, diversi sono i siti che testimoniano la presenza di mulini che fino al secolo scorso hanno servito l’uomo e le sue attività.

Un’ulteriore tappa per conoscere questo mondo ci porta direttamente a Vittorio Veneto in Via Giacomo Boni, praticamente una laterale di Viale del Cansiglio, all’altezza della stazione dei Carabinieri. Qui c’è modo di lasciare l’eventuale automobile per andare alla scoperta di altri mulini e delle loro storie.

Già guardando verso est, un fabbricato alto e stretto cattura l’attenzione dei curiosi: l’ex Mulino Del Favero. L’architettura di questo edificio ricalca la struttura di altri mulini presenti anche lungo il fiume Sile, sempre nella provincia di Treviso. Lo stabile, sapientemente riconvertito a struttura per l’ospitalità, è caratterizzato anche dalla presenza della classica isola che ospitava nei secoli scorsi le chiuse e le ruote che prendevano forza dalle acque del Meschio. Quattro passi intorno alla struttura potranno farvi apprezzare la storia vecchia e nuova del sito oltre a darvi la possibilità di vedere un paio di macine da grano poste vicino al ponticello dell’isolotto. 

Per proseguire nell’itinerario, bisogna ritornare verso Viale del Cansiglio e, superato il ponte sul Meschio verso nord, seguire la pista ciclo pedonale che, come l’acqua, porta verso valle.

Il sentiero che segue l’argine del Meschio offre l’opportunità di immergersi in un paesaggio naturalistico ed agricolo rilassante. Il Meschio con la sua costante presenza e le sue fresche acque assicura riparo ai germani reali ma anche a garzette, aironi, folaghe.

A breve distanza dall’ex Mulino Del Favero, altre opere idrauliche sono testimoni della presenza di un altro mulino. Continuando la passeggiata, il fiume si allarga e nuovamente uno scenario si ripete: un’isola con alcuni fabbricati e due rami del fiume in cui le paratie ricordano ancora una volta quanto fosse importante questo fiume per l’economia del cenedese.

Con una piccola deviazione rispetto alla ciclabile, si può aggirare l’isolotto fino a trovare il varco che costeggiando l’ex Villa Della Colletta, porta alla scoperta di quella che nei secoli scorsi era la Cartiera Rizzardi, poi Galvani. Il complesso edilizio ha una storia lunga che inizia nella prima metà del XVII secolo. La cartiera Rizzardi non era la sola costruita lungo il Meschio ed era una cartiera che, nel corso dei secoli, si è fatta apprezzare per la qualità della sua carta che dipendeva anche dalla qualità dell’acqua.

Vero è anche il fatto che la cartiera vide, oltre ai due nomi citati sopra, una serie di imprenditori che a vario titolo si succedettero nella proprietà e gestione dell’impresa, tra questi i Sordina, i Sarcinelli, i Coletti, i Lioni.  

Singolare risulta l’architettura della villa annessa alla cartiera la cui facciata, rivolta a sud, ha un perimetro ellittico in quanto ricalca il profilo del ramo di fiume che  la lambisce. Di fronte a questa sorge una piccola chiesetta voluta ancora dal Rizzardi Giovanni Maria nel XVII secolo.

Ritornando sui propri passi, si potrà continuare l’itinerario seguendo la pista ciclopedonale e il fiume verso est. Non mancheranno le testimonianze di altri mulini ed altre opere idrauliche che potranno catturare l’attenzione. Ad un chilometro circa dall’ex cartiera, il corso del fiume si articolerà ancora una volta intorno ad un’isola che a suo tempo accoglieva il Mulino Farina.

Anche in questo caso l’ambiente che si è venuto a creare dona nuovi stimoli alla nostra mente. Suoni, colori, forme, si mescolano alle storie che arrivano dal passato e a quelle del presente. Il ponte presente sulla stradina permette di passare dalla sponda sinistra a quella destra del Meschio e il percorso potrebbe continuare lungo le vie che lambiscono il fiume e che accompagnano l’escursionista ad un altro mulino e alle filande legate alla storia del territorio e del suo fiume.

Ma a questo punto si può anche rientrare, ripercorrendo a ritroso la pista ciclopedonale.










Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok