Centrali idroelettriche del bacino: Nove, San Floriano, Cappella Maggiore, Caneva

Ci sono diversi modi per produrre energia al giorno d’oggi. Vediamo insieme, in questo articolo, il percorso dell’acqua che viene utilizzata per produrre energia elettrica nella zona del vittoriese e che irriga le colture agricole della pianura, fornendo anche spunti per delle visite e delle escursioni.

L’acqua di cui si parla proviene principalmente dal Piave con gli invasi che alimentano la centrale idroelettrica di Soverzene e i bacini idrografici dell’Alpago e della Val Lapisina.

Il viaggio inizia in provincia di Treviso nella Val Lapisina conosciuta come Fadalto dove due sono le centrali che si trovavano nella località Nove: la più recente ha sostituito nel 1971 una prima struttura che venne costruita nel 1915; la seconda, invece, venne costruita nel 1925 e viene utilizzata attualmente come riserva alla prima.

Le centrali si trovano lungo la strada che porta da Vittorio Veneto a Cortina la SS 51 Alemagna, sulla sponda destra del lago Restello. La costruzione realizzata nel 1925 venne costruita dalla SADE (Società Adriatica di Elettricità spa), che, a partire dal 1905, progettò e realizzò molte centrali e dighe, compresa la Diga del Vajont. La struttura della centrale idroelettrica è composta da due sale: la prima detta sala macchine e l’altra che contiene i trasformatori. La sala macchine ha uno stile classicheggiante con lesene e finestre ad arco. L’altra sala ha uno stile liberty con riferimenti floreali. Le turbine sono alimentate dal Lago Morto con le acque in uscita dalla centrale di Fadalto alimentata a sua volta dalle acque del lago di Santa Croce. La seconda costruzione, invece, ha una struttura più moderna rispetto a quella del 1925: è stata realizzata in cemento armato e l’edificio è basso con una galleria di 54 metri che funge da ingresso nella struttura. Anche le turbine di questa centrale sono alimentate dal lago Morto.

Altre due centrali si trovano in località San Floriano sul Lago Nigrisiola in prossimità di Vittorio Veneto. La prima centrale, detta San Floriano vecchia, è stata realizzata nel 1919 e funziona ancora come riserva alla centrale di San Floriano nuova. La più vecchia è stata progettata da Vincenzo Ferniani come quella in località Nove. Le dimensioni della struttura sono contenute e lo stile è classicheggiante. Caratteristiche della sala macchine sono il cornicione ben visibile e l’arco ribassato della porta di accesso.

Un’altra centrale idroelettrica si trova a Cappella Maggiore in località Castelletto. Venne realizzata sempre dalla SAVE nel lontano 1923. È costituita da tre corpi. La sala macchine è stata  poi ampliata negli anni ’60. La centrale è alimentata dalle acque provenienti dal Lago Nigrisiola e dal fiume Maschio attraverso due derivazioni che si incontrano nel bacino partitore del Carron in cui avviene la ripartizione dei deflussi per gli impianti di Castelletto e di Caneva.

La costruzione idroelettrica di Caneva si trova nella frazione di Stevenà vicino al centro abitato ed ai piedi della montagna. La centrale venne progettata sul finire degli anni 20 del ‘900 dall’ingegnere pordenonese Antonio Pitter. La struttura è composta da due corpi: uno dedicato alle macchine mentre l’altro è dedicato alla trasformazione dell’energia. L’edificio ha uno stile classicheggiante, mentre la sala macchine presenta un prospetto monumentale incorniciato da possenti colonne manieriste sormontate da pronunciati timpani. 

Le acque che defluiscono dalle centrali di Caneva e Cappella Maggiore, come riportato inizialmente, vengono destinate ancora per alimentare piccole centrali idroelettriche e per fornire acqua alle coltivazioni agricole.

Alcune centrali Enel Green Power negli ultimi anni vengono aperte grazie alla manifestazione “Centrali aperte” lanciata dalla società che permette, attraverso visite guidate, di conoscere le strutture più significative a livello storico-culturale. Iniziativa simile viene curata anche dal FAI durante le “Giornate di Primavera”.  Sempre è data la possibilità di guardare dall’esterno le centrali e l’ambiente in cui sono inserite, con possibili escursioni, come la passeggiata intorno al lago Morto in località Nove a Vittorio Veneto.










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