Ferrovia Venezia-Tarvisio

Lungo i binari diverse località da scoprire

Nel corso della Storia, i nostri avi si sono spostati sia a piedi sia con l’ausilio di animali come cavalli, cammelli, asini, oppure mezzi più sofisticati come navi, mongolfiere, treni, automobili.

Avevo già scritto delle ferrovie in un articolo dell’ottobre 2017, in quel caso erano dismesse o con un uso prettamente turistico.

In questo articolo mi soffermerò sulla linea ferroviaria Venezia-Tarvisio che collega parte del Veneto con il Friuli Venezia Giulia. In realtà sono due linee ferroviarie: quella Venezia-Udine e quella Udine-Tarvisio. Questa strada ferrata ci porta dal Mare Adriatico alle Alpi Carniche.

La linea Venezia-Udine è una strada ferrata a doppio binario. La costruzione iniziò nel 1842 e si concluse nel corso del 1860. L’apertura avvenne a tratti fra il 1851 ed il 1860. Il primo tratto di ferrovia costruita fu quello che collega Mestre con Marghera, l’ultimo quello che collega Casarsa con Udine.  Fu particolarmente difficoltoso realizzare il ponte sulla Laguna perché le conoscenze ed i mezzi a disposizione erano limitati e non d’avanguardia come al giorno d’oggi. Considerata la morfologia del territorio veneto-friulano vennero realizzati diversi ponti per superare i fiumi tra i quali il Sile, il Piave, i bacini della pedemontana friulana e il Tagliamento.

Diversa è la storia dell’altra linea ferroviaria, l’Udine-Tarvisio. I lavori di costruzione iniziarono sul finire dell’anno 1875 e si conclusero circa quattro anni dopo, nel 1879. La realizzazione venne compiuta sia da una società italiana sia da una società austriaca. Da poco l’Italia aveva Roma come capitale, da pochissimo il Veneto e il Friuli erano stati annessi al Regno d’Italia. Per i territori della Venezia Giulia fu necessario aspettare la fine della Prima Guerra Mondiale. Anche questa rete è a doppio binario e dà la possibilità di sconfinare oltre l’Italia.

Tra Venezia e Tarvisio vi sono diverse località turistiche che si possono scoprire. Alcune già attraggono un gran numero di turisti all’anno come Venezia, Treviso, Pordenone, Udine, altre invece, vengono poco considerate da questi flussi.

Interessante, sotto il profilo microturistico, è Susegana. In questa piccola cittadina vi sono due castelli: uno più lontano dalla stazione, conosciuto come castello dei Conti Collalto a Colfosco, l’altro, raggiungibile con una bella passeggiata, porta il nome di San Salvatore. In quest’ultimo, nel corso del secolo scorso sono stati realizzati alcuni restauri, successivi ai crolli avvenuti durante la Seconda Guerra Mondiale, che hanno portato al loro antico splendore alcune opere come quelle di Giovanni Antonio de' Sacchis conosciuto come Il Pordenone.

Un’altra località interessante che un microturista può raggiungere scendendo a Codroipo è Passariano, dove si trova Villa Manin voluta da Antonio Manin e residenza di Ludovico Manin, ultimo Doge prima della caduta della Repubblica di Venezia. Vi abitò, per circa due mesi anche Napoleone Bonaparte all’epoca del Trattato di Campoformido.

Per quanto riguarda l’altra tratta ferroviaria Udine-Tarvisio, una località microturistica dove scendere dal treno per una visita è Venzone. Questo paese si trova in Carnia. È considerato dal 1965 Monumento Nazionale. È un paese di origine medievale tant’è che lo stesso duomo risale al 300. Il terremoto del 1976 fece crollare tanti edifici storici, ma grazie alla lungimiranza e alla passione degli abitanti, molte di queste costruzioni storiche vennero recuperate con un lavoro organizzato e certosino. Su tutte spicca il Duomo ritornato al suo antico splendore. Venzone è famosa, non solo in Friuli Venezia Giulia, anche per la sua lavanda.

Risalendo sul treno in direzione Tarvisio, si può visitare Pontebba. Questo paese dà il nome alla statale 13 Pontebbana, antica via di comunicazione di epoca romana che collega la Carnia con Venezia. Pontebba è già uno dei tanti paesi italiani che confinano con l’Austria. Tenuto conto che il 2018 è stato l’anno del Centenario della fine della Grande Guerra, a Pontebba potete ad esempio vedere un cippo con l’iscrizione: “Impero d'Austria-Ducato di Carinzia”.

Ultima tappa della ferrovia in territorio italiano è Tarvisio, piccolo centro turistico adagiato su una valle che offre innumerevoli itinerari naturalistici per gli appassionati.










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