Il campanile. Storia e curiosità (Parte II)

Alcunio esempi locali...
Si dice che l’Italia è il paese dei campanili e dei campanilismi. Di questi ultimi si è parlato sempre in termini negativi. Ma in questi anni di massificazione e di perdita di identità sociale e territoriale non sarebbe male una certa dose di campanilismo che miri a mantenere viva una tradizione, sia motore di aneddoti, metta in evidenza piccoli aspetti del paesaggio e vivacizzi la rivalità di chi vuol fare; si potrebbe così riposizionare il significato del termine.
Ma il nostro obiettivo in questo momento è quello di porre l’attenzione sui campanili o su qualcuno di essi. Originariamente i campanili vennero costruiti come sistemi di difesa per il territorio circostante. Ne è un esempio il campanile che si trova a Castello Roganzuolo nel comune di San Fior. L’infrastruttura si trova nella parte collinare del Comune ed affianca la chiesa dei Santi Pietro e Paolo. Il campanile attuale, anticamente era una torre, appartenente al castello dei Da Camino che nel 1337 venne abbattuto dai veneziani. Unico elemento superstite, assieme alla cappella, la torre fu convertita a campanile nel tempo. Degna di nota la merlatura ghibellina nella sommità del campanile che testimonia per quell’epoca l’alleanza con l’imperatore dei Da Camino. Carine le bifore che fanno parte della cella campanaria. Altri esempi di torre campanaria si possono vedere a Portobuffolè con la sua torre civica, o a Vittorio Veneto al Santuario di Santa Augusta.
Il campanile da secoli ha la funzione di chiamare a raccolta le persone, scandire il tempo del lavoro e quello del riposo. Mi ricordo che alcuni anziani del territorio mi raccontavano che quando lavoravano nei campi, l’unico modo per capire che ora fosse, era quello di guardare o sentire i rintocchi del campanile. Durante la Pasqua cristiana ad esempio, il venerdì ed il sabato santo, il campanile non emette suoni, neppure quelli delle ore in segno di rispetto per la morte di Cristo. Il campanile rappresenta quindi anche uno strumento per la misurazione del tempo. Inoltre è anche uno strumento di informazione quando ad esempio annuncia le nascite ed i matrimoni piuttosto che le morti delle persone.
I campanili oltre alle loro funzioni tipiche possono avere anche un risvolto turistico. Ad esempio possono essere utilizzati come punto panoramico per vedere una città o un paese dall’alto. Ne sono esempio il famoso campanile di Giotto a Firenze, ma anche quello di Breganze, piuttosto che uno dei tanti vicini a noi come il campanile di Fregona. La Storia di questo campanile inizia tra il 1869 e il 1870 quando l’arciprete Antonio della Rosa della Pieve di Fregona iniziò a parlare della necessità di costruire un campanile. Ci vollero quasi dieci anni perché le parole iniziassero a diventare fatti. La realizzazione del campanile ebbe inizio nel lontano 1880. Il clero più volte si mise in gioco incentivando la creazione di una commissione che seguisse i lavori e suggerendo la realizzazione di un carro a due ruote, detto “car mat”, utile al trasporto del materiale da costruzione tra cui i massi dal Masarè. Il lavoro veniva svolto nei giorni di festa perché negli altri giorni i paesani avevano la necessità di lavorare nei campi. Ci vollero tre anni per portare a termine la muratura delle fondamenta a forma di quadrilatero. Il progetto venne realizzato dal capomastro Ciprian Francesco originario della frazione di Osigo. I lavori si protrassero fino al 1909 quando il campanile venne portato a termine. Il suo stile neogotico non può passare inosservato come pure la sua mole possente e la sua altezza. È possibile visitarlo internamente e percorrere i suoi numerosi gradini della scala a chiocciola durante alcune manifestazioni. La struttura è decorata con diverse sculture tra le quali teste di drago e di leone. La torre campanaria contrassegna inconfondibilmente il panorama ai piedi del Cansiglio. È una testimonianza della laboriosità e della notevole maestria degli scalpellini di Breda che dalla pietra “dolce” del Caglieron e da quella “turchina” delle cave del Masarè seppero trarre i materiali per la costruzione del campanile.
Tanti e tanti altri sono i campanili che ci possono raccontare e cantare le loro storie anche con i concerti delle loro campane e dei loro carillon. A noi resta la scelta di adottare la prospettiva del microturista per scoprirne i segreti e i suoni.









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