Lì dove nasce la Livenza

A Polcenigo (PN), la Santissima e il Gorgazzo, insieme al Molinetto, sono una delle principali sorgenti della Livenza, nonché luoghi degni di nota per l'incomparabile bellezza e purezza dell'acqua che sgorga con i colori dell'arcobaleno.

L’acqua, da sempre, rappresenta l’elemento fondamentale per la vita umana e animale. La scienza è concorde nell’asserire che “dove c’è acqua c’è vita”. A dimostrazione di ciò ricordiamo che diverse furono le civiltà che si svilupparono e prosperarono lungo un corso d’acqua, tra queste gli Egizi sul Nilo, i Babilonesi tra il Tigri e l’Eufrate e i Romani sul Tevere.

La Santissima è una sorgente d’acqua che si trova nella pedemontana friulana nel Comune di Polcenigo. Questa fonte dà origine ed alimenta, insieme al Molinetto ed al Gorgazzo, il fiume Livenza. Quest’ultimo è uno dei corsi d'acqua più importanti della provincia di Pordenone, infatti, attraversa numerosi paesi tra i quali Sacile e Brugnera prima di immettersi nel mar Adriatico.

L’acqua presente in questa area, a detta dei locali, è inesauribile perché giunge dalla piana del Cansiglio scorrendo negli anfratti nascosti della pietra calcarea fino a sgorgare in queste sorgenti. Questa vena d’acqua fuoriesce dalla base delle montagne ed in forma naturale, attraverso dei piccoli solchi via via più importanti, si allunga nella pianura. Attorno a questa realtà, nel corso del tempo, sono state costruite passerelle, attraversamenti per dare la possibilità alle persone di visitare tutta l’area in assoluta sicurezza e tranquillità.

A pochi passi dalla fonte della Santissima sorge una chiesetta dedicata al culto dell’acqua. Secondo una leggenda, nel 437 d.C. all’imperatore Teodosio sarebbe apparsa in quel luogo la Trinità. Costui avrebbe di conseguenza sollecitato Papa Sisto III affinché edificasse una chiesetta nel luogo dell’apparizione. Alcuni studiosi sostengono che ci fosse già un culto pagano della divinità precedente alla colonizzazione dell’Impero Romano che veniva adorata perché portatrice di fertilità e fecondità. Il culto venne mantenuto anche dalla Chiesa ed è pervenuto fino ad oggi.

Altra risorgiva della Livenza è il Gorgazzo, chiamato dalla popolazione locale il “buso” (buco), mentre il geografo Marinelli (1848-1900), in un suo scritto, lo definisce “porzione di cielo liquido” per le sue acque limpide e cristalline. È una piccola oasi felice adatta per coloro che cercano un po’ di pace dalla quotidianità sempre più frenetica e convulsa che attraversa ognuno di noi nella società attuale.

Le acque della sorgente riappaiono in superficie dopo un lungo e tortuoso percorso nelle cavità della roccia lontane dall’occhio umano. Diversi sono stati i sub che, nel corso degli anni, si sono cimentati in spedizioni in immersioni per comprendere e scoprire la natura intricata e del sotterraneo della sorgente sotto il livello zero. Ad oggi il subacqueo Luigi Casati è riuscito a percorrere 212 metri in profondità stabilendo il record di immersione in questo luogo. Tale record è tuttora imbattuto. Gran parte della cavità è ancora da esplorare e da studiare. Molti sono ancora i cunicoli presenti e pericolosi in sede di esplorazione che il tempo e l’acqua hanno scavato nella roccia carsica, creando un labirinto aggrovigliato e misterioso.

La sorgente del Gorgazzo ha un diametro di circa 20 metri, il fondo è ad imbuto e per questo motivo è diventato l’habitat di molti uccelli, piccoli pesci ed insetti. Prestando attenzione e guardando la parete che sormonta il Gorgazzo è possibile scorgere dei fossili che risalgono fino a 120 milioni di anni fa.

Sott’acqua (a 10 metri di profondità), da tempo, è stato posto un Cristo crocifisso. Tradizionalmente poco prima delle festività natalizie la statua viene ripulita e viene allestito un presepe negli anfratti della roccia.

Giovanni Marinelli ha descritto il Gorgazzo in questo modo: “Prendete il colore dello smeraldo, quello del turchese, quello dei berilli, gettateli in un bagno di lapislazzuli, in modo che tutto si fonda e ad un tempo conservi l’originalità sua propria, ed avete quella porzione di cielo liquido che si chiama il Gorgazzo.”

Sono bellezze del territorio, da conoscere e da visitare!














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