Le ferrovie dismesse: forma di turismo slow

L’uomo è un essere errante per necessità basti pensare alle popolazioni, per esempio dell’Africa, che nell’epoca preistorica si sono spostate in Asia e poi nel resto dei continenti. Con il passare del tempo le cose sono cambiate ed oltre ai viaggi per necessità hanno fatto la loro comparsa anche quelli per piacere.

Oggi vi sono diversi modi per potersi spostare, da un luogo all’altro, per esempio a piedi, in bicicletta, in automobile, in nave, in aereo oppure in treno. Ovviamente, vi sono dei modi più comodi rispetto ad altri e, dei mezzi più idonei considerando la distanza che una persona deve percorrere. Ad esempio, nell’800 in Inghilterra, hanno fatto la loro comparsa le prime locomotive a vapore e con loro le ferrovie che di lì a pochi decenni sarebbero state costruite in tutta Europa e non solo. La prima ferrovia nella nostra penisola fu la Napoli-Portici che venne inaugurata nel 1839 nel Regno delle Due Sicilie.

Muoversi con il treno, facendo propri i canoni dello Slow Tourism, può permetterci nuove scoperte ed emozioni. Lo Slow Tourism è una delle forme di turismo sviluppatasi negli ultimi anni propone lentezza, calma e attenzione nei confronti delle azioni che svolgiamo così da soddisfare i nostri sensi nelle nuove azioni che viviamo.

Diverse sono le ferrovie dismesse, in tutta la Penisola, durante gli ultimi venti anni per diversi motivi, come ad esempio la linea Affi-Garda, Bra-Bastia Mondovì-Ceva, ecc. Recentemente (agosto 2017) è stato approvato un disegno di legge[1] per valorizzare alcune di queste linee.

La Sacile-Gemona è una linea a binario unico non elettrificato e lo scartamento è quello originale da 1435 mm. I passeggeri partendo da Sacile avranno la possibilità di vedere, durante il tragitto, il paesaggio pedemontano friulano per poi giungere a Gemona del Friuli, località colpita dal terremoto del Friuli di questa regione nel 1976. La cittadina è poi stata restaurata e simbolo della ricostruzione è la pieve arcipretale di Santa Maria Assunta (duomo). Lungo la linea, prima di giungere a Gemona è possibile fermarsi in altre località, ricche di fascino, come Polcenigo-Budoia e Maniago.

Attraverso la stazione di Budoia-Polcenigo è possibile visitare Polcenigo, piccolo comune della pedemontana friulana conosciuto nella zona, perché nel suo territorio comunale si trova la Santissima. Quest’ultima è una zona nella quale esce acqua di risorgiva che, dirigendosi verso sud, origina il Livenza, fiume che passa anche per Sacile e che si immette, dopo un lungo percorso, nel Mar Adriatico. Il centro storico di Polcenigo è piccolo ma è grazioso con le sue vie piccole e ben tenute.

Maniago, invece, si trova sulla confluenza della Valcellina e della Val Colvera e degli omonimi torrenti. È famosa in tutto il mondo per la lavorazione del coltello con il Museo dell’Arte Fabbrile e della Coltelleria. Oltre al coltello sono presenti, nel territorio comunale, la Riserva Naturalistica dei Magredi e un Eco-Museo.

Sacile è il centro più grosso di partenza e di arrivo di tutta la linea. Viene definito “il Giardino della Serenissima” perché durante la Repubblica di Venezia i patrizi veneziani trascorrevano, in queste zone, le loro estati lontani dalla città lagunare.

Il treno è un ottimo mezzo per arrivare nei luoghi ricchi di fascino e, magari difficilmente raggiungibili per questioni morfologiche. Quando si è in vacanza non si ha voglia di pensare e la vacanza non inizia quando si è giunti a destinazione ma anche durante il viaggio d’andata e di ritorno da e verso casa propria.

La linea era agibile fino a pochi anni fa ma, grazie ad un accordo tra la Regione Friuli Venezia Giulia e RFI tornerà operativa nel 2018 una volta ultimati i lavori di ristrutturazione dovuti ad una frana e ad alcuni svuotamenti che si sono verificati nel 2012.

Una semplice trasferta da un paese ad un altro, fatta magari in una linea ferroviaria storica, come quella tra Sacile e Gemona, può nell’ottica dello Slow Tourism consentire nuove esperienze e nuove emozioni.

Attendiamo quindi che la linea torni operativa per rinfrancarci di questa opportunità e che sia anche opportunità di sviluppo per il territorio circostante.

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[1] A.S. n° 2670 “Approvata la legge per le ferrovie turistiche: ecco le 18 linee interessate” 3 agosto 2017 in www.touringclub.it










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