Medioevo e città murate – Parte IV

Alla scoperta di Conegliano

Anche stamattina mi sono alzato alle prime luci dell’alba. La mia piccola dimora assieme ad altre è seminascosta dagli alberi che coprono parte del colle di Conè e si trova sul versante ovest. Mi chiamo Stefanus, sono un giovane artigiano e vivo in questo piccolo borgo dopo che i miei discendenti, commercianti di origini romane, avevano comperato sul colle un orto da coltivare per sfamare le nostre famiglie.

Come le altre mattine, salgo assieme ai miei compagni il sentiero che da nord-ovest porta sulla sommità del colle. Sono diretto al mastio dove insieme ad altre squadre di artigiani stiamo ingrandendo le costruzioni che si appoggiano alla torre. Sono tanti i lavori in corso. Sembra che i commercianti e i signori della zona abbiano deciso di costruire opere di difesa degne di una città. Avremo lavori da fare per diversi anni e conto, grazie ai soldi che riceverò, di farmi una famiglia.

Conegliano che secondo alcune fonti veniva chiamata, in epoca medievale, Coneglano o Conè, può essere scoperta in diversi modi. Usualmente le persone arrivano in città nella parte pianeggiante, ma l’ottica del microturista può portare ad approcciare Conegliano seguendo altre vie, ad esempio quella di Stefanus.

Salendo il colle da nord-ovest, le mura castellane sbarrano la strada al viandante che può superare la cinta muraria utilizzando la porta Ser Belle, inserita nelle mura costruite ed ampliate più volte intorno al X-XIII secolo.

Già oltrepassare la porta, altera e spesso in ombra, offre al visitatore un’emozione unica. La strada è bassa e le mura ricordano con la loro altezza l’efficacia del loro compito difensivo. Superata la porta e mantenendosi rasenti le mura di sinistra, si arriva alla piazza del Castello dove appare la chiesetta di Sant’Orsola il cui nucleo centrale intorno al 1100 era parte del Duomo dell’epoca intitolato a San Leonardo patrono di Conegliano.

Dalla piazza del castello, la vista può spaziare sul bel panorama. In basso fa bella mostra di sè la città medievale e quella moderna. Verso sud e verso est la pianura offre la visione dei centri industriali limitrofi. Guardando ad ovest e a nord, i panorami delle colline prima e delle montagne poi regalano colori e forme ineguagliabili.

La costruzione del Castello si fa risalire all’XI-XII secolo. È una delle strutture, di questo genere, meglio conservate della zona e merita sicuramente una visita. Il Castello di Conegliano oltre ad accogliere i visitatori con un bel giardino, ospita un museo civico. All’interno vi sono alcune sale: una è dedicata all’archeologia, l’altra ospita una pinacoteca. Nella prima si possono vedere reperti archeologici rinvenuti durante vari scavi nella città, nella seconda vi sono dipinti, come quelli raffiguranti la Sacra Conversazione di Francesco da Milano, artista fecondo che ha lasciato diverse opere nelle chiese del circondario durante la prima metà del sec. XVI e la Consegna delle chiavi a San Pietro del 1614-1616. Oltre a queste belle opere, ve ne sono altre sia del Pordenone sia della Scuola del Cima altrettanto emozionanti.

Per scendere verso il centro città, si possono costeggiare sempre le mura medievali, percorrendo dall’alto verso il basso il sentiero pedonale “calle della neve” che ricalca il camminamento che i soldati utilizzavano durante il medioevo e l’epoca rinascimentale.  Lungo il percorso si incontra la chiesetta della Madonna della Neve opera risalente alla prima metà del 1500.

Lungo il camminamento l’occhio potrà scoprire i resti delle mura con le torri di vedetta, il profumo ed i colori degli orti e dei giardini volti ad ovest, i suoni che dal basso raggiungono ovattati l’altura.

Ci sono informazioni che ricordano come parte delle vecchie mura mancanti furono adoperate per rialzare la ferrovia che passa per Conegliano sulla linea Udine-Venezia.

Uscendo dal camminamento il microturista giungerà in Contrada Grande. Imbarazzo e sorpresa potranno disegnarsi sul suo volto. Dove andare? Tante indicazioni potranno accompagnarvi verso il Duomo con la bella Sala dei Battuti, Piazza Cima, il Teatro Accademia, Casa Sbracca o i palazzi rinascimentali. Ricordatevi di visitare la Casa Museo del Cima e di godervi, nella città dove è nato anche lo spumante Prosecco.










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