QualBuonTurismo

31 Ott 2018


Micro-viaggio dal Piave a Vittorio Veneto

Il Piave, fiume sacro alla patria nasce alle pendici del monte Peralba nelle nostre Dolomiti e un secolo fa, dopo la ritirata di Caporetto, servì come baluardo difensivo al nostro esercito per contrastare e bloccare l’invasione dell’esercito degli imperi centrali. Tutto il suo corso ed i paesi che attraversa meritano di essere visti e visitati. Diverse sono le località lungo il Piave che sono state teatro di offensive e contro offensive degli eserciti.

Il 28 ottobre 1918 l’esercito italiano e gli alleati iniziarono la Battaglia di Vittorio Veneto che ha posto fine alle ostilità.

Con questo articolo vorrei proporre al lettore un itinerario il cui punto di partenza è il Piave e quello di arrivo è Vittorio Veneto dove all’epoca era posto il comando delle armate austro-ungariche.

Molti conoscono l’Isola dei Morti a Moriago della Battaglia ma sul fiume sacro alla patria ve n’è un’altra: l’Isola nelle Grave di Papadopoli. Quest’ultima si trova nel territorio dei comuni di Maserada, Cimadolmo e Spresiano. L’isola si formò nel corso di un’alluvione nel 1882 che divise il fiume in due rami. Morfologicamente è composta da sassi, per questo viene denominata Grave. Il nome Papadopoli ricorda quello della famiglia veneziana che possedeva queste terre nel corso dell’Ottocento. Ecco la prima tappa del nostro micro-viaggio.
L’isola, durante la Grande Guerra, venne considerata un territorio cuscinetto fra i due eserciti che si fronteggiarono. Durante la Battaglia del Solstizio (15-23 giugno) le cose mutarono radicalmente, infatti, gli Austriaci invasero l’isola e costrinsero gli Italiani a ritirarsi verso Maserada dove vi erano delle fortificazioni più robuste rispetto a quelle posizionate sul Piave e sulle Grave.
Nell’ottobre del 1918, durante la cosiddetta Battaglia di Vittorio Veneto, le truppe italiane, con la preziosa collaborazione di quelle inglesi, superarono le Grave di Papadopoli e travolsero le truppe austriache pur con il Piave in piena.

A Tezze di Piave, frazione del Comune di Vazzola, seconda tappa del nostro micro-viaggio, si trova il cimitero militare inglese. In questo luogo sono sepolti 356 giovani soldati inglesi che combatterono con gli Italiani durante la Battaglia di Vittorio Veneto. Gli eserciti italo-inglese occuparono Salettuol, località di Maserada sul Piave e Palazzon, località di Riese Pio X, posta a sud est del Montello. Questo fu un punto nevralgico per la battaglia finale. All’interno del cimitero monumentale vi è una grande croce in pietra di Chiampo su cui è stata posta una spada di bronzo.

Come terza tappa di questo viaggio si può visitare il Monumento degli Arditi (in foto) che si trova nel Comune di Sernaglia della Battaglia nella frazione Falzè di Piave. Venne costruito nel 1921 da Giovanni Possamai, che realizzò l’opera utilizzando il bronzo.
Il monumento ricorda l’impresa degli Arditi, reparto speciale dell’esercito che gli Austo-Ungarici chiamarono “Caimani del Piave”. Tra i Caimani del Piave vi erano anche uomini che, abitando nella zona, conoscevano molto bene il territorio. Venivano addestrati per combattere soprattutto con armi bianche ed erano in grado di compiere incursioni attraversando il Piave a nuoto. Anche i civili, che prima venivano considerati vittime e quindi estranei al conflitto presero parte alla guerra collaborando con i soldati italiani. Il Monumento “Tre Arditi all’assalto” ricorda tutto questo.

L’ultima tappa di questo viaggio ci porta a Vittorio Veneto e per avere una visione di insieme sulla guerra è d’obbligo una visita al Museo della Battaglia che si trova in piazza a Ceneda. Gran parte dei reperti che si trovano nel museo sono stati donati da Luigi Marson che subito dopo la fine della Grande Guerra cominciò a raccogliere oggetti, documenti, reperti riguardanti la guerra. Oltre alle donazioni del Marson altre persone hanno ceduto gratuitamente al museo gli oggetti dei loro parenti che sono morti sul fronte per difendere l’Italia. Alla sezione storica da qualche anno si è aggiunta una sezione interattiva ben curata e utile a completare il quadro del periodo bellico.










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