Percorsi fascinosi: Polcenigo

Uno degli scopi del Microturismo è la valorizzazione e la scoperta del bello o del curioso anche vicino a casa.

In questa occasione raccontiamo un itinerario semplice ma affascinante in un borgo che già di suo ha molto da raccontare. Polcenigo è un paese della pedemontana pordenonese, vanta una storia che vede i primi insediamenti umani perdersi nella Preistoria e che è stato riconosciuto come uno dei Borghi più Belli d’Italia.

Ci avviciniamo a Polcenigo provenendo da sud lungo la strada che da Caneva segue il perimetro delle Prealpi Friulane. Superato il parco archeologico del Palù del Livenza, proseguendo verso nord, ai margini del centro abitato, si incontra la Pieve di San Rocco.

È qui che il microturista inizia il suo percorso a piedi lasciando il suo mezzo nell’ampio parcheggio ricavato alla base del colle di San Floriano che ospita il Parco Rurale omonimo.

La chiesa edificata probabilmente nel XVI secolo è dedicata a San Rocco, santo che veniva invocato per superare le pestilenze; è spesso aperta di domenica e merita sicuramente una visita. Al suo interno, tra la navata ed il presbiterio, sono visibili delle tracce di affreschi, quello sull’intradosso riporta la data del 1638. All’esterno spicca la torre campanaria che probabilmente è l’evoluzione di una torre difensiva risalente al Medioevo.

Sulla sommità del colle posto ad occidente rispetto alla chiesa vigila sul centro abitato quanto rimane del Palazzo o Castello dei Signori da Polcenigo.

Addentrandosi su via San Rocco, una schiera di piccole ed affascinanti costruzioni accompagneranno il microturista. Archi in pietra, portoni in legno, finestre racchiuse da cornici faranno da coreografia alla passeggiata. Oltre le case sul lato ad oriente, il Gorgazzo con le sue fredde acque può, in base alla stagione metereologica, ricordare la sua presenza con il suono delle sue acque.

Via San Rocco lascia troppo presto spazio a via Roma che deve essere percorsa in salita e che in pochi metri sfocia sul largo in piazza Madonna dove è visibile la chiesa intitolata alla Madonna della Salute. Questo edificio sacro trova le sue origini nel Medioevo, ma non vi è una data certa della costruzione del primitivo edificio. È spesso aperta e può essere visitata per apprezzare l’altare barocco e la settecentesca acquasantiera.

Sul lato opposto della chiesa inizia via San Giacomo e mentre si sale lungo la via, sarà ben visibile la piazza di Polcenigo con i suoi palazzi.

Sul lato a valle della via si può scoprire ancora quanto resta di una piccola stazione per la produzione di energia idroelettrica. Questa recuperava la forza motrice dal Gorgazzetto, una classica “roggia”, che tramite un sistema di chiuse era alimentata dalle acque del torrente.

Continuando la salita, potremo scorgere in basso il torrente Gorgazzo, che prende vita dall’omonima sorgente alimentata da acque meteoriche provenienti dalle Prealpi Friulane e dal Cansiglio.

Rapidamente si arriverà alla piana che ospita la chiesa di San Giacomo con annesso il convento che, chiuso per anni, è stato riaperto recentemente. Il complesso è corredato da una bella torre campanaria.

In chiesa si possono ammirare molte opere che spaziano dal Quattrocento all’Ottocento e sono frutto dell’impegno di artisti come Egidio Dall’Oglio, Gio Batta Bettini, Alvise Copeta detto Saltariello e forse Francesco da Milano.

Ritornati all’aria aperta, vale la pena di fare due passi anche sul retro della chiesa per godere del panorama che si apre sulle acque vorticose del Gorgazzo in basso e i rilievi della pedemontana che proteggono il colle e il borgo dalle correnti provenienti da ovest.

L’itinerario ci riporta verso il basso fino alla chiesa della Madonna della Salute dove bisognerà prendere via Coltura che, posta sotto la guardia del Palazzo dei Signori medievali, ci porterà tra due ali di fabbricati a scoprire le facciate dell’ex Mulino Cosmo, dei Palazzi Pezzutti e Zaro, dei lavatoi pubblici e dell’ex Mulino Faletti-Sanchini e del Mulino Modolo.

Bello l’ambiente e il contesto che accompagnano passo dopo passo verso sud il microturista. Alla fine della via, imboccando a sinistra via della Rosta si ritorna al parcheggio.

Un gioco per i più piccoli può essere la scoperta dei numerosi simboli nobiliari presenti sulle mura delle costruzioni che ricordano la storia di Polcenigo.










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