Percorsi fascinosi: tra le vie di Ceneda

Ceneda, storico centro di potere fin dal Medioevo se non prima, è un luogo dove i palazzi e i nomi delle vie raccontano di personaggi locali, che, con la loro presenza, hanno condizionato la collettività da oltre 1500 anni residente in questo luogo.

Ceneda si fuse con Serravalle nel 1866 per dare origine alla città di Vittorio che prese il nome di Vittorio Veneto dopo la fine della Prima Guerra mondiale.

Un percorso interessante in questo luogo potrebbe iniziare da via del Pretorio che vede alle sue estremità due palazzi di interesse storico ed artistico.

Sulla parte più bassa della strada si affaccia Palazzo Lioni-Althan-Doro. Costruito nel corso del Seicento dalla famiglia Lioni, è caratterizzato da un’architettura rinascimentale. Nel corso della Prima Guerra Mondiale fu adibito a Casa del Soldato ma dopo Caporetto divenne ricovero per gli ufficiali dell’Esercito Imperiale Austroungarico.

Sulla parte alta della via si fa notare Palazzo Zuliani-Ascoli. Edificato dai fratelli Zuliani nel Settecento, dai primi decenni del XX secolo è passato di proprietà della Curia Vescovile.

Andando verso la parte più alta di via del Pretorio, si svolta a sinistra lungo via Jacopo Stella che fu insegnante ed artista di origine ebraica. Nacque nel ghetto ebraico di Ceneda che dista poche centinaia di metri dalla via. La stradina segue le pendici del colle che ospita l’antico castello di San Martino, rimaneggiato più volte, e il cui primo nucleo, viene fatto risalire all’epoca Longobarda. La via prosegue verso sud tra i muretti di recinzione ed i palazzi che la affiancano. Da via Jacopo Stella si prosegue su via Cavertino fino ad incrociare via San Rocco.  

Secondo la tradizione il Castello di San Martino, che è dimora del Vescovo, protegge i viandanti, ma la tradizione popolare ha voluto affidare ai ruderi di un edificio posto leggermente più a sud del castello, e conosciuto come il “Caregon del Diol”, una sorta di contropotere legato alla figura del diavolo che tenta quanti passano nelle vicinanze.

Nell’incrocio tra le vie Cavertino, San Rocco e Brevia, si nota un cancelletto che, se aperto, offre l’ingresso al parco pubblico di Villa Costantini Morosini Papadopoli Aldobrandini.

Per proseguire conviene prendere via Brevia e scendere verso Piazza Papa Giovanni Paolo I dove gli spazi si allargano offrendo uno spettacolo a 360°.

A sinistra la vista dell’antico Palazzo della Comunità di Ceneda, affrescato già nella loggia e sede del Museo della Battaglia, è in grado di emozionare i visitatori con le testimonianze di quanto successo nella Grande Guerra. L’antica Cattedrale chiude il lato più basso della Piazza, mentre sul versante a sud una serie di palazzi si affaccia sulla piazza. Tra questi il Seminario Vescovile e poco più a destra la dimora in cui visse Francesco Rossi che si adoperò per unire i centri di Serravalle e Ceneda diventando poi il primo sindaco di Vittorio.

A destra si trova una scalinata che accompagna all’ingresso principale del parco pubblico di Villa Costantini Morosini Papadopoli Aldobrandini, dai più conosciuto come Parco Papadopoli. Il parco venne progettato nella seconda metà del 1800 dall’architetto Antonio Caregaro Negrin ed è visitabile. Al suo interno si trovano la villa omonima costruita poco prima del parco e le sue dipendenze. La visita del parco offre sicuramente scorci interessanti ed una pausa rilassante nel verde della collina.

L’itinerario prosegue procedendo sul fianco della Cattedrale, dove si trova una statua del Papa Giovanni Paolo I che fu Vescovo della diocesi di Vittorio Veneto per ben dieci anni. Si prosegue su via Umberto Cosmo, professore e critico letterario, la cui casa natale si trova appena più a sud del Parco Papadopoli. La via è caratterizzata da piccoli portici e da piccole botteghe e offre con le sue architetture una visione di com’era questo centro negli ultimi secoli. Dopo qualche centinaio di metri riappare la sagoma di Palazzo Lioni-Althan-Doro.

L’itinerario risulta facile e anche breve visti i molteplici siti che possono incuriosire i microturisti ed attirarli all’interno dei tre musei che si trovano intorno alla piazza dedicata al Papa o alla scoperta del Parco Papadopoli.










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