Personaggi e territorio – Parte II

La nuova tappa del viaggio alla scoperta dei territori e delle opere di Francesco da Milano ci porta ad Anzano nel Comune di Cappella Maggiore, in quella parte di territorio dove la pianura lascia il posto ai primi declivi e dove si erge la chiesa dedicata ai Santi Vito e Modesto Martiri (in foto). Al suo interno si trova la pala dedicata alla Madonna in Gloria tra i Santi Tiziano, Rocco, Vito e Sebastiano. Suggestiva anche l'architettura dell'edificio sacro e il luogo della sua collocazione, che suggerisce come i nostri avi fossero attenti alla scelta dell’ambiente per le loro abitazioni e per la collocazione di edifici pubblici.

Non sarà fatica sprecata a questo punto prendere la strada che porta verso il Bosco del Cansiglio, luogo di grande interesse all'epoca della Repubblica di Venezia, tenuto conto che il legname del bosco veniva trasferito fino al mare perché fortemente richiesto dall'arsenale e dalle manifatture veneziane fino al XVII secolo.

Procedendo verso monte, poco dopo il municipio di Fregona, dovremo piegare verso est e raggiungere la località di Osigo, dove, proprio nella via intitolata all'artista che ispira il nostro itinerario, sorge la chiesa parrocchiale dedicata a San Giorgio Martire dove alcuni documenti attestano la sua presenza durante gli anni Settanta del Quattrocento. All’interno è visibile la pala d'altare del “da Milano” raffigurante il Santo nella sfida al male rappresentato dal drago. Come altre opere vale la pena di cogliere i molti aspetti del dipinto, dalle figure collaterali - i santi Daniele e Biagio - allo sfondo e alla nobildonna il cui volto esprime meraviglia.

Dopo le opere degli uomini, vale la pena di guardare anche le opere della natura e il panorama che si apre agli occhi. In giorni sereni si potranno scorgere le varie località della pianura, ma singolare potrebbe diventare la visita in momenti in cui le nebbie si addensano sui livelli più bassi e scoprire un paesaggio da favola in grado di colpire i nostri sensi.

La prossima tappa ci porta in territorio friulano, a Caneva, per questo bisogna scegliere il percorso che più fa per noi. All’epoca del Pagani, era attiva una via di comunicazione voluta secoli prima dal Patriarca di Aquileia e nata probabilmente per evitare gli scontri e le battaglie tra i signori del territorio o forse per superare i dazi del Vescovado di Ceneda. Oggi quel tracciato è percorribile solo a piedi o con biciclette sportive per cui la scelta ci porterà o a scendere i colli utilizzando la strada di pianura oppure, se volete una strada panoramica, a raggiungere una dopo l’altra le frazioni di Montaner, Rugolo, Villa di Villa e Stevenà.

Arrivati a Caneva, ai piedi del Col de Fer sorge la chiesa di San Tommaso eretta dopo che venne abbandonata la chiesa del castello in cima al colle. All'interno dell’edificio risulta ben visibile il trittico che Francesco “da Milano” produsse intorno al 1512 e che, attraverso alterne vicende, è rimasto a disposizione dei cittadini del luogo. Raffigura i Santi Nicola di Bari, Sebastiano e Rocco ed era collocato originariamente nell’antica pieve del castello. Sempre dello stesso artista può essere ammirata la pala raffigurante “La diffidenza di San Tommaso”.

Lasciata Caneva, ricca anche di un bel castello medievale e di svariate opere architettoniche nel capoluogo e nelle frazioni, suggerisco di raggiungere la frazione di Fratta dove nella chiesa di Santa Maria Assunta, si trova una bella tela raffigurante la Madonna con il Bambino assieme ad una moltitudine di Angeli con i Santi Tiziano e Rocco dipinta sempre dal Francesco.

Una volta lasciata la chiesa della frazione Fratta, ci dirigiamo a Porcia, importante centro abitato della provincia di Pordenone con una storia oramai millenaria. L’appuntamento è con il Duomo cittadino intitolato a San Giorgio che si trova sul versante sud del castello medievale.

Nell’arcipretale, oltre ad altri capolavori, troviamo la pala di Santa Lucia con ai suoi fianchi Sant’Antonio da Padova e Sant’Apollonia realizzata da Francesco “da Milano” intorno al 1515 e recentemente restaurata. Negli anni in cui il Pagani dipinse quest’opera, amministrava il territorio Jacopo da Porcia uomo di cultura e fedele difensore della Serenissima e suo alleato assieme alla sua famiglia sin dai tempi in cui Venezia si espanse nell’entroterra veneto friulano. Erano gli anni in cui la Lega di Cambrai si oppose all’espansionismo veneziano con una guerra, gli anni che portarono alla Riforma protestante in ambito religioso, ma anche gli anni di un Rinascimento che continuava a produrre opere d’arte e che spronava l’uomo a cercare nuovi confini.

Alla prossima puntata…










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