Personaggi e Territorio – Parte IV

A Vittorio Veneto, sulle tracce di Lorenzo Da Ponte...

Dopo il periodo natalizio e gli articoli dedicati agli ultimi giorni dell’anno ritenuti da molti “magici”, voglio raccontarvi di un personaggio locale del passato e così aggiungere un’altra puntata alla rubrica Personaggi e Territorio.

Provo per un momento a fantasticare e, mescolando passato e presente, immagino di trovarmi nel XVIII secolo.

“Cammino sulla via e, guardando verso sera, sull’altura, vedo il castello di San Martino, residenza del Vescovo. Siamo nel 1749, è il 10 di marzo, e la città di Vittorio Veneto diventerà tale solo fra circa 150 anni. In questo momento mi trovo a Ceneda e sto passeggiando in via Calcada, l’attuale via Manin. Scorgo in lontananza, nei pressi di un’abitazione, un grande fermento di persone che vanno e vengono, mi avvicino lentamente e sento ad un tratto un pianto: è nato un bambino o una bambina. Sorrido!

Avvicinandomi alla casa, superati i magazzini del Ghetto, sento un gran vociare e cogliendo il senso delle frasi, capisco che è nato un maschietto. È nato Emanuele Conegliano, figlio di una famiglia ebrea che vive a Ceneda, i cui antenati arrivarono da Conegliano”.

I magazzini sono ancora lì. Fate una passeggiata in questa stretta via e provate ad immaginare.

A molti di noi, Emanuele Conegliano probabilmente non dirà nulla, infatti noi conosciamo questo personaggio con un altro nome: Lorenzo Da Ponte.

In quell’epoca il padre artigiano e commerciante ebreo del futuro scrittore, intrattenendo affari anche con il Vescovo di Ceneda e volendo risposarsi ma con una cattolica, ebbe modo di convertirsi alla religione della sposa assieme a tutta la sua famiglia. Come era tradizione in quel periodo la famiglia assunse il cognome del Vescovo Da Ponte che amministrò la diocesi dal 1739 al 1768. Emanuele ne acquisì anche il nome per cui in un sol giorno divenne Lorenzo Da Ponte di religione cattolica, secondo i dati storici aveva 15 anni.

Nella giovinezza frequentò soggetti colti del territorio come Girolamo Perrucchini e Michele Colombo. Grazie alle sue frequentazioni, agli studi e al suo carattere, emerse nel giovane un estro poetico e goliardico. Lorenzo Da Ponte studiò in seminario grazie alle attenzioni del Vescovo, prima a Ceneda e poi a Portogruaro.  Dopo un’esperienza come insegnante privato a Venezia, insegnò letteratura italiana e retorica a Treviso. Questa esperienza creerà al Da Ponte alcuni problemi per cui fu bandito dalla Serenissima per tre lustri. Iniziò una serie di trasferimenti che lo portarono a Gorizia, Vienna, Praga e Dresda.  Giunse a Vienna nel 1781 e fu nominato poeta dei Teatri Imperiali con l’obbligo di scrivere dei drammi buffi. Questo fu possibile grazie agli auspici di Antonio Salieri, musicista italiano che visse in Austria e che divenne compositore di corte di Giuseppe II d’Austria. Successivamente si spostò a Trieste, poi a Londra, quindi nuovamente a Treviso ed infine a New York dove morirà nel 1838 a novant’anni.

Oltre alla casa natale di Lorenzo Da Ponte, a Vittorio Veneto è possibile vedere anche la parte esterna del Ghetto Ebraico che si trova in via Manin 94. La struttura ha bisogno di un intervento di recupero, tant’è che ci sono delle iniziative in atto per sensibilizzare la cittadinanza; una sosta ci darà comunque modo di scoprire qualche particolare dell’epoca del Da Ponte.

Pensate che fu il vescovo Marcantonio Mocenigo che richiamò nel borgo una piccola comunità ebraica proveniente da Conegliano fin dal 1597 e che questa rimase attiva per circa quattrocento anni. Del piccolo insediamento ebraico rimangono oggi alcune testimonianze, le case che componevano in Ghetto, il cimitero e i magazzini dei cereali fatti costruire nel 1771.

Un altro luogo degno di nota è il Cimitero Israelitico a Vittorio Veneto che si trova nell’attuale via Cal de Prade. Si pensi che prima del 1857 le salme vennero tumulate nel cimitero di Conegliano sia per gli ebrei residenti a Conegliano sia per quelli residenti a Vittorio Veneto. Da metà Ottocento esistono due distinti luoghi di preghiera: è più conosciuto quello di Conegliano ma anche quello di Vittorio Veneto ha la sua importanza.

La storia dell’artista ci porta in un sito molto bello nella parte nord di Vittorio Veneto. Intitolato a Lorenzo Da Ponte in via Martiri della Libertà a Serravalle possiamo vedere il teatro. L’edificio ottocentesco vide i lavori di costruzione iniziare nel 1843 e la sua inaugurazione avvenire nel 1879.

Il Da Ponte con i suoi scritti potrebbe ben occupare più di una stagione teatrale. Tra i lavori più conosciuti, le scritture per Antonio Salieri, Wolfgang Amadeus Mozart, Vincente Martin y Soler. Ma tante e tante sono le pagine con le sue parole che hanno incantato le genti. Perché allora non aggiungere una nuova tappa nel nostro andar come microturisti alla scoperta di questo artista cui non basterebbero cento aggettivi per ricordare le sue opere e le sue caratteristiche. Cerchiamolo sulle bancarelle dei libri usati. Cerchiamolo in libreria. Attendiamo una rassegna teatrale a lui dedicata. Ricordo il titolo di un suo libretto emblematico per l’uomo e l’artista: “Don Giovanni, il dissoluto punito”.










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