Personaggi e Territorio - Parte V

Alla scoperta di Sacile, seguendo le tracce dello scultore Giorgio Igne, recentemente scomparso.

Concluso, almeno per quest’anno, il filone Storia e Natura, ritorno in questa occasione su un tema che ci ha accompagnato alla scoperta del territorio e del legame che i nostri paesi hanno avuto con personaggi vissuti nei secoli. Gli articoli della serie Personaggi e Territorio sono nati con l’intento di mettere in evidenza la storia, le opere o le gesta di personalità che hanno lasciato un loro contributo nel territorio che giornalmente possiamo apprezzare o scoprire. L’ultimo articolo “Personaggi e Territorio” pubblicato in questa rubrica risale a febbraio 2020 e nello specifico ci ha avvicinato a Lorenzo Da Ponte, a Conegliano e a Vittorio Veneto.
Il Da Ponte, che conosciamo soprattutto come compositore di libretti per opere musicali, ci offre lo spunto per scoprire un altro artista, uno scultore vissuto però nella nostra epoca e che ha lasciato alla Città di Vittorio Veneto proprio un'opera in cui ricorda il Da Ponte e che troviamo di fronte alla Biblioteca dell’omonimo Comune.
Giorgio Igne nacque a Milano nel 1934 e diventò un importante scultore del Novecento oltre che un insegnante di scuola superiore. La famiglia era originaria della località Igne situata nella suggestiva Val Zoldana in territorio bellunese. Giorgio, ancora piccolo, a ridosso della fine della seconda guerra mondiale, dovette trasferirsi in terra friulana, nella campagna sacilese assieme ai genitori.
Più avanti negli anni frequentò l’Istituto d’Arte di Venezia diventando Maestro di scultura in pietra e poi l’Accademia di Brera a Milano, dove si diplomò con maestri come Francesco Messina e Francesco Wildt.
Le prime opere di Giorgio Igne sono raffigurazioni classiche, plastiche e realistiche di figure famigliari. Con il passare del tempo e l’esperienza, Giorgio riuscì a coniugare espressionismo del passato, quale quello medievale romanico e gotico, con quello moderno. Le sue opere si caratterizzano per questa mescolanza di stili e diventano via via negli anni sempre più emozionanti e vivide.
Le passioni di Giorgio Igne furono i viaggi e l’arte, ma la cosa che probabilmente gli dava energia era il desiderio di ridonare ciò che aveva avuto in dono. Le sue sculture sono state il suo dono per noi e per i tanti che lo hanno conosciuto. Ha lasciato ad esempio opere d’arte in Bolivia, Argentina, Brasile, Austria, Ciad.
Si dedicò molto allo studio della figura umana ed in special modo al rapporto fra madre e figlio, al dolore dell’essere umano e alla ruota.
Nelle sue opere Igne usò principalmente il cemento duro ed impermeabile ma anche altri materiali. Alternò realizzazioni scultoree piccole ad altre imponenti.
Quello che vi propongo è un percorso dal centro verso la zona periferica di Sacile. Considerate le distanze, è consigliabile utilizzare la bicicletta.
Il punto di partenza potrebbe essere il bel Palazzo rinascimentale dei Ragazzoni-Flangini-Biglia appena a nord di Piazza del Popolo dove sono visibili due opere la “Donna di Sarone” e il “Fauno”. Procedendo verso sud, appena lasciata la piazza, una volta sul Ponte della Vittoria, sul lato che vede l’acqua del Livenza scorrere verso il mare, è possibile vedere “Il pesce che gioca col il bambino” opera in cemento di Igne. Il percorso continua su via Garibaldi e, una volta raggiunta la piccola piazza IV Novembre, richiede una svolta a sinistra per andare verso la zona sud di Sacile superando la ferrovia Venezia-Udine. Lasciata la ferrovia alle spalle, via Francenigo ci accompagna verso sud, come il Livenza d’altronde, che scorre tra le sue anse poco a sinistra della strada. Il tragitto prosegue fino a quando si devia a destra su via Vistorta e ancora a destra quando si incrocia via Colonia Tallon. La strada che ci porta a ridosso di un piccolo complesso omonimo della via. Proprio alla Colonia Tallon, attuale sede degli Alpini di Sacile è possibile vedere “La Meio Fameja”, un’opera alta tre metri e mezzo raffigurante una giovane futura famiglia: lui Alpino, lei in dolce attesa ed un cagnolino con loro. Il complesso nel secolo scorso fungeva da colonia estiva per i piccoli della zona di Sacile e si affaccia sul fiume Meschio che vede le sue fresche acque aggiungersi a quelle del Livenza poco distante.
Prima di rientrare a Sacile, è possibile, in coincidenza con gli orari delle sante messe, proseguire fino alla chiesa di San Giovanni Battista che si trova nella frazione di San Giovanni di Livenza per vedere delle opere di Giorgio Igne in bronzo: sono di questa lega le formelle della Via Crucis.
Percorrendo questa strada si passa anche per Cavolano, località dove l’artista visse fino alla sua morte avvenuta a febbraio del 2020.
Il desiderio dei suoi estimatori è quello di creare a Sacile uno spazio espositivo dedicato all’artista.

 










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