Personaggi e Territorio - Parte XIII

A Serravalle - Vittorio Veneto ci riavviciniamo a Verde Della Scala...
Riprendiamo il nostro viaggio con Verde Della Scala. Dopo la chiesetta di Fossabiuba a Vistorta di Sacile, la troviamo a Verona, qualche anno più tardi, in una situazione che immaginiamo drammatica.
Ripudiata dal marito, a causa delle macchinazioni politiche di Guecellone Da Camino, che era il padre di Rizzardo, Verde fu costretta a rientrare nella sua città natale assieme alla figlia Caterina. Nella città scaligera trovò un ambiente inospitale: era commiserata da tutti, dallo zio Cangrande e dai fratelli Mastino e Alberto. L’avevano alloggiata in qualche stanza dell’attuale Casa della Pietà, che si trova in uno dei lati della bellissima Piazza dei Signori.
Alla morte di Guecellone Da Camino nel 1324, Rizzardo si riavvicinò a Verde e con lei rientrò nel Castello di Fregona. Nei mesi successivi nacque Rizzarda, la secondogenita, e in quel periodo Rizzardo rientrò in possesso di Serravalle. Sarà in questo centro storico che ci riavvicineremo a Verde.
Uno degli edifici chiave di Serravalle è il Castrum. All’epoca di Verde, questa fortezza era anche centro del potere locale. Tra l’altro proprio i Da Camino edificarono due cinte murarie per difenderla. Oggi la struttura è adibita all’ospitalità ed in certe occasioni è visitabile anche il suo parco. Bella la porta sul versante nord che dà accesso alla fortezza medievale e che è lontana pochi metri da porta San Giovanni.
Secondo testimonianze storiche il Castrum di Serravalle risalirebbe all’epoca romana poiché era di vitale importanza per il controllo delle vie che portavano al nord.
Molte sono le strade che ricordano l’epoca dei Da Camino e ve n’è una, pur piccola, che porta il nome della scaligera. Appena più a nord di questa si vedono parte delle vecchie mura, mentre, attraversandola, si potrà notare, a ridosso della statale di Alemagna, in direzione di Vittorio Veneto, un molino che ci ricorda un altro elemento fondamentale per quell’epoca: il Meschio. Sicuramente la posizione attuale del corso d’acqua è diversa da quella che vide Verde, rimane immutata tuttavia la sua importanza: il fiume, che nasce più a nord, sotto una conca del Monte Visentin nella Val Lapisina, ha sempre fornito forza motrice anche per gli artigiani del XIV secolo.
Proseguendo verso sud, si può raggiungere il Duomo di Serravalle; al suo fianco inizia la scalinata che porta sul Monte Marcantone, dove si trova il Santuario di Santa Augusta, patrona di Serravalle. Il Santuario risale al XV secolo ma il culto della Santa era già in vigore da secoli. Lungo la scalinata sono visibili le antiche mura della roccaforte già esistenti all’epoca di Verde.
Una volta tornati verso la piazza principale di Serravalle, Piazza Flaminio, potete visitare il Museo del Cenedese, dove, tra le molte opere da ammirare, vi è una pala di Francesco da Milano risalente al 1500 in cui, oltre ai santi rappresentati in conversazione, alcuni ravvisano sullo sfondo un’immagine di Serravalle dell’epoca.
A fianco del Museo inizia una piccola ed impervia via che porta sul monte. Lungo la stradina sono numerosi i resti delle antiche mura di epoca Caminese.
Ci accingiamo a concludere il nostro itinerario vincolati alla fine dell’amore terreno fra Verde della Scala e Rizzardo Da Camino. Nella Battaglia di Camolli, nella zona della chiesetta di Fossabiuba, Rizzardo venne ferito. L’esercito si ritirò ed il condottiero venne portato nel Castello di Piai. La ferita, nel corso del tempo, peggiorò, fino a causare la morte del Caminese il 3 settembre 1335.
Rizzardo riposa nella chiesa di Santa Giustina a Serravalle dove Verde fece erigere un’arca sepolcrale che merita sicuramente una visita. Il monumento funebre si trova oggi alla sinistra della porta di ingresso.
La piccola chiesa di Santa Giustina Vergine e Martire venne costruita nel 1227 per volontà di Gabriele Da Camino.
Poco prima che Rizzardo morisse, Verde rimase incinta e l’intera dinastia dei Da Camino sperò che il futuro nascituro fosse un maschio affinché potesse ereditare quanto posseduto dal padre. Per questo a Follina venne stipulato un atto notarile che riconosceva Verde della Scala tutrice della discendenza di Rizzardo. Nel 1336, quando nacque Beatrice, la terzogenita di Verde e Rizzardo, la mancanza di un maschio diede il via ad una lotta per l’eredità che è stata rappresentata in un’opera di Giovanni De Min ed è visibile nella parete ovest dell’aula civica del Museo della Battaglia a Ceneda di Vittorio Veneto.
Verde rimase così senza beni e fu costretta a tornare a Verona, dove i fratelli Mastino e Alberto la diedero in sposa, probabilmente senza chiedere la sua approvazione, a Ugolino Gonzaga, della potente famiglia mantovana.









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