Prelibatezze e territorio sul far dell'inverno

Alla scoperta del nostro territorio anche nella stagione fredda!

L’autunno ha da poco lasciato spazio all’inverno. Girovagando per la nostra zona, tutto è pieno della magia del Natale appena trascorso. Nelle strade e nelle piazze, luci e addobbi colpiscono ancora la nostra fantasia.

Con le prossime righe desidero riportare l’attenzione su qualche opportunità che il territorio ci offre anche in questa fase dell’anno. Se chiediamo ad alcuni bambini quale periodo dell’anno preferiscano, molto probabilmente risponderanno l’estate perché hanno più tempo per giocare all’aperto. Difficilmente i più piccoli prediligono l’inverno con le sue giornate grigie e la luminosità che si accorcia lasciando spazio al buio e al freddo molto presto.

In agricoltura questo periodo è il momento dei bilanci. Nel passato come oggi, si ripensa a com’è trascorsa l’annata e si iniziano a pianificare le attività per l’anno che verrà. Secondo me, l’emblema dell’agricoltura che si ferma è l’estate di San Martino, ma in questo periodo è proprio la natura che riposa.

Cionondimeno questa stagione è ricca di opportunità! In questo articolo farò menzione di alcuni prodotti che si possono acquistare o degustare durante l’inverno, cercando di coniugare l’enogastronomia con le escursioni che si possono praticare sul territorio per trascorrere una giornata in modo “microturistico”.

La zucca è un prodotto poliedrico, può essere impiegata come ingrediente per creare degli ottimi gnocchi oppure delle calde e fumanti zuppe, ma anche dei gustosi panini dolci da utilizzare come dessert o come merenda. In Veneto vi è una coltivazione intensiva di zucca che risponde proprio ai bisogni della cucina tradizionale. Nel Comune di Sernaglia della Battaglia a fine ottobre viene organizzata una festa che vede la zucca grande protagonista e che dà il via al suo utilizzo nella cucina del territorio per tutta la stagione fredda. Quale soddisfazione potrete trarre, se prima o dopo un menù a base di zucca, avrete approfittato delle tante passeggiate o percorsi cicloturistici disponibili sul territorio che costeggia il Piave coniugando così enogastronomia, natura e Storia?! Questi, infatti, sono stati i territori del fronte tra il 1917 e il 1918 durante la Prima Guerra Mondiale.

Un altro piatto della tradizione che si può degustare in questo viaggio immaginario nella provincia di Treviso è basato sulla carne di asino, o per dirla in dialetto carne di “musso”. A Riese Pio X agli inizi di settembre, in concomitanza con la celebrazione di San Matteo, viene organizzato il palio dei mussi. E pur fuori stagione, può valere la pena di ricordarsi dell’evento per degustare nel territorio le specialità fatte con la carne di asino: i salumi come i cacciatorini, la salamella dolce e piccante, la mortadella oppure i più tradizionali ragù per condire i gnocchi fatti in casa o lo spezzatino. Ricordiamoci anche, una volta in paese, che Riese Pio X ha dato i natali a Papa Pio X che è stato Sommo Pontefice dal 1903 al 1914. In paese è visitabile la sua casa natale ed il Museo a lui dedicato.

Un ortaggio da un uso sfaccettato è il radicchio di Treviso: può essere impiegato in molti modi in cucina dagli antipasti ai secondi o come semplice verdura. Una specialità della zona lo vede avvolto con la pancetta e rosolato, oppure impiegato nel risotto con la salsiccia. Lo possiamo trovare nei tanti paesi della provincia che ci offrono parchi, passeggiate, itinerari, da vivere a piedi o in bicicletta anche in questa fredda stagione. E per i curiosi vale la pena di ricordare, che sono tante le tipologie di radicchio che come i nostri paesi possono essere scoperte in questo lembo del Veneto. 

La mela cotogna è un frutto che viene prodotto nei Comuni attorno a Codognè e viene usata per produrre marmellate o mostarde. Ha proprietà benefiche, infatti, secondo alcuni studi, avendo una polpa grossolana, dura ed astringente è adatta per disinfiammare l’apparato digerente e portare benessere all’interno dell’organismo. Una visita nel suo territorio a Codognè può permetterci di vedere, oltre alle numerose ville e chiese presenti, anche un platano monumentale. Quest’ultimo ha una circonferenza di 4,3 metri ed un’altezza di 26. È stato classificato come Albero Monumentale Nazionale ed è tutelato dalla Guardia Forestale.

Nel territorio non mancano certamente i vini per accompagnare le specialità e le passeggiate. Uno di questi, da abbinare magari con il dessert, è il Passito di Refrontolo. Quest’ultimo è un vino di gradazione medio-alta, dal colore rosso rubino con sfumature violacee. Viene prodotto nella zona fra Refrontolo, Pieve di Soligo e San Pietro di Feletto e una volta giunti nella zona potremmo passeggiare tra le colline, visitare Villa Spada, oppure visitare il Mulinetto della Croda. Quest’ultimo è un mulino che venne realizzato nel 1630 e dismesso nel 1953. Il Mulinetto della Croda si trova nelle vicinanze del torrente Lienza, oggi è di proprietà del Comune di Refrontolo che dopo un ampio restauro lo utilizza come museo della molitura.










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