QualBuonTurismo

28 Mar 2018


Spritz: moda o modello?

“Ciao, ci vediamo per lo spritz verso le 18 in piazza così discutiamo di quel progetto e vediamo che regalo fare al nostro amico può andare bene?” “Sì, sì va bene, ci vediamo più tardi.”

Questo è quello che si potrebbero dire due persone in una conversazione per fissare un appuntamento sia per motivi di svago sia per motivi di lavoro.

L'uso dell'aperitivo si è diffuso in diverse città d'Italia negli ultimi anni del 1800, legato alla moda dei caffè che erano particolarmente attivi in città quali Torino, Genova, Firenze, Venezia, Roma, Napoli e Milano grazie anche al benessere che iniziava a coinvolgere piccole porzioni di cittadini. Si dice che fu Antonio Benedetto Carpano nel 1786, l’inventore del Vermouth, a dare impulso a questo nuovo rito sociale grazie alla sua invenzione: una bevanda a base di vino liquoroso mescolato con oltre 30 tipi di erbe e spezie. Con il passare del tempo la moda si diffuse in tutta Italia; in alcune città, al giorno d’oggi, l’aperitivo sostituisce anche la cena, infatti, prende il nome di “apericena”.

Nelle osterie dei centri minori e dei paesi vi erano degli avventori abituali come i sensali e i commercianti che, per confermare affari ed accordi, offrivano da bere. Ma proprio perché ciò poteva ripetersi più volte al giorno chiedevano al posto del vino lo spriss, o sprisetto, o spritz, che sostanzialmente era vino allungato con acqua o gassosa.

Nel Regno Lombardo-Veneto, invece, all’epoca degli Asburgo, chi voleva ridurre il tenore alcolico del vino con dell’acqua chiedeva all’oste uno spritzen.

E oggi? Oggi l’aperitivo più gettonato e di moda è sicuramente il mix di questi prodotti: il vino, meglio se Prosecco frizzante, l’acqua frizzante o seltz, e un bitter o un amaro, possibilmente guarniti con una fettina di arancia e del ghiaccio. In una molteplicità di interpretazioni, ma con il costante apprezzamento del consumatore tanto da farlo diventare un modello: lo Spritz.

Lo spritz oltre a modello è diventato anche un rito. Infatti consente di incontrare delle persone, offre una scusa per invitare un ragazzo o una ragazza e iniziare una amicizia, consente di scambiare due parole con chiunque, permette di avviare un confronto o dare inizio ad una collaborazione. Sostanzialmente è adottato come mezzo piacevole per socializzare.  

Lo spritz oltre a unire le persone rappresenta anche una opportunità economica di lavoro. Di sicuro interesse risulta il giro d’affari nei locali, grazie appunto alla richiesta di questo collante, diventato ormai modello sociale da metà mattina a sera inoltrata.

E se nel vostro andare adotterete la prospettiva del microturista, meraviglia e benessere vi accompagneranno quando cercherete nelle piazze italiane, nelle osterie o nei bar delle località in cui vi troverete lo spritz in una delle preziose ricette preparate di chi vi accoglierà.

Il microturista nelle sue pause cerca di comprendere il luogo e le sue numerose sfaccettature in una logica slow e non fast, cerca momenti che diano valore al tempo arricchendoli di emozioni che il modello rappresentato dallo spritz sa offrire. 

Immaginate: una piazza, uno spritz con dell’ottimo vino e un bitter espressione del territorio, un paio di stuzzichini e vecchie e nuove conoscenze per raccontare e condividere storie e sogni…

“Ciao, ci vediamo per lo spritz…”










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