Storia e natura - Parte III

In questo articolo vi porteremo alla scoperta di un parco ad Orsago...

Immaginate di arrivare ad Orsago agli inizi del XIII secolo. Cosa trovereste? Probabilmente vedreste un “villae”, termine romano rimasto in uso fino al Basso Medioevo, con il quale si identificavano i villaggi della campagna.
In quel periodo, continuavano a modificarsi gli equilibri a livello locale. Da una parte, avremmo trovato il potere dell’Imperatore con i suoi feudatari e dall’altro il Patriarcato con il papato. Frequenti erano le lotte per il controllo del territorio con i Signori che si spostavano, ora a favore di un contendente e, poco dopo, a favore della parte avversa.
Molti erano anche gli ordini religiosi presenti, in Italia, come: i Benedettini, i Certosini, i Cistercensi, le Clarisse, i Francescani, ecc.
Si dice che ad Orsago esistesse un Monastero dei monaci benedettini situato in Borgo Pavia, tra le attuali: via Roma, via Scarabellotto, via Pavia e vicolo Pavia. Il complesso, secondo alcuni storici è stato in parte assorbito dagli edifici rimaneggiati nel tempo.


Partendo da piazza Caduti per la Libertà, vedete diversi edifici storici e tra questi: la Chiesa parrocchiale San Benedetto Abate e il Palazzo della Colletta risalenti al XVIII e il Palazzo Oberdan del XX secolo.
Proseguendo verso sud-est lungo via Dante si affianca piazza Diaz e sulla vostra destra appare un complesso di caseggiati, realizzati con tutta probabilità nella zona dell’ex Monastero dal nobile Vicenzotti. Gli edifici terminano con la Villa Vicenzotti-Fiorin con annessa la chiesetta della Santissima Trinità costruita nel 1726.
Superata la ferrovia Udine-Venezia, il piano di campagna tende ad abbassarsi progressivamente tant’è che, prima di giungere al Parco “Andar par Rivai”, vi accorgerete che le stradine bianche sono incassate tra i campi. Originariamente, queste erano dei fossi probabilmente legati alla bonificata operata dai Benedettini che vivevano nel monastero. Questa zona anticamente paludosa è ricca di acqua di risorgiva.
Durante il Medioevo, i diversi ordini religiosi, si adoperarono per rendere le zone vivibili e coltivabili costruendo strade, bonificando grandi porzioni di terreno, realizzando chiese ed altri edifici.
Seguendo le indicazioni si arriva al parco “Andar par Rivai”. Il termine dialettale veneto indica la possibilità di passare attraverso i campi coltivati utilizzando le capezzagne, in pratica quei lembi di campo non coltivati ed utili ai macchinari agricoli per le loro manovre. Nell’area crescono alberi con una folta chioma che consentono un microclima gradevole anche in estate permettendo a chi vi soggiorna di poter trascorrere una giornata nel verde divertendosi con la propria famiglia e/o gli amici. Vi sono anche dei barbecue, dei giochi per i più piccoli e dei tavoli al riparo dalle tipiche intemperie estive. Il parco è un luogo dove passare le domeniche pomeriggio in allegria e stando all’aria aperta.
Il parco è costeggiato, sul versante sud, dal corso d’acqua Aralt che poco più a nord raccoglie le acque del Gravon. L’Aralt è alimentato da pozze di acque di risorgiva che si trovano nei dintorni. Interessante anche la torre di osservazione posta nel parco che, quando aperta, permette di osservare la flora e la fauna dall’alto.
Il rientro verso la piazza di Orsago, può avvenire per la prima parte su via Casire Tre Fosse, poi su via Cal de Caval e superata la ferrovia, su via Borgo Basso che prende il nome dall’omonimo borgo i cui fabbricati risalgono al nostro passato.










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