Tempo e Turismo

Riscoprire il piacere di una passeggiata!

In una vita che viviamo troppo spesso in affanno, dove l’orologio cadenza le nostre giornate, in una zona d’Italia dove fare presto e bene è la parola d’ordine, il microturismo può essere l’antidoto per vivere meglio. La società sembra insaziabile, se abbiamo fatto bene bisogna fare di più e il tempo riveste così un ruolo determinante. Le frasi che sento spesso sono: devo sbrigarmi, sono in ritardo, devo fare veloce, etc.

Mi viene in mente, nel cartone animato di Alice nel Paese delle Meraviglie, il Bianconiglio. Ve la ricordate la sua frase tipica? È tardi!

Ovvio che il tempo non si compra. Perché allora non viverlo meglio?

Più di qualche volta ho visto persone provate e stressate, che obbligatoriamente hanno interrotto le loro attività per non ammalarsi e poter così recuperare la salute.  

Quello che vi propongo in questo articolo è un momento di relax replicabile in tutti i nostri paesi, in una passeggiata che guarda al tempo nell’ottica del microturista.

Raggiunta Cordignano lasciamo il nostro mezzo all’inizio di via Roma, e già potremmo essere attratti, sulla destra, da una bella villa veneta eretta nel Seicento dal nobile Gregorio Rota e dal suo ampio parco. Proseguendo verso nord dopo circa duecento metri, sulla sinistra possiamo vedere il monumento ai Caduti costruito ormai 100 anni fa tra il 1922 e il 1923 che ci ricorda i nomi delle vittime delle guerre.

Dirigendoci verso la piazza, la strada sale di dislivello e già appare la sagoma dell’imponente chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria e San Cassiano e del suo alto campanile. Prima di arrivare in piazza Italia, si supera il fiume Meschio che con le sue fresche acque, spesso calme ma a volte turbolente – anch’esse a volte han fretta –, ci rimanda alla sua importanza nell’epoca medievale.

Una volta in piazza, l’occhio corre inevitabilmente all’orologio posto quasi alla sommità del campanile. Potremmo farci prendere dalla sindrome del cronometro? Anche no! La storia del campanile tra l’altro ci ricorda che il precedente è andato distrutto nel 1936.

Lasciata la chiesa sulla destra, passiamo davanti al palazzo municipale, prima dell’ingresso, ai lati della scalinata vi sono due sfere di pietra con una storia legata al tempo. Il terremoto del 1936 oltre a lesionare i fabbricati del territorio, fece crollare anche il campanile di Cordignano. Sei erano le sfere che adornavano la sua guglia. Due andarono perdute, due furono rimesse nel nuovo campanile e due sono proprio le sfere poste all’ingresso del municipio.

Continuando la passeggiata su via Vittorio Veneto troveremo, sul lato a monte della via, una meridiana decorata su una casa privata. Strumenti come questi furono impiegati per primi dai Babilonesi per suddividere il giorno in più parti. Gli antichi misuravano il tempo con diversi strumenti ed in diversi modi a seconda delle conoscenze che avevano acquisito fino a quel momento. Prima della meridiana i nostri antenati dividevano il giorno in due parti: giorno e notte. Molte meridiane hanno un moto che le distingue l’una dall’altra. In questa c’è scritto: “Ars magna lucis et umbrae. È l’ora di fare del bene, il sole è luce e la luce è vita”.

Un’altra meridiana da scoprire si trova sulla parete di una casa in una via intitolata a Guido Rangoni condottiero che combatté anche con i Veneziani. Per arrivarci è necessario passare per le vie Leopardi, Cazzani. È stata riporta la latitudine e la longitudine della meridiana, che è caratterizzata da uno gnomone.

Da via Rangoni è facile rientrare verso piazza Italia e, prendendo via Diaz, seguire la sponda sinistra del Meschio aggirando la proprietà della Villa Rota-Brandolini-Zanussi-Pavan per ritornare al punto di partenza.

Il tempo è nostro. Tocca ad ognuno di noi usarlo in maniera saggia.










Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok