QualBuonTurismo

31 Mag 2017


Torchiato di Fregona

Tra attualità e leggenda: un piccolo gioiello enogastronomico nel nostro territorio.

Alle pendici dell’altopiano del Cansiglio, si trova un piccolo paese, Fregona, che, come molte altre località nella pedemontana veneta, offre al curioso dei piccoli tesori. Oltre al bel paesaggio, ai percorsi per escursionisti e cicloturisti e alle suggestive Grotte del Caglieron, questo singolare borgo annovera un’ulteriore unicità: il Torchiato di Fregona, vino passito DOCG.

L’origine di questo particolare vino sembra risalire al 1600 quando un agricoltore della frazione di Ciser in Fregona, date le condizioni climatiche avverse della stagione, si accorse che la sua uva non era matura e quindi non poteva essere vendemmiata. Per non sprecare il lavoro fatto e per non rimanere senza vino, la raccolse comunque e la mise al riparo nel granaio. Appese i grappoli in quell’ambiente ventilato ed asciutto e, durante l’inverno, questi appassirono. Nella settimana di Pasqua, decise di torchiarli e quello che ottenne dopo un po’ di tempo fu un vino dolce particolarmente alcolico e gustoso.

Il Torchiato deriva da uve miste: Verdiso, Bianchetta, Boschera e Glera (quest’ultimo gli conferisce una tonalità giallina ambrata). Il procedimento per ottenerlo si rifù, tutt’oggi, alla leggenda, ed è perciò molto laborioso e impegnativo.

Tradizionalmente, il Torchiato veniva consumato durante le ricorrenze più importanti dell’anno. Oggi può essere apprezzato in momenti conviviali o come vino da meditazione. Può essere abbinamento con formaggi stagionati locali, con pasticceria secca e perché non provarlo con del gelato alla vaniglia?

Il Torchiato di Fregona DOCG non è solo un prodotto enologico: è uno di quei prodotti che “hanno fatto” la storia, con una lunga tradizione tramandata fino ai nostri tempi cosicché lo possiamo conoscere ed apprezzare. Sono molti in Italia, i prodotti enogastronomici, tramandati da tempo immemore da famiglie o da piccoli “artigiani”, e poi reinventati, svecchiati, per risultare sempre attuali. Questi prodotti sono diventati così, fino ad oggi, portatori di una tradizione, di un modo di concepire il territorio, di qualità riconosciuta ed affermata nel mercato. Per l’Italia sono diventati anche un modo per presentarsi e farsi conoscere nel mondo con le proprie infinite eccellenze. Per realizzare questi prodotti, è necessaria una conoscenza appresa in anni di studio, una ricerca costante basata sulle nuove conoscenze, un legame continuo con il loro passato e con le loro caratteristiche. Tempo, consapevolezza, visione d’insieme del territorio, sinergie, sono tutti elementi imprescindibili per salvaguardare questi beni e farli scoprire al grande pubblico.

Queste particolarità territoriali spesso vengono definiti “di nicchia”, non tanto per prezzo, quanto per le esigue quantità disponibili per il consumo. Normalmente queste rarità vengono lavorate in un territorio limitato. Questo vale anche per il Torchiato di Fregona che viene prodotto nel territorio comunale e per una piccola parte nei Comuni limitrofi di Cappella Maggiore e Sarmede. L’unico modo per conoscerlo e gustarlo appieno è visitare quei luoghi, prendere parte ad una degustazione, parlare con i produttori, immergendosi nella tradizione locale. Un’occasione unica è rappresentata dalla Mostra che ha luogo ogni anno, in Aprile, proprio a Fregona e che rientra nella cornice delle manifestazioni all’interno della “Primavera del Prosecco” (importante rassegna di vini che si svolge nella provincia di Treviso). Oppure è sempre possibile visitare su prenotazione il centro di appassimento (www.torchiato.com).










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