Uova, Pasqua e Primavera

La prospettiva del "microturista" ci porta dentro i luoghi ma anche dentro le tradizioni, per coglierne dettagli e significati sempre nuovi, e chiederci "cosa ne rimane?"...

Lasciate alle spalle le fredde giornate invernali, il clima mite, ormai primaverile, ci invita ad uscire di casa magari per una passeggiata o per fare due chiacchere con i conoscenti o gli amici. Il calendario ci ricorda che la Pasqua è prossima e che festeggiarla può anche essere un’occasione in più per stare vicino a qualche caro, magari durante una scampagnata da arricchire con una merenda a tema.

Tradizionalmente è proprio nel periodo di Pasqua che le nostre tavole si arricchivano di piatti a base di uova di gallina. Allevamenti e importazioni hanno cambiato un po’ questo fenomeno ma l’uovo rimane un elemento caratterizzante tanto della Primavera quanto della Pasqua.

Andando a ritroso nella storia dei popoli, l’uovo è stato utilizzato come simbolo di fertilità, della nascita ma anche della rinascita. La primavera era per tutta una serie di zone geografiche il momento del risveglio dalla sterilità invernale e il suo arrivo veniva festeggiato in molti casi donando uova, soprattutto bollite, di gallina o di animali simili. Pagani e cristiani, riconoscendone l’importanza, hanno utilizzato l’uovo, assieme ai suoi colori, per ricordare ad esempio la rinascita della terra o per simboleggiare la resurrezione di Cristo, o anche il suo sepolcro.

Andando a pescare invece nella storia delle aie dei nostri territori, si scopre che sul finire dell’inverno le galline deponevano meno uova. Che fosse perché erano prossime al cambio del piumaggio (muta), o per il freddo che le aveva interessate, o perché le uova dovevano essere covate per originare i pulcini, il prezioso alimento scarseggiava sulle tavole. Il cambiamento delle temperature e l’arrivo della bella stagione ne favorivano invece la deposizione così che le mense potevano contare sulla loro presenza e sul loro elevato valore nutrizionale.

Insomma, tanto la rinascita della terra, con il suo ciclo vegetativo, quanto la Pasqua erano momenti importanti da festeggiare e proprio l’uovo si prestava a questo scopo. Alla tradizione di regalare uova per la Pasqua negli ultimi decenni si sono agganciate anche le aziende dolciarie che in maniera artigianale o industriale producono le uova di cioccolato da offrire o donare ai propri cari.

Ritornando alla tradizione, l’importanza di questo alimento e il suo messaggio augurale hanno fatto sì che chi lo donava o lo offriva sulla mensa pensasse anche di abbellire le uova trovando tanti modi per decorarle.
Nel nostro territorio chi bolliva le uova per regalarle o per metterle in tavola le colorava con l’utilizzo di quello che offriva l’ormai vuota dispensa o madre natura. Così le bucce delle cipolle rosse ben si prestavano ad essere messe nell’acqua fredda assieme alle uova e all’acqua per bollire nove o dieci minuti in modo da colorare i gusci  di un bel rosso. Una cosa simile si faceva con le foglie del tarassaco raccolte fresche dai campi: servivano per colorare le uova di verde e anche per arricchire la tavola con piccole insalate. Chi poteva contare ancora su del cavolo cappuccio viola, usava invece le sue foglie più esterne. Le cuoche più appassionate, per ottenere più di un colore in simultanea, avvolgevano qualche uovo nelle foglie isolandole all’interno di qualche vecchia calza: potevano così con un’unica ebollizione ottenere uova con diversi colori.

Sode, le uova, ben si adattavano anche a far giocare i bambini. Si utilizzavano per una piccola caccia al tesoro anche in spazi piccoli, oppure in una sfida tra due o più individui, che, usando l’uovo come un birillo, se lo aggiudicavano dopo che, lanciando una moneta, avranno colpito una o più volte il premio. 

Ovviamente, poi, le uova sode venivano mangiate: semplici o ripiene con acciughe o pane tostato sbriciolato o anche con tonno e verdure tritate; anche delle buone frittate arricchite con qualche erbetta di campo potevano rappresentare la scusa o il premio per incontrarsi e passare bei momenti insieme.

Quanto è rimasto oggi di queste tradizioni? Se sono simbolo di vita, non possono che rimanere vive!

Quale migliore occasione della Pasqua, per darsi appuntamento a tavolo o all'aria aperta, e assaporare tutto il profumo della rinascita attraverso il suo simbolo!










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