QualBuonVeneto

03 Apr 2018


ADOTTA UN FRATELLO!

Un progetto dell’Associazione “12ponti”: costruire ponti per abbattere l’indifferenza

I ponti sono un'immagine di passaggio da una situazione ad un'altra, da uno stato di sofferenza ad una vita dignitosa e serena. Più spesso la solidarietà si riscopre nei momenti difficili della Vita, nelle disgrazie, nella sofferenza che tocchiamo con mano tutti i giorni. L’importante è non restare indifferenti!

“12ponti” vorrebbe essere una “isola di esempio” di accoglienza, di solidarietà, di proposte per una corretta gestione dell'ambiente, del territorio e dell'abitazione stessa, con idee e iniziative da sviluppare in risposta ai bisogni reali dei singoli e della comunità; un esempio di come dovrebbe essere affrontato il problema del disagio, della povertà, dell'inserimento (o reinserimento) sociale di persone in difficoltà superando il concetto e la prassi dell'assistenzialismo per far valere il concetto di Giustizia che qualsiasi società, con maggior responsabilità da parte delle Istituzioni, deve promuovere.

«Tutto questo vorremmo realizzare (e un po' ne vediamo i frutti) nella nostra casa a Savassa (località di Vittorio Veneto) dove dal 2016 sono transitati/ospitati a rotazione una ventina di ragazzi immigrati in cerca di serenità, pace, lavoro e integrazione nella nostra comunità – spiegano alcuni membri dell’associazione –. Usciti dalle strutture di prima accoglienza molti di loro si sono trovati letteralmente in strada senza alloggio, cibo né riferimenti assistenziali. Persone private e famiglie si sono fatte carico di alcune di queste situazioni di emergenza completamente su base volontaria e contribuendo di tasca propria al sostentamento materiale degli ospiti e gestionale della casa». Si chiama seconda accoglienza, ed è una risposta concreta al bisogno di protezione e di inserimento sociale degli “ex richiedenti asilo”.

Con il progetto ADOTTA UN FRATELLO l’Associazione vuole costruire ponti verso tutte le persone di buona volontà che non vogliono girarsi dall’altra parte, quindi invitarle a collaborare. Lo si può fare in tanti modi: offrendo aiuto economico (detraibile fiscalmente, essendo una onlus iscritta all’albo delle associazioni) o borse della spesa, offerte di alloggio o posti di lavoro.

«Ma soprattutto – sottolineano i volontari – puntiamo sulla corretta informazione e dunque sulla scuola. Siamo convinti che essa debba essere sede di educazione alla tolleranza, alla solidarietà, all’accoglienza, all’integrazione, alla non-violenza. Siamo altrettanto convinti che la conoscenza rende liberi, soprattutto da preconcetti, diffidenze e ingiustificate paure, per un futuro di pace».

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