AGRIBOOM: QUANDO L’IMPRENDITORIA GIOVANILE È RURALE

Una coppia di giovani laureati e la loro scelta di vita radicale.
Agriboom: così è stato definito il grande ritorno ai lavori agricoli da parte di figure professionali di tutt’altra natura. Banchieri, informatici, marketing manager sempre più spesso cambiano vita, vuoi per necessità o perché si è scoperta una passione. È quanto ha fatto Katy Mastorci, giovane titolare dell’azienda VitiOviTec che, come indica il nome, si occupa di viticoltura, allevamento ovino e tecnologie: «Coltiviamo tre ettari di vigneto e alleviamo l'agnello dell'Alpago, Presidio Slow Food - racconta -. Siamo detentori del marchio "Gnel Pagot", assegnatoci dall'Unione Montana. La parte finale del nome, "Tec", vuole richiamare le biotecnologie».Perché Katy è laureata in biotecnologie mediche, un background che solitamente prevede ben altre strade a seguire: «Dopo la laurea magistrale e il dottorato di ricerca in Scienze e Tecnologie Cliniche, ho lavorato presso il CRO di Aviano, facendo ricerca in ambito oncologico, stipendiata sempre con borse di studio, e ho avuto anche l'opportunità di lavorare presso lo IOR (Institute of Oncology Research) per sei mesi».
Un curriculum che non le ha impedito di alimentare un’altra passione, assieme al marito: quella per la Natura. «Inizialmente ci siamo dedicati all'allevamento ovino, arrivando a 30 capi, poi abbiamo ampliato i nostri orizzonti con la coltivazione di Pinot Grigio e Chardonnay. Nel 2016 ho aperto formalmente l'azienda agricola». Una scelta che le permette di mantenere il legame con il suo percorso di studi: «Voglio apportare qualcosa di innovativo in campo agricolo. Credo molto nell'idea di un’agricoltura sostenibile e la tecnologia è un ottimo strumento per operare in questo senso». Maturata nel tempo, questa scelta è meticolosa come gli studi scientifici che ha affrontato, espressione di ricerca come il percorso che l’ha portata anche all’estero, frutto di rinunce per correre il rischio di seguire una passione, senza dubbio anche con la consapevolezza di non poter vivere con la precarietà di una borsa di studio. Il panorama non è sempre stato bucolico come può sembrare, tante le criticità riscontrate: dall’ormai nota burocrazia, ad un'apertura verso i giovani tanto decantata, ma messa in atto con difficoltà «vuoi perché sei nuovo e nessuno ti conosce, vuoi perché il giovane è quello che, economicamente parlando, è quello messo peggio», grati comunque verso coloro che li hanno aiutati, su cui tuttora possono fare affidamento. Infine, Katy ha dei consigli per chi vuole seguire la strada di una passione nel proprio cuore: «Crederci sempre, non mollare mai, informarsi tanto da saperne più di tutti e farlo da fonti attendibili. Solo in questo modo non soccombi e dimostri quello che vali. E per ultimo, ma non per importanza: mettere tanta passione in quello che si fa. È la qualità fondamentale per portare avanti un lavoro in grado di darti tante soddisfazioni, ma che mette anche di fronte a molte difficoltà e imprevisti, legati al ciclo naturale delle cose, soprattutto quando si lavora con gli animali». Una rara combinazione di entusiasmo e razionalità, di passione e tenacia in queste parole, che dimostrano anche fiducia nel futuro: «Il prossimo progetto è tecnologico e consiste nel monitoraggio microclimatico del vigneto grazie ad un sistema di sensori, per fare trattamenti solo quando realmente servono. Un vantaggio per la qualità del prodotto finale e per la tutela dell'ambiente». Un grande plauso a chi, come VitiOviTec, investe nella Natura, capace, ne siamo certi, di ripagare alla fine tanta dedizione e sacrificio.





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