QualBuonVeneto

24 Gen 2019


All'ospedale di Conegliano una stanza di conforto per i familiari dei ricoverati in Rianimazione

Un ulteriore passo avanti sulla strada dell’umanizzazione

Inaugurata ieri mattina, all’Ospedale di Conegliano, la Stanza di Jacopo, “oasi familiare” all’interno del Santa Maria dei Battuti per coloro che si trovano ad assistere familiari o amici in gravi condizioni. Lo spazio, arredato come un piccolo monolocale, con cucinetta tavolo e divano, è stato ricavato al primo piano, accanto all’Unità Operativa di Anestesia-Rianimazione. 

A tagliare il nastro, assieme alla mamma di Jacopo e al presidente della onlus “La stanza di Jacopo”, c’erano il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi, il sindaco di Conegliano, Fabio Chies, i consiglieri regionali Sonia Brescacin e Gianpietro Possamai. All’evento era presente anche la presidente regionale Aido, Bertilla Troietto.

Il progetto de “La stanza di Jacopo” nasce dalla volontà della famiglia e degli amici di Jacopo Corradi Tocchio, un ragazzo ligure mancato improvvisamente per una crisi asmatica nel 2010, a soli 21 anni, mentre si trovava a Londra. La sua famiglia ha fondato una onlus con la quale sta realizzando negli ospedali italiani delle “isole di conforto” dedicate a chi si trova ad affrontare momenti di dolore.

La stanza realizzata nel nosocomio di Conegliano è la settima, a livello nazionale, dopo le due di Savona e quelle di Venezia, Imperia, Mestre e Ancona. I locali, messi a disposizione dall’Ulss sono stati arredati dall’Associazione “La stanza di Jacopo” con l’aiuto di diversi sponsor. L’allestimento, di grande razionalità ed essenzialità, è realizzato nel massimo confort e dignità affinché le famiglie possano trovare un luogo ove recuperare forze.

 «Una stanza simile a questa è stata per noi un luogo d’isolamento, di conforto, di preghiera quando ci siamo trovati ad assistere nostro figlio. Ci ha permesso di stare da soli, di riflettere e, anche, di affrontare il tema della donazione degli organi – ha raccontato la mamma di Jacopo, Fausta Tocchio –. Da quell’esperienza ci siamo convinti che il modo migliore per ricordarlo fosse dotare anche altri ospedali di un luogo simile, dedicato ai familiari di chi soffre».

«Ci auguriamo che questa nostra idea venga copiata da più associazioni e da più ospedali possibili – ha sottolineato Gabriele Lalatta Coserbosa, presidente dell’associazione “La stanza di Jacopo” e papà della fidanzata di Jacopo –. Noi portiamo in ospedale qualcosa che non è direttamente sanitario ma che è ugualmente fondamentale nei momenti in cui le persone si trovano a dover affrontare il dolore, la malattia, la morte. Il Veneto, va sottolineato, è una Regione in cui c’è grande sensibilità su questo tema e che, più di altre, ha risposto a questa esigenza».

«Ai familiari di Jacopo – ha osservato Benazzi – va il nostro più sentito ringraziamento per aver voluto portare anche all’Ospedale di Conegliano quest’oasi di conforto dedicata a coloro che si trovano a vivere momenti di difficoltà e di dolore. Si tratta di un’iniziativa che si inserisce in quella linea dell’umanizzazione e del prendersi cura di pazienti e ai familiari che rappresenta uno dei cardini della nostra politica sanitaria».

Lo ha sottolineato anche il sindaco di Conegliano Chies: «Quest’iniziativa è un ulteriore passo avanti sulla strada dell’umanizzazione». «Questa stanza – ha aggiunto il consigliere regionale Brescacin – è un segno di civiltà che va ad aggiungersi a tutto ciò che quotidianamente viene fatto da tutti gli operatori dell’Ospedale di Conegliano». «Un figlio che entra in un nostro ospedale è un figlio di tutti, non possiamo che ringraziare Fausta e Gabriele a nome dell’intero territorio» ha concluso il consigliere regionale Possamai.  






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok