CANTARE CON LE MANI, CANTARE CON IL CUORE

Dall'ultimo numero della nostra rivista cartacea... un progetto di inclusione in cui la musica è il veicolo per valori universali.

I sensi sono le nostre antenne, sono quanto ci permette di conoscere il mondo ma soprattutto di dare a ogni evento una nostra interpretazione, unica ed esclusiva. Quando si viene a conoscenza, quindi, che un senso viene utilizzato per scopi insoliti rispetto a ciò per cui sembra naturalmente vocato, ci si rende conto di quante potenzialità sopite può avere il corpo, ma soprattutto l'animo umano. È quanto avviene con il progetto «Mani bianche», che nell'inusuale attività di “cantare con le mani” unisce bambini e ragazzi con disabilità ai coetanei normodotati, dando possibilità a tutti di esprimersi al meglio. Ne risulta un ensemble suggestivo, che ci racconta in un'intervista Chiara Cattapan, direttrice del “Coro Mani Bianche del Veneto” e referente del progetto, che è integrato all’interno dell’Istituto Comprensivo di Vedelago, in collaborazione con l’associazione “Sei per la musica” di Castelfranco Veneto (TV).

Quando e come si è formato il primissimo Coro Mani Bianche in Veneto? 

Il coro Mani Bianche del Veneto nasce nel cuore nel 2014 da un incontro attraverso un video di un coro venezuelano dove c’erano bambini disabili che usavano le mani e accompagnavano il canto. Ricordo la grande emozione che ho provato e la commozione quando nello stesso video ho visto un grande maestro italiano, Claudio Abbado, che stava vivendo la mia stessa emozione, fino alle lacrime. Era uno dei cori Manos Blancas venezuelani. I due fondatori del sistema Abreu, Naybeth Garcia e Jonny Gomez sarebbero diventati i miei maestri e mi avrebbero accompagnata negli anni in questa nuova esperienza, un progetto di inclusione in cui la musica è il veicolo per valori universali
Il maestro Abbado di ritorno dal Venezuela aveva portato e voluto che il progetto partisse anche in Italia. È nato così il Sistema Italia, il Sistema delle orchestre e cori giovanili Italiani. Anche il Veneto aveva dei nuclei e nel 2015, attraverso l'Associazione "Sei per la musica" di Castelfranco Veneto, siamo diventati Nucleo del Veneto.
Nel 2015 è iniziata l'attività del primo e unico coro del Veneto che lavorava con la metodologia dei cori Manos Blancas venezuelani.

Qual è l'iter per chi volesse parte del coro?

Siamo partiti con 13 bambini, normodotati e con varie disabilità e oggi siano circa in 65. Il Coro è un progetto extrascolastico all'interno dell'istituto Comprensivo di Vedelago (TV), che accoglie alunni dell'Istituto e di tutto il territorio, dai 6 anni in su. Il coro accoglie indistintamente tutti i bambini che vogliano fare un'esperienza musicale, indipendentemente dalle loro abilità vocali o fisiche. L'attività inizia a settembre e le lezioni si svolgono un pomeriggio alla settimana, per un'ora e mezza. I bambini che desiderino approcciarsi al coro possono venire ad una lezione collettiva di prova e poi eventualmente iscriversi.

Quali sono i momenti salienti delle vostre esibizioni?

Il coro ha al suo attivo un numero importante di collaborazioni e di concerti nel territorio nazionale. Molto spesso si esibisce accompagnato dall'Orchestra Sinfonica Giovanile "Diego Valeri", un nucleo orchestrale del sistema Italia di Campolongo Maggiore (VE). Quest'anno in modo particolare abbiamo fatto molti concerti in importanti teatri e chiese della regione Veneto e dell'Italia, come al Teatro delle Celebrazioni di Bologna, nella Basilica di San Marco (VE), al Teatro Rossini di Pesaro, nella Chiesa di San Francesco a Treviso, nella Casa della Musica di Parma. A fine giugno ci siamo esibiti ad Assisi in un doppio appuntamento, prima nella Chiesa di Santa Maria Maggiore, poi nella Basilica Superiore di San Francesco.

Quali altre attività svolgete e che riconoscimenti avete ricevuto?

Il coro in questi anni ha realizzato anche dei videoclip, come “L’orecchio acerbo” nel 2009 su testo di Gianni Rodari, “Il piccolo giardino” nel 2014 sul tema della Shoah, e “Ninna nanna oltre il mare” nel 2018 sul tema dei profughi e delle migrazioni umane viste con gli occhi dei bambini. I tre videoclip hanno riscosso un grande successo in tutta Italia, facendo vincere al Coro Mani Bianche del Veneto molti premi, portandoci nel 2015 al Quirinale dal Presidente della Repubblica per una menzione speciale e nel 2017 a Roma con il Ministro della Pubblica Istruzione per un premio al Concorso “Indicibili Incanti”. Quest'anno abbiamo partecipato a vari concorsi con questi risultati: primo posto al Concorso “Video e Penne sconosciute 2018”; Miglior Colonna Sonora al Concorso “Via dei Corti 2018”; terzo posto al Concorso “Edu Short Movie 2019” nella categoria Scuola; Premio Giuria Junior al Concorso “Corti a ponte 2019”; primo premio al Concorso Nazionale “Rachelina e i giovani".

Quale valore assegnereste alle mani e quale alla voce nella vostra esperienza?

I Cori Manos Blancas in Venezuela e molti anche in Italia sono formati da due cori distinti, uno vocale e uno segnante con la Lingua dei Segni e i guanti bianchi. Il Coro Mani Bianche del Veneto invece si è posto come obiettivo primario l'integrazione di tutti i bambini, senza distinzione alcuna tra chi sa/può cantare o solo segnare. Il coro è unico, tutti cantano e tutti segnano, o meglio, ognuno fa quello che riesce a fare. Ci sono bambini e ragazzi che fanno entrambe le cose, e c'è chi segna solo. Ma sono un coro unico, che si prepara assieme, che vive le lezioni insieme, dove i ragazzi più grandi fanno da supporto ai ragazzi con difficoltà o più piccoli. La priorità di questo progetto non è formare bravi coristi ma dare a tutti la possibilità di vivere attraverso la musica emozioni e forme di comunicazione alternativa. Questo non significa che non si curi l'aspetto prettamente musicale, tutt'altro, semplicemente non è l'obiettivo principale. L'uso dei segni che accompagnano le parole sono studiate attentamente affinché valorizzino il significato del testo e accompagnino la musica nella sua struttura melodica e armonica.

Data la vostra esperienza, avete dei momenti che vi sono rimasti impressi?

Quando il Coro lavora è davvero una cosa sola, spesso non si distinguono i bambini con disabilità e questo perché ognuno trova un proprio spazio e un proprio ruolo. Da qualche anno abbiamo una bambina muta che usa la Lis come unico mezzo di comunicazione e lei è diventata la nostra esperta e all'occorrenza insegna ai bambini ad usare correttamente i segni. Da un po' di tempo ci siamo accorti che "canta" a suo modo, cioè accompagna la sua lingua naturale (la Lis) con dei suoni, stimolata dal sentir cantare i bambini accanto a lei.

Quale messaggio volete lasciare a chi conosce per la prima volta la vostra realtà attraverso questo articolo?

Il messaggio, che è il cuore del nostro progetto, ce l'ha lasciato il fondatore dei cori Mano Blancas venezuelani: “…imparano la musica con il cuore e, se non hanno la voce, la cantano con le mani, le loro piccole mani avvolte dai guanti bianchi. Esprimono ritmicamente qualsiasi pezzo musicale tracciando poetiche geografie, insegnano il ritmo delle vibrazioni. Il loro canto dei segni è gioia e cura, è il diritto ad esprimersi, è possibilità di partecipare alla vita degli altri” (José Antonio Abreu).

Grazie quindi a Chiara Cattapan, capace di trasmettere l'emozione di un coro che si vede e si sente, ma soprattutto può essere capito da chi ha occhi e cuore in grado di ascoltare.






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