Cantina Colli del Soligo: la riconquista dell'etica nel capitalismo moderno

Cultura - Ciambetti: «La cooperazione sociale in Veneto è stata motore di crescita economica del territorio, strappandolo alla povertà in cui versava»

A Venezia, martedì scorso, è stato presentato a Palazzo Ferro-Fini il volume "La Cantina Colli del Soligo nella terra del prosecco – una storia di Marca" un libro a cura di Marco Zabotti con prefazione del prof. Ulderico Bernardi, che ripercorre sessanta anni di storia della Cantina trevigiana.

Il Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti sottolinea «gli importanti stimoli offerti da questa pubblicazione, che spiega la nascita del cooperativismo sociale in Veneto, un modello di sviluppo economico che si è radicato nella nostra Regione soprattutto grazie agli insegnamenti del professor Toniolo, capace di riaffermare la centralità della persona umana in economia. Giuseppe Toniolo è stato tra i promotori, alla fine dell’800, di una vasta rete organizzativa cattolica che si è diffusa in modo capillare in Italia settentrionale e in Veneto, dando vita a importanti strutture di carattere culturale, economico e sociale. In particolare, nella seconda metà dell’Ottocento, una decisiva spinta allo sviluppo di un territorio fino ad« allora poverissimo, è stata data dalla "Rerum Novarum" di Leone XIII,  che vide in Toniolo un grande ma non unico interprete e protagonista. Penso infatti allo sviluppo delle Banche Popolari e delle Casse Rurali cattoliche, sostenute dal Clero, che si sono radicate in particolare nel territorio della Marca, capaci di portare avanti importanti iniziative economiche e di tutela del mondo agricolo; nascono così i caseifici sociali, le società di assicurazione contro la mortalità del bestiame, la società per gli acquisti collettivi e, alla fine del secolo, anche le cantine sociali». «L’essenza del cooperativismo sociale in Veneto - continua Ciambetti - si basa su valori fondamentali e imprescindibili, quali il rispetto e la solidarietà tra gli uomini, superando le strette logiche del profitto a tutti i costi. La riconquista dell’etica nel capitalismo moderno ha rappresentato l’unica via percorribile per garantire giustizia, equità, democrazia, libertà, i quattro grandi pilastri senza i quali è impensabile uno sviluppo ecosostenibile, che tenga conto delle esigenze dell’ambiente e dell’uomo, che difenda il territorio, valorizzando le sue specificità e tutelando il cittadino. È questo ciò che è avvenuto in Veneto, anche grazie al lavoro delle numerose Cantine sociali, nate e sviluppatesi nel territorio, di cui la "Cantina Colli del Soligo" ne rappresenta un fulgido esempio. Il nostro Veneto è stato capace di mettere al centro del proprio sviluppo socio-economico il lavoro, la fatica, l’ingegno dell’uomo nel realizzare prodotti di qualità in un territorio non sempre facile da coltivare e questo è un nostro orgoglio».

Ganpietro Tittonel, presidente della Cantina "Colli del Soligo" spiega «che il libro racconta la nostra storia, ma non vuole certo essere autocelebrativo, bensì guardare con rinnovato interesse al nostro passato, a dove veniamo, per poter progettare un futuro fulgido mettendo a fuoco nuovi ambiziosi obiettivi da raggiungere. Raccontiamo la storia di tutti i nostri soci, i veri protagonisti di un lavoro che da sempre è incentrato sulla promozione di una agricoltura sostenibile, capace di coniugare qualità dei prodotti, prezzo e sostenibilità ambientale».

Il Prof. Ulderico Bernardi racconta «come il Veneto, a partire dagli anni Cinquanta, ha subito un profondo cambiamento socio-economico, passando da una condizione di povertà assoluta ad un modello capitalistico, senza tuttavia smarrire una propria identità culturale basata su un humus di valori condivisi, quali la solidarietà e il lavoro, l’accettazione e il confronto con gli altri. Il libro offre una rappresentazione globale di un universo fatto di capacità, accoglienza, buon gusto, enogastronomia, rispetto per la natura, uno spaccato del nostro Veneto che ci caratterizza in modo positivo».

Per il responsabile editoriale Andrea Simionato «il libro offre una fisionomia precisa ad una storia fatta di valori, di cooperazione sociale diffusa in particolare nel territorio della Marca, in cui è molto stretto il rapporto tra turismo e cultura, con sempre più visitatori stranieri che esprimono il desiderio di vivere in prima persona le emozioni che le Cantine sociali, con la propria storia pluriennale di coraggio, fatica ed  impegno, possono offrire. Auspico tuttavia che la Regione possa adottare nuove normative di indirizzo politico in materia di editoria».

Marco Zabotti, curatore del volume, evidenzia «come la zona del Prosecco, della Marca, del Piave, è una terra benedetta e noi abbiamo quindi ben presente il senso del dono e della conseguente responsabilità di gestire bene quanto ci è stato affidato. Il libro racconta sessanta anni della "Cantina Colli del Soligo", una epopea fatta di tenacia, lavoro, pazienza, determinazione nel superare le numerose difficoltà trovate lungo il percorso, ma sempre ponendo al centro la cooperazione sociale, una strada privilegiata per offrire al territorio un concreto riscatto dalla povertà, e con lo sguardo proiettato verso il futuro, alle sfide stimolanti che ci attendono, in primis la candidatura delle Colline di Conegliano Valdobbiadene a patrimonio Unesco, in quanto "paesaggio dell’anima", non solo impreziosito da bellezze naturali, ma anche dalla laboriosità dei propri abitanti».






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