Casa Amica per TE

10 ore di festa per regalare agli anziani occasioni di rilassamento e di benessere

Sabato 9 settembre la “Casa Amica” di Fregona aprirà le porte con una giornata di festa che coinvolgerà gli anziani e i loro familiari, i dipendenti e i volontari della struttura, ma anche la parrocchia e il Comune di Fregona, Istituzioni e Associazioni sensibili all’iniziativa.  

La giornata sarà ricchissima: si comincerà alle 9 con la benedizione delle bandiere e la messa celebrata dal parroco don Angelo Arman, che in conferenza stampa oggi ha espresso il suo apprezzamento per “Casa Amica”: «Ho potuto personalmente costatare come questa realtà sia inserita nella realtà: l’anziano che viene qui non si sente portato via dal suo ambiente ma anzi continua a sentirsi in famiglia e parte di una comunità accogliente».

A seguire teatro, musica, animazione, ma anche momenti dedicati alla formazione. In mattinata ci sarà una tavola rotonda sul tema “Prepararsi a diventare vecchi” con gli interventi di Manuela Lanzarin, assessore ai servizi sociali della Regione Veneto; Francesco Benazzi, direttore generale della Ulss 2 Marca Trevigiana; Piera Bonato, geriatra, dirigente dell'Unità operativa Cure primarie; Laura Buso, sindaco di Fregona: Ivan Michelet, presidente della Fondazione Maria Rossi. A moderare l’incontro sarà Roberto Meneghello (Fpli Uil Treviso). Nel pomeriggio Francesco Dei Tos approfondirà “La resilienza nei Servizi alla Persona” e Bernardo Franco, direttore di “Casa Amica”, terrà una conferenza dal titolo “Il meglio di te”.

Al centro della giornata la Lotteria - realizzata con un inaspettato coinvolgimento anche umano di fornitori e partner - che servirà a raccogliere fondi per ristrutturare la palestra al piano inferiore della struttura e realizzare uno spazio di riabilitazione in cui, grazie alla multisensorialità, si andranno a creare i presupposti per muoversi con più facilità e conservare le capacità residue il più a lungo possibile (Progetto SFERA - Stimolazione Fisica E Riabilitazione Adatta). «L’dea - avverte il direttore di “Casa Amica” - è di cominciare con gli anziani ospiti del centro e poi aprire lo spazio all’esterno senza limiti di età: per i bambini sarà uno spazio di scoperta, per gli anziani uno spazio di rilassamento; comunque uno spazio in cui potersi incontrare»

L’inserimento in un contesto sociale e comunitario aperto verso l’esterno e permeabile dall’esterno è uno dei tratti peculiari di “Casa Amica”, centro di servizi per anziani privato e no profit, che attualmente conta 85 ospiti. Come sottolinea il sindaco di Fregona: «La sfida è di raggiungere insieme obiettivi-valori fondamentali per la felicità non solo degli anziani residenti nella struttura ma di tutti i cittadini. Uno fra tutti l’umanizzazione, che dovrebbe riguardare tutte le relazioni, perché una relazione senza umanità è vuota».

Questo era lo spirito della fondatrice di “Casa Amica”, Maria Rossi, che vedeva la struttura non come deposito ma come spazio in cui gli anziani fossero attivi nel loro ambiente. Le varie iniziative che il nuovo consiglio di amministrazione si propone di attuare vanno proprio in questa direzione e segnano un vero e proprio rinnovamento.
Oltre al progetto SFERA, è previsto un ampliamento della casa di riposo secondo una logica distributiva: al piano terra ci saranno i servizi, mentre al primo piano le camere, con più stanze per gli ospiti autosufficienti. L’idea è di ricreare l’ambiente in cui l’anziano era abituato a vivere 50 anni fa, perciò stiamo cercando nei volontari la disponibilità a cedere dei mobili vecchi in buono stato per non dover riempire le stanze con asettici mobili moderni. Questo progetto si chiama Casa Amica 2020. Abitare leggero; interrogato sulle tempistiche del progetto, ilare e ottimista risponde il direttore: «Ci auguriamo che il titolo del progetto non debba essere cambiato!». La parte nuova della struttura prevede anche un’area giardino nella quale si creeranno dei percorsi per anziani e si studierà la possibilità, per anziani che sono ancora autonomi, di fare esercizi ginnici. È prevista, inoltre, la creazione di un ambulatorio di fisioterapia rivolto non solo agli ospiti della Casa ma anche alla cittadinanza. «Da medico chirurgo - confessa il presidente Ivan Michelet - questo è l’aspetto che prediligo. È importante una mobilitazione che permetta di mantenere l’anziano il più possibile attivo così da ritardare il sopraggiungere della fragilità».

Il concetto più importante assunto come focus dell’azione è INTELLIGENZA COLLETTIVA: «La persona, qualunque persona – spiega il direttore Bernardo Franco -, è per noi di “Casa Amica” uno stimolo per la crescita».

Da inizio 2017 la Fondazione “Maria Rossi” ha adottato il marchio Qualità e Benessere per una valutazione reciproca e partecipata della qualità della vita e del benessere degli anziani ospiti, coinvolgendoli in prima persona. Alla base di questa valutazione c’è il seguente principio: “rendere misurabile ciò che è importante, e non importante ciò che non è facilmente misurabile”. È chiaro come in questo modo balzino in primo piano tutta una serie di assetti intangibili quali l’umanizzazione, il rispetto, la socialità, l’autorealizzazione, il gusto, la vivibilità, etc. Il marchio Q&B si basa anche sullo scambio tra strutture, sulla condivisione di sfide comune. In quest’ottica Casa Amica collabora con “Casa Fenzi” di Conegliano e, con il progetto Casa Amica in Movimento, si propone anche di collaborare con i servizi sociali presenti sul territorio. Altra novità importante: dal 25 settembre partiranno a Casa Amica i corsi OS che consentirà di avere 30 operatori qualificati in più nel territorio.

Per ulteriori informazioni rimando al sito Casa Amica Onlus

Chiunque fosse interessato a conoscere più da vicino la struttura e i suoi servizi alla persona può partecipare alla giornata di festa di sabato. In quell’occasione ci saranno anche visite guidate all'interno della Casa.






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