CASA VITTORIA: UN POSTO FUORI DAL MONDO, APERTO AL MONDO

Il progetto della Cooperativa sociale Vita Down onlus è quasi realtà.

In via Casoni a San Polo di Piave (TV), tra campi e vigneti, immersa nella tranquillità della natura, sorge Casa Vittoria.

Si tratta di una vecchia casa colonica donata dalla Fondazione Americo e Vittoria Giol alla Cooperativa Sociale Vita Down onlus, che l'ha ristrutturata attingendo a un fondo di rotazione della Regione Veneto, proponendosi di dare a ragazzi disabili non gravi l'opportunità di lavorare.

Romano Romolo, presidente della Coop. Sociale, orgoglioso, mi mostra la struttura. «Accanto alla casa c’era un fienile diroccato - spiega Romano - Abbiamo ripreso le vecchie fotografie, abbiamo visto com’era e, con la legge regionale che ci dava la possibilità di ampliare del 20%, abbiamo creato questa struttura a L con un ponte di collegamento tra casa e antico fienile»; continua: «Abbiamo restaurato la struttura cercando di renderla agibile anche alle persone in carrozzina, assicurandoci un design moderno e, al tempo stesso, fedele all'edificio originario».

Gli chiedo a cosa sia destinata questa struttura. «Casa Vittoria - risponde - è una struttura ricettiva con sei camere da letto, un ristorante, una sala convegni all’interno della quale lavoreranno anche persone con handicap. Alcuni ragazzi portatori di lievi disabilità potranno essere assunti con la legge 68, che dà loro la possibilità di trovare un lavoro adatto alle loro capacità. Altri potranno venire qui a svolgere un tirocinio socializzante. Qualcuno avrà l’opportunità di imparare a lavorare in cucina, altri potranno essere impiegati nel servizio in sala oppure nelle pulizie o nel lavoro agricolo nelle serre presenti nel terreno adiacente la Casa. Non è, quindi, una struttura di accoglienza, ma un posto di lavoro».

Romano Romolo mi fa visitare Casa Vittoria. È davvero bella! Al piano terra ci sono la hall, una bella sala da pranzo, una cucina spaziosa, alcune stanze di servizio, un’ala riservata al custode e al personale. Al piano superiore ci sono una sala conferenze, un ampio terrazzo panoramico con giardino pensile e le camere, tutte in legno, mansardate, identificate con il colore dei rispettivi cuscini. Tornando al piano terra, nella parte dell’antico fienile, si trovano alcuni uffici.

In attesa che sia tutto pronto per aprire e far funzionare Casa Vittoria, la Coop. Sociale ha messo in funzione da alcuni anni delle serre, nelle quali attualmente lavorano dei ragazzi soci della Cooperativa. Durante la mia visita, incontro uno di loro, Federico (25 anni): «Io ora lavoro qui nelle serre con altri ragazzi, e sono felice. Quando apriremo la Casa, lavorerò in cucina, perché mi piace fare il cuoco. Arturo mi guida nel lavoro che svolgo in giardino e nelle serre: se non so come fare, chiedo e lui mi dà una mano. Romano è il mio secondo titolare che mi insegna a parlare bene in italiano». Prima di andar via, Federico si offre di prepararmi un caffè. Nel frattempo, c’è un via vai di persone che si reca in queste serre per acquistare prodotti freschi. «Nelle serre i ragazzi coltivano prodotti che la gente del luogo può acquistare come se avesse l’orto fuori casa - spiega Romano -. Abbiamo il nostro punto vendita. Quando la gente ci viene a chiedere della verdura, la raccogliamo direttamente dall’orto. Quando apriremo il ristorante, questo ci permetterà di impiegare prodotti a chilometri “sotto zero”!».

È una bella realtà Casa Vittoria: un angolo fuori dal mondo ma aperto al mondo, che si appresta ad accogliere turisti, gruppi o singoli in cerca di ristoro a contatto con la natura, oltre a dare la possibilità a ragazzi disabili di lavorare - perché, nonostante le difficoltà, ognuno è in grado di fare qualcosa - e magari anche scoprire i propri talenti.






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