Dama Castellana: tante iniziative per un positivo contagio

Annunciato in conferenza stampa anche il tema del Premio Civilitas 2020: La gioia di essere portatori sani di felicità

Con l’inizio del nuovo anno si è riavviata l’intensa attività dell’Associazione Dama Castellana, che tiene fede alla propria missione di tutela e diffusione della cultura e della tradizione locale proponendo iniziative di grande richiamo sempre nell’ottica di tessere relazioni nel territorio. La presidente dell’Associazione, Lara Caballini di Sassoferrato, in conferenza stampa (venerdì 14 febbraio), ha annunciato un programma ricco di iniziative anche per quest’anno: sono iniziati i casting per il grande spettacolo della Dama Vivente che il prossimo 6 giugno animerà Piazza Cima a Conegliano, preceduta, il 15 maggio, dalla Cena Rinascimentale con la regia di Alessandro Martello che ha appena curato l’apertura del Carnevale a Venezia. Il 30 maggio ritorna, dopo il successo dell’anno scorso, “30 metri sopra il cielo”, evento di Mototerapia con il campione di motocross e freestyle Vanni Oddera, insignito del Premio Civilitas 2019 TOP 25. Nel mese di luglio verrà riproposto il concorso enologico Enoconegliano per la promozione dei vini veneti, a settembre la Festa dell’Uva e il 7 novembre grande attesa per la XXVI edizione del Premio Civilitas – Civiltà nella Comunità presso il Teatro Accademia quest’anno sul tema “La gioia di essere portatori sani di felicità”.

Su quest’ultima importante iniziativa ha preso la parola Giovanni Tel, Priore del Premio Civilitas, il quale ha sottolineato come si cerchi anno dopo anno di alzare l’asticella: «Dopo la solidarietà, il coraggio e la bellezza, quest’anno mettiamo a tema la gioia che porta alla felicità, attraverso il contagio positivo da parte di chi si impegna con questo spirito per la comunità. È un tema impegnativo e controcorrente, se si considera lo scenario socio-economico mondiale, ma siamo ottimisti. Del resto le passate edizioni parlano di una scommessa vinta – quella di far emergere ciò che di buono e prodigioso l’essere umano è in grado di fare – non facendoci mai mancare l’occasione di portare alla ribalta storie di profonda e inimmaginabile umanità. Quello che vogliamo esplorare ora – continua Tel – sono le circostanze che portano alla gioia, la fatica di arrivare a qualcosa che permette di toccare il cielo con un dito, quindi cerchiamo di raccogliere storie di persone che, a livello locale, nazionale e internazionale, sono riuscite a trasformare una sofferenza in qualcosa in cui tutti possono vedere il Bello». Per ricevere segnalazioni, Dama Castellana si rivolge alle scuole, alle associazioni e ai media locali che abbiano esempi da offrire alla comunità. La vicinanza alla gente è un aspetto caratteristico di questo Premio, che non vuol essere un mero premio alla bontà e neppure una sfilata di nomi, ma un’occasione di aggregazione intorno a dei valori, un segno concreto della presenza di donne e uomini fortemente impegnati affinché il senso di comunità e l’impegno costante del donare non si smarriscano in un’arida indifferenza. Per questo, come annunciato in conferenza stampa, da quest’anno alla dicitura del Premio Civilitas si aggiunge il motto araldico “Semplicemente tra la gente”.

Il sindaco di Conegliano Fabio Chies ha espresso grande apprezzamento per il lavoro dell’Associazione Dama Castellana, che ha assunto un ruolo anche regionale. Il sindaco ha sottolineato in particolare la portata di “30 metri sopra il cielo”, un progetto lanciato dal Comune di Conegliano e già ripreso sul territorio nazionale e anche internazionale, che punta a diventare l’evento del Nord Italia; inoltre, ha riconosciuto come il Premio Civilitas, pur essendo diventato un grande evento, abbia mantenuto lo spirito con cui è nato, cioè premiare quelle persone che, perlopiù nel silenzio e nell’anonimato, rappresentano modelli positivi che possono essere d’ispirazione per la comunità tutta, per un positivo contagio. Premio Civilitas, infatti, come evidenziato dal Priore Tel, si propone di andare verso la sostanza della condizione umana, e «si va più verso la sostanza quanto più si approfondiscono le cose che l’occhio non vede»: il cuore, l’anima.






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