Festa per i tredici diplomati in Turismo Religioso

L’antica sala Brandolini del Castello Vescovile di Vittorio Veneto ha ospitato la cerimonia di consegna dei diplomi ai nuovi operatori di turismo religioso delle diocesi di Belluno - Feltre e di Vittorio Veneto, con la partecipazione dei Vescovi Corrado Pizziolo e  Renato Marangoni, presente  anche il Vescovo bellunese emerito Giuseppe Andrich.                                                                                       

Dopo l’incontro informale del luglio scorso in Seminario a Vittorio Veneto, a breve tempo dalla sessione finale degli esami, questa volta si è trattato di un momento ufficiale, che ha suggellato un impegno corale e molto qualificato di docenti e allievi del corso biennale superiore sperimentale realizzato in comune dalle due diocesi.

Marta Azzalini, Paola Brunello, Giada Cattelan, Annalisa Cioffi, Alba Facchin, Letizia Lonzi, Elena Maierotti, Marta Mio, Tiziana Menegus, Martina Peloso, Giuliano Ros, Cinzia Tardivel e Lorena Viel: questi i nomi dei tredici corsisti che hanno portato a termine felicemente il biennio sperimentale di formazione per operatori del turismo religioso, corso avviato nel 2015 grazie alla collaborazione delle due diocesi e al sostegno finanziario del Consorzi Bim Piave di Belluno e di Treviso.

Si è trattato di un percorso innovativo e virtuoso, dall’autentico significato ecclesiale, che ha voluto scommettere sul ricco patrimonio artistico attraverso una sinergia vincente: l’incontro e la condivisione di due diocesi e di un gruppo di persone con competenze diverse, e che ora investirà su queste nuove figure professionali. Più che la conclusione di un percorso, infatti, la serata può definirsi un punto di partenza per intraprendere nuove strade, attività, progetti.

«Gli operatori del turismo religioso – come ha detto Cristina Falsarella, presidente del Comitato interdiocesano di turismo religioso Vittorio Veneto-Belluno-Feltre – sono come “sentinelle” che lavorano sulle immagini e che vigilano e valorizzano i beni culturali ecclesiastici, da intendere non solo come meri manufatti materiali con qualità artistiche ed estetiche, ma soprattutto come opere cariche di significati e funzioni, espressioni di una memoria tangibile che le comunità del passato hanno lasciato e che ci parlano della fede in Dio, concretizzata nelle pietre e nei colori.

Il corso biennale, come ricordato da Ivana Faramondi, vice presidente del Comitato, è stato “un percorso molto ricco e stimolante, per approfondire la multiforme realtà dell’arte sacra, strutturato in lezioni in aula, comprendenti materie di ambito teologico-antropologico, storico-artistico e tecnico-turistico, e visite a siti del territorio”.                                                                                 

Un percorso, quello appena concluso, che la Conferenza Episcopale del Triveneto ha lodato e preso a modello per promuovere iniziative similari, e che “ora verrà valorizzato attraverso proposte operative di impegno sul territorio ai neo diplomati”, come ha sottolineato il direttore scientifico dell’Istituto “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”, Marco Zabotti.

Prima di consegnare le pergamene dei diplomi ai nuovi operatori, accompagnati dalle famiglie, i due Vescovi hanno espresso parole di ringraziamento per l’iniziativa e di riflessione sul senso dell’arte sacra. Il vescovo Corrado Pizziolo ha sottolineato l’importanza dell’esperienza per dare voce alle immagini sacre, altrimenti mute e aride, e una via di evangelizzazione, che aiuta a capire meglio il messaggio e la funzione delle opere conservate nelle nostre chiese. Per parte sua, il Vescovo Renato Marangoni ha aggiunto che si tratta di “un’esperienza di contemplazione, di ritrovo del senso del vissuto e della bellezza, che riconsegna il gusto e la profondità delle cose”.  “È prezioso quello che avete fatto e che farete” – ha concluso il presule bellunese.






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