Giardino della memoria fruttale

Fregona e dintorni: un’attività di agricoltura conservativa
Al “Giardino della Memoria Fruttale” di Ciser a Fregona possiamo conoscere le varietà di mele e pere che un tempo i nostri genitori e i nostri nonni gustavano.
Il giardino è nato nel 2008 da un’idea del locale Gruppo Densilóc di Fregona desideroso di recuperare delle antiche piante autoctone di peri e meli. Dal 2015 è intitolato a Raffaella Grillo, insegnante di scuola, ideatrice del nome del frutteto nonché entusiasta promotrice dell’iniziativa, mancata troppo presto.
 
Curiosità| Densilóc, il nome del gruppo, è una parola dell’antico dialetto d’Alpago che significa “in nessun luogo”.

Il “Giardino della Memoria Fruttale” è un luogo privato di circa 1500mq a 400 metri s.l.m., coltivato con varietà di mele e pere antiche, riscoperte attraverso la paziente ricerca di alberi superstiti nei campi un tempo coltivati ed ora abbandonati ed invasi da vegetazione. Si tratta di un progetto di recupero e reintroduzione in natura attraverso l'innesto e la diffusione delle piantine, coltivate senza l’uso di pesticidi.
Nel 2007 un abitante ha messo a disposizione un terreno affinché fosse lavorato, concimato e preparato per il futuro vivaio. Il 12 febbraio del 2008, con il supporto tecnico di Veneto Agricoltura, è avvenuto l’innesto delle “marze” sulle piantine-madri (portinnesto) portate da Luigino Schiavon direttamente dal frutteto sperimentale di Ceregnano (RO) e messe a dimora dopo qualche giorno. La raccolta delle “marze” ha interessato l’area di Fregona e alcuni comun i limitrofi. La parola “marze” deriva da “marzo” in quanto gli innesti delle porzioni di ramo o gemme staccate dalla pianta madre si fanno in Primavera.
Durante il corso di questi anni il gruppo Densilóc si è avvalso della collaborazione di esperti in materia, tra cui gli agronomi Giovanni Rofarè, il veronese Giovanni Rigo e il dottore forestale Davide Nucilla di Fregona. Grande è stato il contributo di Marino Chies, saggio contadino di Ciser, che ha supportato il gruppo con azioni e consigli, data la sua profonda conoscenza del territorio.
I meli e i peri innestati attualmente sono oltre un centinaio: si va dal Pòn Conastrel al Per Canalon, dal Pòn del Fer al Per del Diaul, dal Pòn Ruden al Per de la Vendema. I vari innesti vengono effettuati da metà febbraio fino a marzo, poi le piante vengono distribuite per essere reimpiantate.
Tutto questo ha lo scopo di preservare le meravigliose specie autoctone di meli e peri da una inesorabile estinzione e tentare di mantenere viva la memoria fra le nuove generazioni sia dei sapori, che dei profumi, sia delle forme che dei colori dei frutti locali recuperati.
Un’attività di agricoltura conservativa, per l’incremento della nascosta biodiversità, di varietà e genotipi locali.
La conferenza e il corso di potatura tenuto da Giovanni Rigo collaboratore della rivista ”Vita in campagna” avvenuti a marzo 2012 hanno permesso una crescita di questo progetto.
Nel 2018 sono state messe a dimora nuove piantine nella zona vittoriese: nel parco vicino alla sede dei Carabinieri Biodiversità di Vittorio Veneto e nel parco Fenderl a cura dell’associazione culturale vittoriese in collaborazione con Legambiente Vittorio Veneto, Il Mondo di Tommaso e le associazioni Al Portego e 12 Ponti.
Il progetto originale, forse utopico, era di riproporre questo giardino in altri luoghi della pedemontana anche con altre varietà di frutta come le ciliege e le pesche.
Chi volesse sentire i profumi e anche assaporare la frutta può visitare il giardino a Ciser. Il posto è parte del Parco Grotte del Caglieron.
Il gruppo Desilóc fa parte del Circolo Arci Gallo Rosso di Fregona. Insieme a loro vi è la possibilità d’apprendere le tecniche di potatura e d’innesto in veste di aiutanti della coltivazione di questo raro giardino. Ci si può prenotare inviando una mail a: lino.chies@libero.it.
Sarebbe auspicabile che altre persone più giovani si interessassero a conservare e valorizzare questo patrimonio anche segnalando eventuali varietà antiche non ancora presenti nel vivaio. I volontari sono disponibili alla distribuzione di piantine già innestate, alle visite guidate per le scuole e a chiunque fosse interessato alle tematiche ambientali.

Curiosità | Nella zona pedemontana di Fregona è stata individuata anche una varietà locale di mais giallo da polenta-mais nostrano biologico di Piadera coltivata da più di tre generazioni. Il gruppo Densilóc s’impegna a preservare il granoturco di Piadera coltivandolo in piccoli appezzamenti mediante il diserbo meccanico senza l’uso di erbicidi, la raccolta e selezione manuale e l’essicazione naturale. Con questo mais nostrano si fanno squisite polente e gustose gallette.






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