QualBuonVeneto

14 Mar 2016


Gita a Ognissanti: tra arte, devozione e alberi # perlecalli

Chiesa poco conosciuta del sestiere Dorsoduro, equidistante dalle due più note San Sebastiano e San Trovaso, Ognissanti è un edificio del XVI secolo, fiancheggiante la fondamenta del rio di Ognissanti, parallela a quella delle Zattere, a cui è collegata da un ponte ligneo.

Poco frequentata dai turisti, per la posizione e perché in passato spogliata di molte opere d’arte, Ognissanti è spesso aperta e abitata dalla preghiera di qualche anziana signora e dai frati che la custodiscono amorevolmente. Tuttavia, non è solo l’ambiente quieto e votato alla preghiera a meritarsi la nostra visita: vi sono degli affreschi notevoli di Agostino Litterini (1642-1731) che colorano il catino absidale e la sua volta: in particolare la luce dello Spirito Santo sprigionata dall’affresco in alto pare illuminare la lunetta che contiene l’Ultima cena, inserita in un ambiente colonnato verso cui accompagna uno scalone, secondo una struttura che può ricordare quella grandiosa del tiepolesco “Banchetto di Cleopatra” di Palazzo Labia.

 

Questa cornice è il perfetto inquadramento dell’opera più curiosa: la pala d’altare Trinità e Ognissanti di Marco Del Moro (1537-1586 circa). Mai a Venezia si era visto in così poco spazio un così folto corteo di santi, fitto a tal punto da renderceli difficilmente identificabili, come mezzo secolo prima accadeva altrove per la più celebre Pala di Ognissanti di Ludovico Brea, custodita a Genova a Santa Maria di Castello (la pala di Moro è datata 1570, quella di Brea era del 1512). La figura in primo piano a destra è l’unica a guardarci negli occhi, nell’atto di indicarci tanto la Madonna in trono al centro del quadro, che lo Spirito Santo, verso cui Lei stessa e gran parte dei santi alzano lo sguardo, contamplativi.

Uscendo, come d’obbligo, dalla porta laterale, possiamo ammirare, vicino alla parte absidale della chiesa, alcuni giovani esemplari di ailanto (Ailanthus altissima) e di pruno (Prunus) farci compagnia in un piccolo slargo.

Dall’altra parte del rio si apre alla vista il bel giardino che addobba la facciata interna di Palazzo Molin, sontuoso edificio ottocentesco affacciato sul canale della Giudecca: è raro potersi godere le parti più intime dei sontuosi palazzi veneziani ma, qui da Ognissanti, ne abbiamo il privilegio!

 

Guardandosi poi intorno, ci si accorgerà di una comune palazzina della Venezia minore, sulla cui facciata spuntano come funghi sullo scrostato intonaco dei variegati inattesi elementi scultorei, tra nicchie e mascheroni, sulle cui possibili identità lascio fantasticare voi!

Ora ascoltiamo questa interessante intervista a fra' Tarcisio, che ci racconta il patrimonio artistico-religioso che custodisce la sua chiesa:








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