Grande successo per la seconda edizione del Viaggio nel Sacro Tra Piave e Livenza

Un percorso ricco di significati e di promozioni del territorio

Inserito nel Festival della Dottrina Sociale della Chiesa, si è svolta il 26 e 27 settembre la seconda edizione del Viaggio nel Sacro tra Piave e Livenza. Dieci sono stati i comuni interessati, due le Diocesi, Vittorio Veneto e Treviso, quattordici le parrocchie dislocate nel territorio per promuovere un territorio molto importante e ricco.

«Le 1200 persone partecipanti hanno avuto la possibilità di scegliere tra i soggetti più disparati – spiega Maria Teresa Tolotto, curatrice dell’iniziativa –: cultura, arte, storia, musica, raggiungendo i vari luoghi anche attraverso percorsi di trekking urbano o passeggiate in bicicletta. Il mini sito web creato per l’occasione ha dato la possibilità di arrivare sulle diverse località con mappe scaricabili velocemente sul telefonino. Non sono mancate le pubblicazioni di libri e il ricordo della santità del territorio, culminato domenica sera nella celebrazione incentrata sul Beato Cosma Spessotto nella parrocchiale di Mansuè».

La grande manifestazione promossa dall’Istituto Diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi” ha riscosso un grande successo confermando l’importanza che tutto il territorio merita. La capacità degli operatori culturali e degli esperti d’arte del “Beato Toniolo” di fare rete tra diocesi, comuni, parrocchie, aziende sostenitrici e gruppi culturali ha permesso che questo progetto si realizzasse e ha dato visibilità a luoghi ricchi di storia, cultura, fede, arte, produzione agricole di eccellenza, enogastronomia. «Questo patrimonio ci viene da una forte tradizione locale – afferma Tolotto –: è il patrimonio che gelosamente le generazioni che ci hanno preceduto hanno conservato al meglio per potercelo donare. È la terra che tanto hanno amato e lavorato i nostri genitori e i nostri nonni. Dove hanno posto tutte le loro speranze di futuro e di prosperità per le generazioni a venire. Dove hanno costruito, restaurato, abbellito chiese, luoghi sacri, conventi e capitelli. L’Istituto Diocesano, attraverso i suoi operatori, ha promosso questa manifestazione mettendo in rete le diverse realtà e promuovendo la conoscenza reciproca, l’unicità dei diversi luoghi e le caratteristiche che ogni singolo luogo conserva».

L’edizione 2020 ha toccato il doppio dei luoghi rispetto allo scorso anno, e tuttavia è solo la punta di un iceberg rispetto all’esistente: c’è tanto ancora da valorizzare.

«Il turismo religioso può essere un vero motore per il nostro Paese – continua Maria Teresa Tolotto – poiché permette di conoscere anche il patrimonio artistico che ogni angolo cela, tanto da poter considerare ogni comunità un “museo” e di portare così visitatori interessati anche nei luoghi più remoti. Il turismo non è però il fine ultimo del “Beato Toniolo”, che vuole sì promuovere la conoscenza del patrimonio artistico, conservato all’interno delle nostre chiese, ma in modo particolare promuove la fruibilità di queste con la descrizione, il racconto, la fede, la tradizione che queste raccontano. Aprire le chiese, far entrare le persone è continuare a far vivere tutto questo, è dare anche la possibilità di una sosta per una riflessione, una preghiera, una catechesi, un respiro per l’anima che oggi più che mai ha bisogno di un po’ di “ossigeno”. È uscito in questi mesi il Direttorio della Catechesi, curato dalla Conferenza Episcopale Italiana, nel quale troviamo un intero capitolo dedicato alla “Via della Bellezza”, via indicata per una nuova catechesi per tutti e per tutte le età perché è proprio dell’arte saper trasmettere emozioni ad ogni persona toccando nel profondo ogni animo e permettendo che questa si confronti con il proprio vissuto e le proprie esperienze. Fare esperienza è ciò che ci fa crescere anche nella fede, e l’arte ha la capacità di parlare questo linguaggio. Il direttorio ci dice che la catechesi attraverso l’arte deve diventare parte integrante di un progetto pastorale perché la catechesi resta ancora la base della trasmissione della fede. Catechesi, infatti, significa conoscenza e avere conoscenza si può tradurre anche con apprendimento, consapevolezza, competenza, testimonianza».

La collocazione dell’iniziativa Viaggio nel Sacro tra Piave e Livenza all’interno del Festival Nazionale della Dottrina Sociale della Chiesa, che quest’anno ha come tema “Memoria del Futuro” e che per la prima volta fa tappa nella Diocesi di Vittorio Veneto, porta un’ulteriore riflessione emersa nella realizzazione della manifestazione: la sostenibilità del produrre, del muoversi, del consumare nel nostro tempo. «Poterci muovere a piedi o in bicicletta non è solo una scelta ecologista o salutista: è principalmente una piccola scelta di coerenza, è scelta di attenzione alle persone, alla sopravvivenza del nostro pianeta per poterlo consegnare alle nuove generazioni. E così anche l’entrare, nel rispetto delle norme sanitarie, nelle chiese aperte o restare sui sagrati aspettando pazientemente il proprio turno è segno, ma soprattutto esperienza, che si può anche convivere e partecipare ad eventi nel rispetto di se stessi e degli altri, è rispetto della fragilità di alcuni periodi e di alcuni luoghi. Tutto questo non è utopia ma il mettere in atto i basilari insegnamenti che Papa Francesco continua a ricordarci».

La Tolotto conclude ringraziando e ricordando quanti si sono adoperati per la riuscita dell’iniziativa «con passione, competenza, dedizione, spirito di sacrificio, amore alla comunità, assolutamente decisivi per un progetto che li ha visti numerosi e impegnati nei mesi estivi alla pianificazione e preparazione della giornata. Se volessimo associarlo ad una immagine è stato come essere tutti musicisti di una grande orchestra con altrettanto numeroso coro: assieme hanno suonato e cantato seguendo un medesimo spartito. Il risultato? Un’opera meravigliosa».






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