I Cuori di Vaia per l’Ospedale di Venezia

Insieme, solidali, vicini, i cittadini possono fare molto per trasformare una crisi in una ripartenza...

Dal disastro della tempesta “Vaia”, che tanti danni ha inferto ai boschi del Veneto, attraverso la solidarietà dell'Associazione “Conegliano In Cima”, arriva un aiuto alla città di Venezia, sferzata dall'“acqua granda” del novembre scorso.

Due eventi catastrofici si ricollegano e si uniscono: dai tronchi abbattuti sono stati ricavati simbolici cuori di legno - i "Cuori di Vaia", appunto - che sono stati poi proposti nel circuito commerciale coneglianese durante le Feste natalizie del 2019; il ricavato questa volta è arrivato fino a Venezia, all'Ospedale dei Santi Giovanni e Paolo: «I cuori ricavati dal legno dei tronchi abbattuti – spiega Patrizia Loberto, Presidente di “Conegliano In Cima” – sono un simbolo di resilienza. La loro forma allungata richiama un abbraccio, ed è l'abbraccio di genti venete che, con la loro solidarietà, sanno trasformare gli eventi avversi in opportunità positive offerte dalla vita. È un'idea dello Studio Andreani, rilanciata e sostenuta dalla nostra associazione, che ora si concretizza in questo grande assegno simbolico per l'Ospedale Civile di Venezia».

La somma raccolta, e consegnata nei giorni scorsi nelle mani del Direttore Generale dell'Ulss 3 Serenissima è di 8.800 euro. »Riceviamo questo dono – ha ringraziato il direttore Dal Ben – proprio come segno di solidarietà e come segno di ogni possibile ripresa e ogni possibile rinascita, che è più facile da avviare e da raggiungere se ci si sostiene a vicenda nelle avversità. Mi pare significativo, poi, che questa donazione, fatta all'Ospedale di Venezia in memoria dell'emergenza per l'acqua alta eccezionale del novembre scorso, giunga mentre si sta chiudendo un'altra emergenza, quella causata dal Coronavirus: insieme, solidali, vicini, i cittadini possono fare molto per trasformare una crisi in una ripartenza, o comunque per alleviare la fatica e la sofferenza là dove avvengono eventi avversi».






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