Il turismo religioso apre nuove vie e fa rete a Valdobbiadene

Visita di Marco Zabotti alla casa natale di Papa Benedetto XI a San Vito.
Riprendere con slancio l’opera di recupero e di restauro della casa natale situata a San Vito; dare nuova vitalità ai percorsi di conoscenza e di devozione popolare per il Pontefice valdobbiadenese beato, la cui memoria liturgica si celebra il 7 luglio di ogni anno; studiare forme di promozione dei luoghi in chiave di turismo religioso: sono stati questi gli ingredienti principali degli incontri e dei colloqui che il direttore scientifico dell’Istituto Diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”, Marco Zabotti, ha avuto nei giorni scorsi a Valdobbiadene nella terra del beato Niccolò Boccasino, nato proprio a San Vito nel 1240, uomo di grande erudizione e alti studi in prestigiosi consessi internazionali, eletto papa con il nome di Benedetto XI nel 1303 e morto prematuramente nel 1304, dopo neppure un anno di regno.
Su invito del sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese, il dottor Zabotti si è recato sul luogo dove sorge la casa natale del beato Benedetto XI, attestata dallo stemma pontificio che è ancora ben visibile sulla facciata interna. Insieme ai responsabili della parrocchia di San Vito e a un tecnico, alla presenza del primo cittadino e dell’assessore alla cultura Giorgia Falcade, è stato eseguito un sopralluogo all’interno dell’abitazione, che nel recente passato aveva subito importanti lavori di consolidamento e di ristrutturazione interna, grazie anche ad un corposo finanziamento che nell’anno 2000 era arrivato alla parrocchia, proprietaria della residenza, dalla Fondazione Cassamarca. Una volta ripresi i lavori e riqualificata al meglio la struttura - è stato detto in occasione dell’incontro sul posto - la casa natale potrebbe diventare un centro culturale e per finalità pastorali, e diventare una possibile meta per un turismo religioso che incrociasse il cammino dei Papi e le vie dei Santi in chiave trevigiana e veneta, motivo di attrazione anche a livello di itinerari Unesco. La mattinata è proseguita con la visita alla chiesa parrocchiale di San Vito, retta dal padre scalabriniano Gianromano Gnesotto, che all’interno contiene alcuni dipinti con l’immagine di papa Benedetto XI e all’esterno presenta una statua monumentale dello stesso pontefice. Anche qui si sono condivise possibili azioni per favorire una maggiore conoscenza e devozione popolare del beato valdobbadenese, sia sul fronte strettamente ecclesiale sia in chiave culturale. Proprio San Vito, infatti, potrebbe diventare meta di un grande percorso di fede, arte, spiritualità e accoglienza che già vede importanti legami intessuti fra la diocesi di Padova, dove insiste Valdobbiadene, e quella di Vittorio Veneto, dove opera principalmente l’Istituto “Beato Toniolo”, con sede a Pieve di Soligo, che già da anni organizza manifestazioni con aperture di chiese, illustrazioni di arte sacra e accompagnamento musicale anche nell’area valdobbiadenese.
Soddisfazione alla fine per le verifiche tecniche e la condivisione di progetti da parte di tutti i convenuti al sopralluogo, con l’impegno a mantenere contatti e informazioni in vista di una progettualità più completa e puntuale che possa interessare una personalità illustre e un capitolo di storia davvero importante per tutta l’area. Sempre accompagnato dal sindaco Fregonese, la mattinata di Marco Zabotti in terra di Valdobbiadene si è conclusa con la visita al santuario mariano - francescano Immacolata di Lourdes e al convento dei Frati minori conventuali a San Pietro di Barbozza, qui presenti dal 1911, diventati un sicuro punto di riferimento dal punto di vista religioso e sociale - anche con presenze pastorali costanti in alcune parrocchie vicine della diocesi di Vittorio Veneto - e oggi impegnati a guardare al futuro nell’ottica di un servizio alle persone e alle comunità sempre più qualificato e attento al territorio.  





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