Inaugurata la Casa dello Studente di Vittorio Veneto

Un modo per guardare avanti con fiducia

A Vittorio Veneto tutti la conoscono come Casa dello Studente, ma nei prossimi anni sarà la Casa di tantissime iniziative rivolte alla cittadinanza e ai visitatori, con un’attenzione speciale a tutto ciò che può favorire il recupero di autonomia e dignità mediante il reinserimento nel mondo del lavoro. Per questo laboratori, eventi, mostre, associazioni e anche turisti troveranno in via Fogazzaro una struttura pronta ad accoglierli.

Dopo decenni di inutilizzo e oltre tre anni di ristrutturazione, la struttura è stata inaugurata sabato scorso con la benedizione del vescovo di Vittorio Veneto, mons. Corrado Pizziolo, che ha ben delineato cos’è e cosa sarà la Casa dello Studente oggi e negli anni a venire: «un edificio costruito e ristrutturato non per scopi estetici, speculativi o di prestigio, ma con spirito di servizio, accoglienza, aiuto e solidarietà».

Il vescovo ha speso anche qualche parola sulla situazione di emergenza che stiamo vivendo. L’apertura della Casa dello Studente, infatti, nonostante i progetti che ospiterà non siano ancora tutti completati al cento per cento, è un «segno di speranza in questo periodo di pandemia», un modo per guardare avanti con fiducia.

«Vogliamo che la Casa dello Studente sia un luogo di aggregazione, crescita e condivisione come espressione di una Carità che va ben oltre l’assistenzialismo e realizza il compito di promuovere fattivamente una cultura incentrata sulla dignità di ciascuno, nessuno escluso – conferma il direttore della Caritas diocesana di Vittorio Veneto, don Roberto Camilotti, che ha in affidamento dalla Diocesi la struttura – Da questo principio si è sviluppato il progetto che ha trasformato, anche grazie ai fondi dell’8x1000 della Conferenza Episcopale Italiana, lo stabile ormai in disuso in un vero e proprio incubatore di idee, attività e relazioni».

Nei prossimi mesi e anni, la Casa dello Studente ospiterà laboratori e attività di formazione dedicati sia alle persone fragili che a chi ha perso o è in cerca di lavoro. All’interno della Casa trova spazio la Conferenza San Vincenzo De Paoli che ha già attivato un “emporio della solidarietà”. L’edificio è anche la Sede istituzionale della Cooperativa agricola Terramica, e sarà punto di distribuzione delle cassette con i prodotti coltivati e raccolti a Mansuè.

«Ma il progetto più ambizioso, soprattutto in questo periodo segnato dal Covid19 – spiega don Roberto Camilotti – è la realizzazione di un ostello: una struttura non profit per l'ospitalità di persone e gruppi in arrivo in città, e di giovani europei in particolare, per fare di Vittorio Veneto non solo la memoria di una vittoria guerresca, ma di una vittoria che genera pace e solidarietà. Stiamo ultimando i lavori per partire al più presto, ma non vogliamo accelerare i tempi per poter fornire agli ospiti un soggiorno in città sereno e soprattutto in sicurezza».

In occasione dell’inaugurazione si è aperta la mostra sulla figura del Cardinal Martini “Mani tese verso l’altro, la Carità politica del card. Martini”: due percorsi espositivi di approfondimento sulla figura del teologo, biblista e arcivescovo di Milano (dal 1979 al 2002), realizzati dalla Fondazione Carlo Maria Martini, dal Dipartimento di Scienze Religiose dell’Università Cattolica e dall’Istituto Leone XIII di Milano, che rimarranno aperti al pubblico, in sicurezza, fino al 12 novembre solo su prenotazione allo 0438-550702 o a fondazione@caritasvittorioveneto.it.

Don Camillotti ha concluso ringraziando tutti i volontari «che hanno lavorato per ridare vita alla Casa dello Studente: un aiuto silente che, come abbiamo imparato molto bene durante quest’anno, fa la differenza».






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