L’innovativo quartiere di co-housing a Villorba

L’Ecoquartiere Quattro Passi a Villorba (Treviso) propone un’esperienza di co-housing attento ai valori sociali e al rispetto dell’ambiente.

L’Ecoquartiere Quattro Passi è un esempio virtuoso e un progetto pilota nel panorama del co-housing italiano, un settore ancora di nicchia nella pratica progettuale e imprenditoriale del nostro Paese. Opera di TAMassociati, lo studio con base a Venezia impegnato nel concepire l’architettura come strumento sociale mirato a migliorare le condizioni di vita delle persone e dell’ambiente che le circonda, in collaborazione con Ecodomus di Mestre, il progetto nasce nell’ambito della Fiera “Quattro Passi” sul tema delle buone pratiche che la Cooperativa Pace e Sviluppo organizza ogni anno nel territorio trevigiano. Durante la fiera sono state raccolte le adesioni delle famiglie potenzialmente interessate, che hanno dato vita a degli incontri di presentazione e di approfondimento del progetto. Inizialmente il gruppo era formato da circa una quarantina di famiglie. Di fatto poi quelle che hanno proseguito e deciso di iniziare la ricerca del terreno per la realizzazione dell’Ecoquartiere sono state sette. Un’ottava famiglia si è aggregata verso la fase finale della costruzione delle unità abitative.

Il terreno è stato acquistato nel comune di Villorba, un lotto di circa 7.000 mq nel quale sono state costruite 8 abitazioni indipendenti e uno spazio condiviso di circa 80 mq. Le abitazioni sono di circa 100 mq ciascuna e non hanno recinzioni o separazioni le une dalle altre nello spirito di condivisione anche dello spazio verde; sono tutte esposte a sud, senza che una casa faccia ombra all’altra. Lo spazio della “casa comune”, situato all’ingresso del quartiere, viene utilizzato per incontri di gruppo, riunioni, feste, etc. e anche per incontri, seminari e corsi aperti ad altre realtà del territorio. L’area adiacente le case non è accessibile alle auto, che vengono lasciate all’esterno del borgo in una zona adibita a parcheggio, in modo tale che lo spazio del giardino tra le case sia sicuro e fruibile dai bambini senza pericolo.

Le decisioni riguardo alla gestione delle parti in comune vengono prese sempre insieme attraverso un costante confronto, incontri e riunioni in cui si discute ogni argomento cercando di arrivare a scelte condivise da tutti, non solo dalla maggioranza. Questo presuppone la disponibilità all’ascolto e all’accoglienza delle istante di tutti, al fine di arrivare ad attivare dei progetti condivisi, sia per quanto riguarda la gestione degli spazi, sia per ciò che concerne la realizzazione di lavori comuni, e anche per l’assunzione e l’applicazione condivisa di regole educative nei confronti dei numerosi bambini (19) che abitano nel quartiere.

Proprio riguardo ai bambini (ogni famiglia ha 2, 3 figli) la convivenza si sta rivelando di massimo aiuto nella condivisione della gestione quotidiana dei piccoli, dal trasposto scolastico, all’accoglienza al rientro da scuola (una babysitter comune accoglie i bambini che arrivano e prepara loro il pranzo), al supporto di mutuo aiuto quando qualche genitore deve assentarsi per un impegno, etc.

All’interno del gruppo si è costituito un G.A.S. (Gruppo di Acquisto Solidale) che semplifica e favorisce il rifornimento di generi alimentari con attenzione alla qualità e alla provenienza del cibo, cercando il biologico a km 0 e, attraverso questo, ci si apre all’esterno, verso gruppi diversi di persone che non abitano nel borgo, ma che possono condividere scelte e momenti di socialità.

In questo modo la comunità gode oggi di un modello abitativo, di vita e di socialità condiviso, fondato sull’importanza delle relazioni umane, sulla solidarietà, sul rispetto per l’ambiente.

«È un progetto che ci vede impegnati in un continuo confronto e accettazione delle realtà degli altri abitanti del borgo, ognuno con le proprie particolarità, ricchezze e criticità – racconta Margherita, una delle abitanti dell’Ecoquartiere –, nella convinzione che si può condividere e trovare uno spazio di equilibrio tra il mondo privato di ognuno e la socialità che ci attende appena fuori l’uscio di casa. Fino ad oggi, dopo quasi 4 anni di convivenza, sembra davvero un sogno realizzabile!».






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