QualBuonVeneto

25 Gen 2017


L’UMILE GRANDEZZA DI PIETRO FURLAN

Se n’è andato in punta di piedi, con discrezione, vivo e attivo fino all’ultimo giorno. Scherzava sempre sul suo stare bene, “noi che siamo giovani”, diceva, col suo inconfondibile sorriso e la sua piacevole ironia.

Pietro Furlan è stato un cristiano convinto e coerente, di saldi valori e forti principi, un uomo buono, umile e generoso, un signore di animo nobile e virtù ormai rare.  Innamorato della “sua” Pieve di Soligo, conosceva la storia, i luoghi, le persone, e li ha raccontati nei suoi libri, con dovizia di aneddoti e particolari, e scrittura chiara ed elegante. È stato un grande educatore di generazioni di allievi, il maestro elementare apprezzato e ricordato con affetto e riconoscenza, come fosse ieri.

Commendatore al merito della Repubblica Italiana, è stato davvero lodevole ed  esemplare nei ruoli istituzionali svolti come amministratore pubblico, prima come sindaco, assessore e consigliere comunale, e poi come assessore provinciale. Egli ha esercitato il suo servizio civico con onore e libertà, efficacia e concretezza, disinteresse e lungimiranza, e lo sguardo rivolto unicamente al bene comune.          

È stato allievo di Francesco Fabbri, esponente di spicco di una generazione di uomini formatasi nelle file dell’Azione Cattolica e poi approdata all’impegno della politica come “forma esigente di carità”, “la più alta attività umana” secondo la dottrina sociale della Chiesa. E proprio al ricordo della straordinaria personalità del senatore  Fabbri, nel quarantesimo della sua nomina a ministro della Repubblica Italiana, dedicò uno dei suoi ultimi, applauditi  interventi pubblici come relatore, in un seminario svoltosi il 30 luglio 2016 nel salone dei Trecento dell’Abbazia di Follina (vedi foto).                                                                                                            

Pietro Furlan è stato cristiano laico di Azione Cattolica con la fierezza di appartenenza e spirito autentico di servizio, a lungo vice presidente per il settore adulti dell’Associazione parrocchiale di Pieve, fino al dicembre scorso. E a lui dobbiamo profonda gratitudine per il suo amore verso il Beato Giuseppe Toniolo: del suo insegnamento fu cultore appassionato, saggista e conferenziere, instancabile animatore della causa di beatificazione, il profondo conoscitore che sapeva unire nel suo nome l’intera comunità ecclesiale e civile.

Uomo del volontariato e delle associazioni, Furlan è stato un protagonista della cultura pievigina, sostenitore delle arti e della musica, della storia e della letteratura: ha guidato i percorsi, ha indicato le vie nuove, ha fatto scelte non facili, ha donato a tutti vita, entusiasmo e gusto del bello. Il Premio Civilitas di Conegliano del 2013  ha reso omaggio alla sua esistenza, interamente spesa per il bene della comunità nel segno dell’umanesimo cristiano.   

 

Marco Zabotti






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