Psicomotricità rinnovata a Conegliano

Il presidio di riabilitazione de “La Nostra Famiglia” di Conegliano è stato dotato di nuova attrezzatura per il servizio di psicomotricità.  Sono circa 200 i bambini che nell’arco del 2016 hanno avuto accesso a questa specifica attività riabilitativa, seguiti da figure professionali qualificate quali terapisti della neuro e psicomotricità. I bambini hanno così la possibilità di acquisire le abilità necessarie a vivere pienamente la propria quotidianità. La neuro-psicomotricità permette lo sviluppo di attività cognitive, motorie, relazionali ma in particolar modo la loro coordinazione e finalizzazione. Permette, inoltre, di prevenire i disturbi della personalità e dell’apprendimento.

Tutto questo è stato possibile grazie alla determinazione e caparbietà di Onella Fregonas Bazzichetto presidente di Zona che è riuscita a mettere insieme i Club di Oderzo, Conegliano, Vittorio Veneto, Susegana Castello di Collalto e Pieve di Soligo.

Questa iniziativa si concretizza in occasione dei 100 anni dalla nascita del primo gruppo Lions grazie all’intuizione di Melvin Jones, uomo d'affari di Chicago, il quale sosteneva che tutti avrebbero dovuto guardare non solo le proprie esigenze ma dedicarsi al miglioramento della comunità e del mondo. Per fare memoria della lunga tradizione di assistenza è stata lanciata la sfida di Service per il Centenario, un'iniziativa globale per servire 100 milioni di persone in tutto il mondo.

Nel nostro territorio, l’attenzione e la sensibilità dei soci del Lions Club Internazionale Distretto 108 Ta2 3a Circoscrizione Zona G  ha permesso di rinnovare le attrezzature del servizio di psicomotricità. Due momenti importanti hanno visto i soci dei Lions e l’Associazione “La Nostra Famiglia” insieme: un primo momento è stato l’inaugurazione dei locali rinnovati per l’attività riabilitativa alla presenza dei rappresentati dei Lions Club ed un secondo momento caratterizzato da uno spettacolo teatrale realizzato presso il teatro Careni di Pieve di Soligo  su “Il viaggio di Alice” interpretato dall’Associazione culturale Murata Giovani di Mestre, una compagnia teatrale che promuove momenti di integrazione ovvero un percorso didattico specifico e accurato di formazione di giovani danzatori portatori di handicap.






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