QualBuonVeneto

22 Nov 2019


Quella di Villa d’Asolo, Treviso, è la prima Scuola dell’Infanzia “Amica delle Cittaslow” del Veneto

L’obiettivo è rendere i bambini responsabili e consapevoli del loro impatto sulla società e sull'ambiente.

Ieri, giovedì 21 novembre, il sindaco del Comune di Asolo Mauro Migliorini ha visitato la Scuola dell’infanzia di Villa d'Asolo, Treviso, alla quale ha consegnato l’attestato e la bandiera delle Cittaslow, associazione internazionale di cui la “città dai cento orizzonti” fa parte: si tratta della prima scuola materna del Veneto a diventare “Amica delle Cittaslow”, un riconoscimento previsto dall'Assemblea Generale tenutasi nello scorso giugno ad Orvieto per sensibilizzare i cittadini e le isituzioni scolastiche ai principi slow.

Ma come spesso accade, i bambini sanno essere stupefacenti: i piccoli e le loro maestre hanno ringraziato l’amministrazione comunale donandole un piccolo olivo, un simbolo dal grande significato nella ricorrenza della Giornata nazionale degli Alberi.

Essere una scuola amica delle Cittaslow significa impegnarsi per rendere i bambini responsabili e consapevoli del loro impatto sulla società e sull'ambiente, per creare un ponte tra le generazioni attraverso uno scambio permanente con persone e associazioni esperte, integrare la missione internazionale di Slowfood per i progetti che mirano alla qualità del cibo e della nutrizione. E in generale, vuol dire essere consapevoli di far parte di un progetto più ampio, in interconnessione con istituzioni, realtà produttive, altre scuole, ecc.., e imparare a fare rete.

«Essere una Cittaslow - ha spiegato Migliorini - per noi significa contaminare le frazioni con scelte e segnali che sottolineino l’importanza di mettere al primo posto la qualità della vita, il mondo di relazioni e le prassi di gestione sociale, economica ed educativa sostenibili. Essere una scuola dell'infanzia slow, analogamente, si traduce nell’affrontare la quotidianità scolastica e l’insegnamento osservando i ritmi dei piccoli e della natura, in una dimensione più umana ed ecologica».

Se Slow Food ha insegnato la difesa delle produzioni agroalimentari autoctone assieme al valore dei modi tradizionali di far cucina e dei sapori locali, da qui si parte per scoprire nelle Cittaslow un mondo di eccellenze in diversi campi. È un modello da conoscere e mutuare, che tocca non solo il cibo, la cultura e il sociale, ma anche l’urbanistica, l’ambiente, l’energia, i trasporti, il turismo, il mondo agricolo, la formazione dei giovani. Significa declinare il moderno concetto del "buon vivere" e dell’abitare di qualità come impegno prioritario e diffuso a favore dei residenti, così come vuol dire anche avere concittadini consapevoli e informati pronti a riconoscere il complesso delle risorse materiali e immateriali del luogo in cui vivono, dai beni storici e artistici alla cultura, anche enogastronomica, per rinsaldare o talvolta ricostruire un’identità cittadina che i mutamenti degli ultimi decenni hanno compromesso. Questa consapevolezza permette di accogliere il moderno viaggiatore secondo i canoni dell’ospitalità più autentica di chi vive in una Cittaslow.

In quest’ottica, il progetto Amici delle Cittaslownon riguarderà solo le scuole: l’amministrazione sta lavorando per ottenere l’adesione anche di aziende locali e multinazionali, sensibili alle tematiche ambientali, sociali e al valore della biodiversità.






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